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Le bollicine Italiane invadono l’Europa

bollicine italiane

Momento felice per gli spumanti Italiani che spopolano in Europa e nel mondo. L’export ha registrato un nuovo record storico con il +43% in Usa e il +55% in Gran Bretagna, ma un aumento del fatturato rilevante si registra anche nei mercati emergenti come la Cina con un +46 per cento e su quelli più chiusi come la Francia con un +20 per cento.
Coldiretti parla di un aumento medio del 12% per i primi sei mesi dell’anno, i quali però sono sempre i mesi più “freddi” per le vendite del settore. Occorrerà quindi attendere la chiusura dell’anno per brindare e le prospettive sono molto buone, essendo la seconda parte dell’anno la più importante per lo sviluppo delle vendite annuali, legate molto alle festività.
I principali mercati sono Stati Uniti, anche grazie al cambio favorevole e Gran Bretagna, la Germania vede una crescita timida +3%
Ismea parla di 1,6 milioni di ettolitri (+16% su base annua) per un controvalore di 556 milioni di euro (+18%) totali di esportazioni di spumanti in generale e la cui forza trainante sono i prodotti DOP primo tra tutti il Prosecco. Leader di vendite in tutti i paesi con le sue varie tipologie (Prosecco Doc, Valdobbiadene, Conegliano, Cartizze) incide per due bottiglie ogni tre; seguono l’Asti e il Franciacorta. Coldiretti parla di 350 milioni di bottiglie nel 2014 e visto che il boom prosegue, ci si aspettano grandi numeri anche quest’anno, favoriti inoltre dal calo produttivo del Cava a causa della forte siccità (grande competitor del nostro spumante sul piano internazionale).
Naturalmente il successo delle bollicine italiane, e soprattutto del Prosecco, porta con sé anche numerose imitazioni: il Kressecco e di Meer-Secco prodotte in Germania ma anche Prosecco con scritta in cirillico prodotto in Crimea. Una situazione che evidenzia la necessità di intensificare le attività di contrasto ma anche le negoziazioni internazionali per la tutela delle denominazioni. Il risultato dello spumante italiano all’estero sostiene – afferma la Coldiretti – l’intero comparto del vino che si è classificato come la principale voce dell’export agroalimentare nazionale con oltre la metà delle bottiglie prodotte in Italia che sono consumate all’estero dove si è realizzato un fatturato record di oltre 5,1 miliardi nel 2014.

La crescita delle esportazioni di spumanti italiani è stata del 180%, secondo Coldiretti, in quasi 10 anni fino ad oggi, con un aumento della presenza in Paesi tradizionali ma anche con la conquista di nuovi mercati dalla Russia alla Cina. Da segnalare – precisa la Coldiretti – i risultati ottenuti sui nuovi mercati come la crescita record nelle esportazioni in Cina dove le bottiglie di bollicine Made in Italy consumate nel 2014 sono addirittura raddoppiate (+106 per cento) rispetto allo scorso anno. Un vero e proprio boom di vendite nello stesso periodo si registra nel Regno Unito (+50 per cento in quantità) che – continua la Coldiretti – scavalca gli Stati Uniti e diventa il primo mercato di riferimento per le bollicine tricolori. Lo spumante italiano  traina l’intero comparto del vino che si classifica come la principale vice dell’export agroalimentare nazionale con oltre la metà delle bottiglie prodotte in Italia consumate all’estero dove si realizza un fatturato record di oltre 5 miliardi.
Anche il valore a bottiglia cresce del 18-20%, mentre il consumo nazionale, per il terzo anno consecutivo regredisce. In tre anni persi consumi per 8,5 milioni di bottiglie (il 6,2%), di cui 3,7 milioni importate (Champagne e Cava). Rispetto al 2012, il dato generale del consumo in Italia è a –1,9%; mentre il valore al consumo registra un +0,5%. Anche se non si può parlare di ripresa, si può almeno pensare a una frenata del crollo degli stessi. Nei consumi fuori casa del mercato domestico si registrano le maggiori perdite con  un -11% soprattutto nei prodotti intermedi, in Grande Distribuzione vi è una certa stabilità delle vendite, con spostamenti verso i primi prezzi.

 

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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