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Gdo, febbraio nero: il calo dei consumi è sempre più negativo

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Per la grande distribuzione la fatidica luce in fondo al tunnel non la si vede ancora. Dopo aver alimentato speranze di un’uscita dalla crisi nella parte centrale del 2015, la grande distribuzione aveva subito una doccia fredda negli ultimi mesi dell’anno. Il trend negativo del quarto trimestre lasciava poche speranze per un buon avvio del 2016 e i timori hanno trovato conferma nei dati relativi al periodo gennaio-febbraio. Dopo sette letture settimanali la Gdo si trova già a rincorrere e, pur essendo presto per dire che l’intero anno sia ormai compromesso, la situazione è senza dubbio difficile. Se fino a poco tempo fa si poteva obiettare che il numero di rilevazioni nel 2016 era troppo esiguo per trarre conclusioni statisticamente valide, adesso si può tranquillamente dire che le cose vanno male, anche perché le perdite invece che ridursi si stanno ampliando. Il miglioramento della fiducia dei consumatori non sta dando, almeno per ora, i suoi frutti nel comparto della distribuzione moderna.

feb

Secondo i dati raccolti da Nielsen, nella settimana dal 15 al 21 febbraio, il fatturato della Gdo ha accusato uno scivolone del 2,44% rispetto allo stesso periodo del 2015, facendo così lievitare il rosso dal 1 gennaio allo 0,90%, una performance molto simile a quella dell’anno scorso. La perdita cumulata di febbraio è dell’1,57% ed è dunque altamente probabile che la sua sorta sarà la stessa già capitata al mese di gennaio, ovvero di chiudere in negativo.

Nei sette giorni in esame tutte e quattro le macro-aree in cui Nielsen ha suddiviso il territorio nazionale hanno mostrato una perdita, peraltro abbastanza omogenee. Si va dal -1,97% del Nord-ovest al -2,86% del Sud, passando per il -2,59% del Nord-est e il -2,85% del Centro.

Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia continuano a mostrare il miglior andamento dal 1 gennaio (-0,53%) ma la loro situazione è in rapido peggioramento. Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia devono invece già fare i conti con un rosso superiore al punto percentuale – per la precisione -1,37% – e sono le uniche in questa situazione. Presto però potrebbero venir raggiunte da Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Sardegna, che si sono fermate a un soffio da questa soglia (-0,99%). Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, infine, hanno accumulato un calo dello 0,90% dall’inizio dell’anno, un andamento perfettamente in linea con quello dell’intero territorio nazionale.

[Via Repubblica.it]

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