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Olio: Martina, il 2016 sarà anno di svolta

olio extravergine

Anni difficili per un settore che vale più di 3 miliardi di euro e che rappresenta uno dei più importanti prodotti del Made in Italy agroalimentare. Tra acquisizioni, crollo della qualità, falsificazioni e non da ultimo la Xylella fastidiosa, batterio che provoca il CDRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) e  la mosca olearia.

Siglato a Roma il primo accordo che regola i reciproci interessi all’interno della filiera e che sigla un’intesa storica senza precedenti. Da un lato la produzione, da sempre caratterizzata da altissima frammentazione e la conseguente difficoltà di fare gruppo, dall’altra l’industria accusata di concentrarsi sui margini più che sui prodotti. Il Piano Olivicolo Nazionale, presentato anche al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, vuol trovare un accordo per la creazione di una filiera dell’olio di qualità. In sintesi l’intesa stabilisce: la validità triennale dell’accordo a partire dalla campagna di commercializzazione 2015-2016; l’impegno dei produttori a garantire specifiche qualità ed organolettiche del prodotto, tracciato e certificato da laboratori accreditati; il pagamento di 40 centesimi di euro al chilo in più rispetto ai prezzi di mercato, rilevati sulla Borsa merci di Bari, per partite di oli extra vergine di oliva qualitativamente superiori e con un’acidità massima di 0,4%; stabilisce caratteristiche dell’olio extra vergine di oliva, standard di qualità elevati, sicurezza alimentare, i termini di prelievi e campionamenti per analisi; e altro tra cui la valorizzazione del prodotto con forme di riconoscibilità, da definire, in etichetta del prodotto destinate al consumatore finale.

Proprio su questo fronte è stato confermato l’impegno di tutte le risorse finanziarie previste, con la concreta attuazione prevista per il 2016. Allo stesso tempo si è condivisa l’opportunità di un momento di lavoro congiunto tra il Ministero e il direttivo Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia), con una giornata di focus che si svolgerà a gennaio. “Con l’accordo di filiera siglato pochi giorni fa – dichiara il ministro Martina - si apre una stagione nuova per l’olio di oliva italiano, un momento di svolta per il settore dopo l’annata complicata del 2014. Il Piano olivicolo nazionale è pronto e lo porteremo ad attuazione con l’obiettivo di sostenere il reddito degli olivicoltori, aumentare la produzione nazionale e proseguire sulla strada del miglioramento qualitativo. Ho apprezzato in questo quadro l’impegno di Assitol per rafforzare l’intero sistema olivicolo e oleario nazionale”.

La produzione italiana è riconosciuta internazionalmente per le sue caratteristiche d’alta qualità, ma il contesto attuale è molto problematico sotto diversi punti di vista, come l’aumento dei marchi italiani in mano a importanti gruppi stranieri, che potrebbero servirsene solo come biglietto da visita per inserire sui mercati esteri anche prodotti non Made in Italy.

Del resto la competizione dei prodotti esteri è forte e a prezzi molto inferiori rispetto a quelli italiani, dovuti anche alla ricerca della produzione qualitativa. La frammentazione estrema del settore e il contesto economico e biologico hanno aggravato la situazione con la diminuzione della produzione, l’aumento del prezzo ma soprattutto il rischio del disinvestimento, da parte degli operatori, tutto a favore delle logiche succitate.

Visto il valore internazionale, azioni volte alla sua valorizzazioni sono doverose e necessarie.

mercato europeo

dati Ismea

L’accordo raggiunto da tutta la filiera olivicola è frutto di un intenso lavoro portato avanti nel 2015, il quale premia tutti i produttori virtuosi che, con enorme sacrificio, producono olio extravergine di alta qualità, senza residui ed a basso impatto ambientale. Inoltre -afferma il Presidente dell’Unasco Luigi Caninol’accordo ha come obiettivo quello di valorizzare l’olio extravergine d’oliva 100% italiano e far sì che giunga ai consumatori di tutto il mondo”.

E aggiunge Paolo Mariani di Asso FrantoiQuesto accordo è un vero e proprio passo in avanti per la tutela dell’olio extravergine italiano. L’intero comparto olivicolo ha scelto di salvaguardare e valorizzare uno dei prodotti simbolo del Made in Italy. Infatti, solo mettendo da parte gli interessi dei singoli attori della filiera e collaborando in tutte le fasi ciclo produttivo e della commercializzazione, sarà possibile garantire al consumatore un prodotto d’eccellenza, e le giuste tutele per i produttori ed i trasformatori. Asso Frantoi, in qualità di associazione rappresentante il settore della trasformazione, si impegnerà fortemente in ogni azione che possa contribuire a rafforzare la filiera olivicola, in accordo con le altre organizzazioni.”

Per valorizzarlo ancora – conclude Martinabisogna puntare a un lavoro di squadra e aumentare il livello di conoscenza e di consumo da parte dei consumatori. La Giornata nazionale dell’olio extravergine d’oliva italiano di oggi va proprio in questa giusta direzione“.

 

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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