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la prima Convention della Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio

conf

Conclusa a Gargnano (Brescia) la prima Convention della Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione di Confcommercio – Imprese per l’Italia. I rappresentanti delle 50 associazioni territoriali che riuniscono 60 mila imprese si sono incontrati il 6 e 7 marzo «per decidere -dice il presidente FIDA e vicepresidente Confcommercio Donatella Prampolini Manzini- cosa vogliamo fare nei prossimi cinque anni».

Per il presidente confederale Carlo Sangalli, che ha aperto i lavori, «sembra, finalmente, che i segni meno siano archiviati, che la fiducia delle imprese sia tornata. Il Governo deve trasformare questa ripresa statistica in una ripresa concreta per le famiglie e le imprese. Il dettaglio non è il residuo di un piccolo mondo antico. Pensare in piccolo non significa chiedere una politica da riserva indiana, ma costruire una piattaforma che consenta alle imprese, non importa di quale dimensione, di essere efficienti e di crescere».

«Questa Convention -chiarisce Donatella Prampolini Manzini- è un investimento. Innanzitutto per conoscerci. Per riaffermare che noi rappresentiamo le imprese dove l’imprenditore è presente nel punto vendita e a differenza della GDO, ha la velocità di risposta al mutare del contesto. Noi siamo il futuro, non residuati bellici, come a qualcuno fa comodo pensare».

Donatella Prampolini Manzini prosegue: «Abbiamo superato sfide difficilissime per arrivare fino a qui. Dall’arrivo di nuovi format distributivi (l’ultimo dei quali sono i category killer) alla liberalizzazione Bersani, che oltre ad azzerare “il nostro Tfr”, ha aperto il mercato a meteore che chiudono dopo un anno e nel frattempo erodono quote di fatturato e creano forti turbative nel mercato. Non dimentichiamo poi che siamo accompagnati da un pregiudizio culturale distorto, dove noi commercianti siamo considerati il male, gli evasori, ecc.; questo succede solo in Italia. Non ultime la crisi economica che ha fatto crescere le spese, calare i ricavi e assottigliare i margini e l’abusivismo commerciale tra cui noi mettiamo anche i farmer’s market, forma di concorrenza sleale e falsata. Ed infine la liberalizzazione degli orari che non ci consente di competere con la grande distribuzione e altera la concorrenza, oltre a calpestare diritti che con tanto sudore i nostri genitori avevano ottenuto». «Chi ha resistito -spiega Donatella Prampolini Manzini- lo ha fatto con la professionalizzazione del personale, la specializzazione di prodotto e di servizio, l’innovazione; e tanto tanto tanto sacrificio».

«Cosa può fare FIDA?», continua Donatella Prampolini Manzini: «Aumentare la presenza sul territorio, sostenere e offrire opportunità di formazione, fornire dati e strumenti per gli associati, favorire l’innovazione. Per questo abbiamo scelto dei partner straordinari, leader mondiali nei rispettivi settori: Toshiba, Università dei Sapori, Isa, Philips e Iscom Group per l’organizzazione».

«Nella mia squadra -conclude Donatella Prampolini Manzini- ho trovato l’orgoglio di essere commercianti e alimentaristi, la spina dorsale del commercio, e la voglia di continuare ad essere il punto di riferimento delle città».

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