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Formaggi, ancora nessun segno di ripresa

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Il contesto economico difficile per il grocery (l’insieme di prodotti alimentari, toiletry e cura casa venduti nei canali distributivi) nel 2014 e inizi 2015,  indica un recupero a fine 2015, grazie anche alla migliorata fiducia dei consumatori. La ripresa mostra i suoi benefici effetti anche nel totale dei prodotti Freschi, +2%, tuttavia, secondo i dati Nielsen, non coinvolge il comparto dei formaggi che registra ancora un dato negativo: -0,4% a fatturato e la categoria dei fusi fette con un negativo ancora più importante soprattutto a quantità, -3,5%. Quest’ultima risente infatti di un nuovo trend positivo per formaggi naturali  a fette (classificati all’interno della categoria come “formaggi fette”) e altri prodotti atti alla cottura.
In termini di canali, si evidenzia come la minore performance sia stata in particolare negli Ipermercati con un -5,2% a volume, dove il prezzo è maggiormente aumentato, +2,4%. Negativi anche i Super (-3,8%) dove l’aumento di prezzo è stato leggermente inferiore, +1%. Da segnalare come i lievi aumenti di prezzo nel canale moderno siano legati sostanziamente al calo di promozioni e alla lieve crescita dell’assortimento che ha portato all’inserimento di nuove referenze “a maggiore valore”.
Secondo Nielsen, se l’assortimento è stato un driver positivo per la categoria, le minori promozioni e l’aumento del prezzo medio sembrano tuttavia aver pesato maggiormente in senso negativo.
Il discount ha registrato invece una crescita: +4% a volume, +2,8% a valore, pur rimanendo la categoria su risultati inferiori al totale dei prodotti di largo consumo confezionato. Questo trend è stato sostenuto dal posizionamento di prezzi che rimane molto conveniente per la categoria (intorno ai 4,5 €/kg) ma è presumibile sia stato più limitato a causa della crescita di altri prodotti potenzialmente sostitutivi (come le paste filate e le mozzarelle da cucina).
Discorso a parte per le piccole superfici, le cui performance non possono essere facilmente valutate avendo risentito delle molteplici chiusure: -8% i negozi.
In termini di aree geografiche, la dinamiche sono state simili (calo dei volumi vicino al -3,5%), si segnala in genere il minor sostegno promozionale. Una nota negativa rimane il Sud italia, unica area con elevata e crescente promozionalità, che ha superato il 50%, ma tuttavia non è stato determinante per la crescita di volumi, a confermare la difficoltà dei consumi di quest’area che caratterizza comunque altri comparti dell’alimentare.

Le azioni per riportare in positivo il comparto, potrebbero essere legate a una lieve spinta promozionale, ma soprattutto dovranno volgere all’innovazione, che può permettere un recupero di attenzione dei consumatori verso la categoria. Nel 2015 ci sono stati lanci di nuovi prodotti che hanno “movimentato” l’offerta e creato “interesse” per i consumatori. Se da tempo la categoria non è più solo rappresentata dal classico formaggio fuso “con Emmental“, in affiancamento sono nate altre varianti, come per esempio “con mozzarella” (peraltro con buon riscontro del consumatore e in crescita) e sono state lanciate linee nuove “senza lattosio“, una tipologia che si sta diffondendo nel mondo dei formaggi per garantire ai consumatori una “maggiore digeribilità” e piacevolezza nel consumo.
Da ultimo vi è stato il lancio di un prodotto al cheddar, in puro stile “anglosassone”, per attirare i consumatori più giovani e che vogliono provare nuovi tipi di gusto.

 

 

 

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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