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Dash compie 50 anni e festeggia con uno spot

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Ad un certo punto quando non era più colmo di detersivo si spostava nella camera dei figli, antesignano del cesto per i giocattoli. Per le mamme più creative era oggetto di fantasia applicata: foderato con carte belle o con stoffe, magari riciclate da un vecchio tendaggio. Il fustino sta alla memoria collettiva come altri oggetti di casa di quegli anni, il mangianastri, il subbuteo e i primi piatti di plastica che ci facevano sentire molto moderni. Il Dash compie 50 anni e sembra di sfogliare un album di ricordi vedendo lo spot che P&G ha preparato per l’occasione (in fondo all’articolo).

Arrivato per la prima volta nei negozi sul finire del 1965 ha accompagnato il boom economico e pazienza se inquinava tantissimo, non lo sapevamo, non avevamo la coscienza green acquisita oggi.

Era l’epoca in cui le minigonne e i blue jeans davano una scossa a tutta la società e fare continuamente il bucato in polvere con la lavatrice era all’inizio quasi uno status .

Dalla prima polvere fino alle pastiglie 3in1 di oggi, il primo detersivo liquido monodose con tre comparti: negli anni Sessanta ha conquistato le donne italiane con il “bianco splendente” e la popolarità di un giovanissimo Mike Bongiorno. Ha attraversato indenne i cambiamenti degli anni Settanta con il mitico “Scambio impossibile” proposto da Paolo Ferrari, lo spot dei due fustini in cambio di uno che è ancora un tormentone nella memoria collettiva del nostro Paese. A inizio degli anni Ottanta, quando le abitazioni del nostro Paese sono diventate meno spaziose, Dash, per primo, si è trasformato in valigetta, il fustino rettangolare, abbandonando l’iconico cilindro blu che nelle case veniva ormai riutilizzato anche come indistruttibile contenitore. E’ diventato compact quando, nel 1990, si è diffuso il bisogno di risparmio e di attenzione all’ambiente. Si è profumato di marsiglia quando, ad inizio anni Duemila, è riemersa la nostalgia per il bucato delle nonne. Dall’87 in poi, con Missione Bontà, si è impegnato nei progetti di aiuto ai bambini e ha anticipato, primo tra i brand commerciali, l’emergere di una sensibilità sociale in Italia. E poi quegli spot: “il bianco che più bianco non si più” delle lenzuola stese al sole, le donne soddisfatte del risultato, il presentatore che insiste per lo scambio di fustini.

 

[Via ANSA]

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