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Il Gelato in Italia: un grande amore che nella GDO continua a crescere (1/4)

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Da oggi GDONews si occuperà, in quattro puntate, della categoria Gelati nella Grande Distribuzione e non solo. Alla fine dei quattro articoli verrà pubblicato un e-book che verrà distribuito gratuitamente ai Responsabili acquisti della GDO e della DO in modo da dare loro un valido supporto alla loro attività di category management. Nel focus verranno analizzati dati di mercato, trend, grafici che daranno al lettore una chiara idea di come si sta evolvendo il mercato. Verranno, infine, analizzati alcuni spazi che attualmente la GDO mette a disposizione della categoria in oggetto spiegando nel dettaglio come si comporta il mondo Retail nei confronti della categoria. Buona lettura.

Il rapporto tra Gelato ed Italia è strettissimo e viscerale ma, nonostante ciò, il gelato non è nato qui.

Il gelato nasce in Cina intorno al 2000 a. C. ed era preparato con riso molto cotto, spezie e latte; il tutto veniva poi introdotto nella neve perché si solidificasse. Successivamente nacquero anche dolci a base di succhi di frutta ghiacciati, con o senza latte. Nel XIII secolo per le vie di Pechino si potevano acquistare vari tipi di questi dolci, venduti su carrettini.

Nel ’300 latte e frutta ghiacciati apparvero in Italia, importati da Marco Polo. Quando Caterina de’ Medici sposò il futuro re Enrico II di Francia nel 1533, diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce che assomigliava molto al gelato attuale. Fino ad allora il gelato era cibo da ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate. Ma verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: la scoperta diede grande impulso alla produzione di gelato.

Nel XIX secolo il gelato si diffuse anche in Inghilterra e in America grazie agli emigranti italiani che lo vendevano per strada. Il venditore di gelati veniva chiamato “hokey-pokey”, traslitterazione dell’italiano “Ecco un poco”.

Oggi il gelato è consumato in tutto il mondo sebbene con valori differenti.

Il Paese che consuma più gelato (litri pro capite) è la Nuova Zelanda che ne consuma 28,4 lt per persona in un anno. Al secondo posto sono piazzati gli Stati Uniti con 20,8 litri, poi l’Australia con 18 lt.

L’Italia è solo 9° con 8 litri a persona all’anno.

Eppure in Italia ci sono più Gelaterie artigianali che in ogni altro Paese nel mondo.

In effetti va fatta una nettissima distinzione all’interno di questo mondo: va distinto l’Ice Cream (ovvero il gelato industriale) dal Gelato artigianale. Nei primi tre Paesi, maggiori consumatori di Gelato appena citati, l’Ice Cream è il grande protagonista delle vendite. In Italia la quota delle si è sempre suddivisa in 50% e 50% ma negli ultimi anni la preferenza per quello artigianale è stata preponderante, soprattutto per una improvvisa crescita delle gelaterie (più di 30.000 quando in tutta Europa, esclusa Italia, ce ne sono 50.000) confortata dalla facilità di accesso al mestiere (molti corsi organizzati da aziende produttrici di macchine) per molti disoccupati.

Anche l’ice Cream, inteso come il gelato industriale venduto in Grande Distribuzione, ha definite preferenze da parte del consumatore.

Gelati 2015 Super+Iper Fonte IRI

Infatti quelli che vengono chiamati “Gelati da impulso”, ovvero il cono gelato, la coppa gelato, il ghiacciolo, etc., ovvero l’Ice Cream alternativo al gelato artigianale sviluppa fatturati davvero risibili in GDO, fatturando lo

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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