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Le vendite a domicilio resistono alla sfida dell’e-commerce

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Resiste e gode di ottima salute, nonostante la contrazione dei consumi degli ultimi anni e il crescente sviluppo dell’e-commerce. La vendita diretta continua a crescere: solo le aziende che aderiscono all’associazione Avedisco, rappresentativa del 30% del fatturato complessivo del settore, nel 2015 hanno registrato un aumento del loro giro d’affari del 17% rispetto all’anno precedente, passando da meno di 487 milioni a quasi 569 milioni di euro. Di pari passo, nello stesso periodo è cresciuto di oltre l’11% anche il numero degli addetti, con quasi 18mila nuovi incaricati alle vendite entrati in attività: erano 156.540 nel 2014, sono diventati 174.485 nel 2015, di cui oltre il 55% sono donne.

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Il settore in cui si è osservata la migliore performance in termini assoluti è quello dei prodotti alimentari, che da solo rappresenta oltre il 70% del giro d’affari generato dalle vendite dirette: nel 2015 il fatturato è cresciuto di oltre 70 milioni di euro, il 20% in più rispetto all’anno precedente, passando da 345,6 a quasi 416 milioni di euro. Tengono i settori dei cosmetici e dei beni durevoli per la casa, che rappresentano rispettivamente il 10% e il 6% del fatturato totale delle imprese Avedisco. Il primo cresce di oltre il 6%, con un fatturato passato da 51,7 a 54,9 milioni di euro. Più 8% anche per il giro d’affari legato alle vendite di beni durevoli, passato da 32,4 a quasi 35 milioni di euro.

Promettente, anche se con numeri ancora piccoli, è il settore del tessile: in 12 mesi ha visto crescere di un quarto il suo fatturato, passato da 15 a quasi 19 milioni di euro. Oggi rappresenta poco più del 3% del giro d’affari totale calcolato da Avedisco, ma il suo peso sembra destinato a crescere. Gli unici segni meno si osservano invece nell’ambito dei beni di consumo per la casa (-1,5%) e soprattutto dei servizi (-7%), che tuttavia pesavano in maniera limitata sul fatturato complessivo già nel 2014.

Dati positivi che arrivano a dieci anni dalla legge per la disciplina della vendita diretta e la tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali, nata anche grazie alla collaborazione di Avedisco e Adiconsum con il legislatore. “Per oltre trent’anni”, spiegano dall’associazione, “Avedisco ha lavorato per avere una legge che distinguesse chiaramente le vendite dirette a domicilio dalle vendite piramidali e dalle catene di Sant’Antonio, attivita? illegali che nulla hanno a che vedere con le vendite dirette, come finalmente e? stato stabilito dalla legge 173 del 2005 che regolamenta il settore”.

[Via Repubblica]

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