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Cosa pensa Unilever del mercato europeo e di Mercadona? Ce lo dice un italiano

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Pier Luigi Sigismondi è uno dei massimi dirigenti di Unilever, la terza più grande azienda di prodotti di consumo a livello mondiale. Con la supervisione di più di 100.000 persone in 190 paesi, producendo 2.000 milioni di unità al giorno di gelato Magnum o crema Dove, Sigismondi è responsabile di una potente rete per percepire se la quarta rivoluzione industriale che è stata annunciata è una realtà, o la misura in cui mercati come quello spagnolo soffrono a causa delle vicende politiche, che conosce bene essendo sposato con una spagnola.

D: Qual è l’importanza del mercato spagnolo per Unilever?

R: E ‘sempre stato un mercato molto importante per noi. In effetti, molti dei dirigenti che hanno lasciato la Spagna ora detengono posizioni globali. Chiaramente, il nostro mercato [in Spagna] è sotto pressione, perché molte catene puntano sempre più sulla private label, che è anche un’opportunità per noi. Tuttavia, in Spagna cresciamo. Ma vediamo la necessità di essere molto più efficienti come azienda, per mantenere alta la qualità, ma facendo offerte per essere ben presenti nella fascia della private label, che rappresenta una grande opportunità. A prescindere dalla situazione politica, che non voglio commentare, io credo che l’economia spagnola abbia recuperato ed è molto più liberalizzata in termini di mercato del lavoro, permettendoci di essere più fiduciosi nei nostri investimenti. Infatti, osserviamo un potenziale di crescita molto migliore rispetto al passato.

D: La vostra analisi non cambia quest’anno, data l’instabilità politica?

R: No, noi non crediamo che questo avrà un impatto significativo sull’economia.

D: Per quanto riguarda l’impatto di Mercadona e lo sviluppo delle private label di qualità, qual’è il vostro parere su questo modello di business?

R: Mercadona è la versione spagnola di ciò che i tedeschi hanno fatto alcuni anni fa. E in Spagna ha anche alterato il mercato. Offre alta qualità ad un prezzo notevolmente inferiore. Per noi questo è stato chiaramente un punto su cui riflettere. Non direi una preoccupazione. Abbiamo dovuto adattare il nostro portafoglio di prodotti per essere presenti anche nei suoi punti vendita, infatti Mercadona è nostro cliente. Noi non competiamo con loro, ma collaboriamo. Ma in realtà noi pensiamo che ci sia una tendenza nuova in Europa, come sta accadendo anche nel Regno Unito, o da anni in Germania, che continuerà ad espandersi ad altri paesi europei. Mercadona rappresenta quello che sarà il futuro delle vendite ai consumatori in Europa, anche con l’e-commerce. Il settore retail in Europa, in particolare in Spagna, è in fase di grande trasformazione. La sfida per noi sarà quella di continuare ad offrire buoni prodotti con marchi altamente riconosciuti a prezzi accessibili.

D:Quali cambiamenti può portare la nuova rivoluzione industriale che sta fermentando in un mondo sempre più instabile?

R: Unilever è una società molto forte, posizionata in molti paesi e settori, in tutti i segmenti della società. E vediamo sviluppi positivi. L’economia mondiale continua a crescere, la classe media cresce e la Cina ha registrato una crescita ancora decente. Tutto ciò rappresenta enormi opportunità per noi, anche se siamo prudenti a causa dell’enorme volatilità. Questo è un anno per continuare a resistere.

D: Qual è il potenziale di queste innovazioni tecnologiche per Unilever?

R: Molto è stato detto su questo, ma non necessariamente fatto altrettanto. Per ora, siamo tutti sperimentando. L’area in cui direi che siamo più attivi per cercare di sfruttare le opportunità per il nostro business è la gestione dei dati (Big Data). Abbiamo un sacco di telemetria e di informazioni avanzate sotto il nostro controllo a livello globale attraverso la nostra rete industriale, che permette di comprendere il consumo di risorse naturali (come l’acqua e l’elettricità), che ha generato risparmi significativi, rendendo la catena di produzione è più efficiente. Inoltre, i consumatori si aspettano maggiori informazioni tracciabilità degli ingredienti o il nome del contadino.

D: E ‘una rivoluzione o solo una continuazione del progresso tecnologico?

R: In alcuni settori, ad esempio quello meccanico, sarà una rivoluzione perché il costo delle merci sarà ridotto drasticamente. Sarete in grado di avviare la produzione su scale più piccole e molto efficiente, mentre in passato solo poche aziende avevano accesso a macchinari grandi, ed erano loro che strutturano i cosi del settore. Per noi, che siamo una società  consumer-based, si tratta di un passo nella giusta direzione, ma non una rivoluzione che altera il nostro business nel breve termine. Hanno annunciato molte cose [sulla quarta rivoluzione industriale] ma francamente siamo più sul lato conservatore, in attesa di vedere quale di questi cambiamenti sarà utilizzato in futuro.

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