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Birrificio Angelo Poretti: i caratteri distintivi, il marketing e l’estero in un’intervista esclusiva ad Andrea Negro, (2° parte)

Birrificio Angelo Poretti2

Seconda parte dell’intervista ad Andrea Negro, Direttore Commerciale Carlsberg Italia, vedrà oggi il punto di vista di Carlsberg sui caratteri distintivi di Poretti per la conquista del mercato, gli investimenti marketing, l’estero e la visione di Gruppo.
Carlsberg, uno dei colossi del Beverage, intensifica gli investimenti nei birrifici artigianali nel mondo. Quello che era un “micro” settore della birra vive oggi un pieno boom di sviluppo, il focus è quindi doveroso per capire meglio il trend e le opportunità che offre.

D. Quanto incide oggi, in Italia e all’estero, Birrificio Angelo Poretti su Carlsberg?

R. L’avventura dell’Export è appena iniziata e quindi il fatturato ad essa inerente è al momento una frazione non rilevante del business aziendale. Possiamo però dire che Birrificio Angelo Poretti ha avuto uno sviluppo così importante da diventare il primo brand dell’azienda, all’interno di un portafoglio che comprende in particolare Tuborg (che comunque conferma la sua importanza), Carlsberg, Grimbergen, Kronenbourg 1664.

D. Come vi distinguete da essi per conquistarvi i clienti e il mercato?

R. Non venendo meno, innanzitutto, alla qualità delle birre che offriamo, il nostro claim come Birrificio Angelo Poretti è #maestriedelluppolo che è un impegno verso il prodotto innanzitutto. Si possono inventare tante cose e fare anche campagne di marketing e comunicazione impattanti ed efficaci, ma se la birra offerta non è all’altezza il progetto è destinato a morire. E’ una questione di business sicuramente ma anche di rispetto per i consumatori. La riprova ad esempio è nel concetto che sta alla base della 7 Luppoli: birre caratterizzate dalla stagione in cui vengono proposte e che sono così apprezzate dai consumatori che hanno capito il meccanismo tanto da aspettare con ansia il cambio della stagione. Continueremo a proporre nuove birre ma coerenti con la piattaforma su cui abbiamo lavorato finora e che abbiamo costruito progressivamente in questi anni con grande attenzione e rispetto.
Come azienda nel complesso continueremo a lavorare, oltre che sulla qualità che è un must imprescindibile, anche sulla capacità di innovazione e sulla sostenibilità. Il nostro obiettivo è di creare valore. Ecco perché abbiamo negli ultimi anni ridotto sensibilmente l’uso della leva promozionale, ponendoci così in controtendenza rispetto al resto del mercato. E i risultati ottenuti confermano che i consumatori ci riconoscono questo ruolo.

D. Qual è l’incidenza degli investimenti marketing sul fatturato totale per Poretti, Carlsberg e gli altri marchi?

R. L’incidenza degli investimenti varia in base agli anni e alla situazione del brand, non c’è una percentuale fissa. Nel 2015 ad esempio Birrificio Angelo Poretti ha affrontato importati investimenti legati alla sua presenza in Padiglione Italia a EXPO: per noi si è trattato non solo di un evento localizzato, ma di una vera e propria piattaforma di comunicazione che nel 2016 troverà un’evoluzione diversa ma in linea con gli asset creati e rafforzati. Carlsberg, invece, nel 2016 avrà un momento importante perché ci saranno gli Europei di Calcio di cui è partner storico da oltre 20 anni. Tuborg proseguirà in linea con questi ultimi anni in cui è stata in gradi di proporsi con un’identità rinnovata e che sta dando ottimi riscontri.

D. Per quanto riguarda i marchi commercializzati, potrebbe descrivere la strategia che sottende alla commercializzazione, il risultato e i suoi benefici oggettivi in azienda?

R. I marchi commercializzati servono a completare la gamma, il portafoglio aziendale, laddove o non ci sia la possibilità o l’interesse a produrre quel tipo di birra oppure quando si ha la possibilità di ampliare la propria offerta con marchi di qualità, dalla grande storia, che però siano coerenti con la storia aziendale, altrimenti la collaborazione non sarebbe proficua per nessuno dei partner.

D. Quale visione d’insieme di business per il gruppo, come intende procedere per crescere nei prossimi anni, quali i suoi competitors principali e quali le azioni per emergere?

R. I nostri capisaldi sono: eccellenza, innovazione, sostenibilità. E passione. Continueremo a lavorare lungo queste direttrici, soprattutto cercando di essere sempre capaci di reinventarci e di proporre al mercato nuovi stimoli. Non potremo mai fare una battaglia sui volumi e sulle dimensioni, ma non è quella la nostra partita: cercheremo sempre di lavorare sul valore, sulla crescita e sviluppo della categoria, sulla fortuna di avere una grande tradizione dalla nostra parte (sia come Carlsberg sia come Birrificio Angelo Poretti) da attualizzare e valorizzare.

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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