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La nuova frontiera del “Fatto da noi” per i Retailer

Pescheria

Da sempre, una delle leve di fidelizzazione per la GD, GDO e retailer in generale è stata la gestione del Fresco. Abbiamo potuto ammirare reparti di gastronomia, salumi e formaggi, pescheria, macelleria e ortofrutta organizzati e presentati meglio di quelli del gastronomo/macellaio, ecc. di antica tradizione.
E quando tutti, ma proprio tutti, sono arrivati ad avere reparti ampi e profondi, tripudio di specialità, per differenziarsi è servito qualcosa in più. L’asticella andava alzata. E si è arrivati alla produzione propria, nel tempo chiamata in vari modi.

Tuttavia, quando si parla di Supermercati e di “produzione propria” bisogna prima rimettere in ordine i vari livelli.
Provo a riassumere per sommi capi e, vogliate scusarmi, non in maniera necessariamente precisa:

Livello 1

Mettere in bella mostra prodotti locali fatti in zona, semplicemente porzionati, confezionati, etichettati e marchiati in negozio (parliamo di formaggi e salumi, principalmente).

Livello 2

Riscaldare/finire di cuocere/rosolare/mantecare/arrostire prodotti che di produzione propria avevano poco ma che certo non si sarebbero potuti vendere senza il passaggio finale nei laboratori del negozio (un esempio è il pane precotto e surgelato, eterno motivo di agitazione dei panettieri tradizionali);

Pane
Livello 3

L’ultimo, FINO ad oggi. La VERA produzione in loco: tutta la gastronomia, e non solo quella, prodotta assemblando e cuocendo ingredienti e molte lavorazioni di pane e pasticceria: prodotti impastati, fatti lievitare, cucinati, guarniti se serve, e messi in vendita nello stesso luogo di produzione.
Non entro nel merito di chi fa cosa, ognuno di voi sa come vendere questi prodotti e dovrebbe sapere come comunicarli in maniera trasparente verso i clienti. Voglio invece scrivere di un nuovo livello, il quarto; sbocciato, forse è il caso di dirlo, quest’anno nei pressi di Berlino.

Livello 4

La METRO C&C di Berlino ha aperto il suo Kräutergarten (Letteralmente orto di erbe aromatiche o medicinali) sotto forma di serra idroponica con la tecnica del vertical farming (coltivazione verticale). E’ la prima installazione di questo tipo in Europa.

Serra dall'alto

Lo ha fatto proprio dentro il negozio e pare che queste piantine e piccoli vegetali vadano a ruba tra i ristoratori ed i clienti. Il sistema è già in grado di gestire la produzione di melanzane e pomodorini e questi ultimi saranno l’imminente prossima frontiera di produzione.
In sintesi, il progetto, realizzato con la società INFARM, propone un approccio che, da un lato, inneggia ad un modello di autonomia ed indipendenza (ognuno potrebbe costruirsi una propria vertical farm anche in casa) e, dall’altro, spinge l’acceleratore sul business etico riducendo costi e sprechi: meno acqua, zero costi di trasporto, zero packaging, zero pesticidi; Tanta sostenibilità in più, insomma.
E sono anche buoni. Dalle prove fatte, infatti, i prodotti pare possiedano un gusto ed una consistenza spesso dimenticati nei prodotti normalmente oggi in commercio.

Serra frontale

In conclusione, questa è la nuova frontiera della produzione in situ. Non solo assemblaggio e cottura di ingredienti ma, facendo un salto a monte della catena del valore e, per forza, anche della supply chain, anche coltivazione dei propri prodotti.

Ray Kurzweil, ingegnere capo di Google, ha avuto modo di dire che il 2020 darà inizio al decennio della rivoluzione del vertical farming. E lui, le previsioni, non le sbaglia quasi mai.

Qui sotto trovate due video che spiegano cosa e come è stato fatto a Berlino. La versione corta vi mostra i fatti, la seconda spiega i motivi per cui è stato fatto questo passo e quali potrebbero essere i prossimi sviluppi.
Buona lettura.

Versione corta

Versione più lunga (3’18”) con interviste

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Federico Cimini

Da 20 anni nel mondo della Distribuzione, prima come manager con il leader mondiale del Cash&Carry poi come Direttore Marketing nei canali Supermercati, Iperstore e Ipermercati. E’ esperto in category management ed attualmente è Consulente direzionale, in particolare segue la progettazione e realizzazione di piani marketing e vendite, soprattutto start up, turnaround aziendali e lanci di nuovi prodotti e servizi. Inoltre è formatore nell’area Store Management e Comunicazione per primarie società della GD italiana. Chi volesse comunicare con lui può scrivere a cimini@gdonews.it

Q COMMENTO
  1. Lorenzo

    Articolo molto interessante. A mio avviso, in Italia la palma dello scettro a “specialista del fresco” va senza ombra di dubbio a Finiper del Cav. Brunelli. Enfatizzazione e teatralizzazione dei freschi sono sempre stati i fiori all’occhiello dei suoi ipermercati, e non a caso ha saputo gestire meglio di altri la crisi del format ipermercato in questi anni durissimi.
    Non sottovaluterei alcuni iper di nuova generazione di Conad, ad esempio quello di Corciano, dove l’experience vissuta è molto valorizzata. L’alleanza fra Brunelli e Conad la dice lunga in questo senso.

    Un altro importante attore dei “freschi” è (stato) sicuramente “il gigante”, ma questa è un’altra storia.

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