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Vendite GDO: classifica 2015 per categorie

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Gli affettati e la birra, magari consumati assieme, sono i veri vincitori del 2015. Secondo i dati raccolti da Nielsen sono infatti questi i prodotti che hanno fatto registrare il più significativo aumento delle vendite fra quelli presenti sugli scaffali della grande distribuzione italiana. Gli affettati hanno riscosso successo lungo tutto lo Stivale, mettendo a segno nell’arco dei dodici mesi un progresso dei volumi nell’ordine del 16,3% e dei valori del 16,6%, con un fatturato di oltre 977 milioni di euro. Le birre sono cresciute meno in percentuale (+73,% a valore e +3,1% a volume), ma sono al secondo posto per fatturato con oltre 909 milioni di euro.

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Gli sconfitti rispondono invece al nome di biscotti e latte, sia fresco che Uht. Sono dunque i prodotti della prima colazione a far registrare la performance peggiore che, nel caso del latte, è amplificata dalle più recenti mode salutistiche che consigliano di evitare il lattosio. I biscotti hanno lasciato sul terreno il 3,6% in termini di volumi e il 2,9% in termini di valori, mentre il latte fresco ha perso rispettivamente il 7,3% e il 7,5% e quello a lunga conservazione il 5,2% e il 6,5%.

A livello nazionale spicca poi il balzo dell’acqua non gassata (+11,2% i valori e +9,6% i volumi) e dell’olio extravergine di oliva ma solo per quel che riguarda i valori (+20,3%); i volumi sono rimasti pressoché invariati (-0,4%). Dopo un prolungato periodo in cui i prezzi di vendita sono scivolati verso il basso, nel corso del 2015 essi hanno così trovato la forza per risalire. Per quel che riguarda invece il balzo dell’acqua esso trova spiegazione in una recente indagine dell’Istat da cui è emerso che una famiglia su tre non si fida di quella del rubinetto.

Fra le maggiori categorie merceologiche va infine registrata la debolezza del caffè macinato (-3,7% i volumi e +1,1% i valori), che continua a perdere terreno nei confronti delle capsule (+14,2% i volumi e +17% i valori), e di tutti i prodotti per la casa, che sono molto probabilmente la categoria più lontana dall’uscita dalla crisi: i consumatori hanno scoperto che mettere metà dose di detersivo nella lavatrice non pregiudica affatto la riuscita del bucato.

Andando ad analizzare le dinamiche a livello regionale emergono trend ancora più marcati, come per esempio il +85,5% (valore) fatto registrare in Val d’Aosta dal “fresco altri piatti pronti” oppure il +53% (valore) degli affettati in Veneto, dove hanno invece perso molto terreno i “vegetali naturali+frutta” (-9,3% i valori).

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In Lombardia, che rappresenta la regione più importante, sono lievitate le vendite dell’acqua non gassata (+15,8% i valori e +14,2% i volumi), mentre sono crollate quelle di latte fresco (-7,7% i valori e -7,5% i volumi). La stessa dinamica con valori molto simili si è registrata anche in Piemonte, dove va però anche registrata l’ottima performance degli affettati (+20,2% i valori e +20,8% i volumi). In Emilia Romagna, patria del prosciutto crudo e della mortadella, gli affettati hanno riscosso un enorme successo (+35,3% i valori e +37,1% i volumi), a cui ha fatto da contraltare la debacle del latte Uht (-6,8% i valori e -4,4% i volumi). E lo stesso è successo in Friuli Venezia Giulia, patria del prosciutto di San Daniele: gli affettati hanno messo a segno un balzo superiore al 30%, mentre il latte fresco ha perso il 6,2%, sia di valore che di volumi.

La vera notizia è però che le vendite di latte sono crollate anche al Centro dove i consumi sono molto maggiori e le centrali più radicate. Nel Lazio, dove il latte fresco rappresenta la categoria merceologica più importante (87 milioni di euro), si è registrato un calo del 5,6%, mentre i vincitori sono stati gli affettati (+9,7% i valori) e l’acqua non gassata (+7,7% i valori). Le Marche si sono distinte per il balzo del tonno sott’olio e la Sardegna per il “bucato lavatrice/bivalenti con ammorbidente”, caso veramente unico su tutto il territorio nazionale. L’Umbria si è distinta per i crolli della Cola (-9,5% i valori) e delle merendine (-7,7%), la Campania per i forti aumenti delle acque: +12,3% quella non gassata e +10,8% quella effervescente naturale. In Basilicata sono balzate le vendite di Cola (+39,6% i valori), mentre sono crollate le mozzarelle (-17,4%). In Puglia infine è andata in scena la grande riscossa dell’olio extravergine: +59,3% i valori e +31,7% i valori.

[Via Repubblica]

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