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Carrefour e sindacati rompono sul contratto integrativo: dichiarato lo stato di agitazione

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Rottura al tavolo per la rinegoziazione del contratto integrativo aziendale applicato ai circa 19mila dipendenti del Gruppo Carrefour. “Troppo rigide e inaccettabili per i sindacati di categoria Fisascat Filcams e Uiltucs – sottolinea Fisascat Cisl – le posizioni aziendali in ordine alla sospensione della contrattazione integrativa aziendale nei punti vendita e alla non applicazione degli istituti contrattuali riferiti a salario fisso, integrazione malattia, maggiorazioni straordinarie domenicali e festive e mensa, condizioni che di fatto si traducono nella sospensione del contratto integrativo

per quasi la totalità dei dipendenti”. Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori del gruppo commerciale francese riservandosi di proclamare in seguito ulteriori iniziative di protesta.

Carrefour: serve ridefinire
Dal fronte aziendale, Carrefour conferma la “volontà di proseguire nelle negoziazioni, già avviate dall’aprile scorso, nello stesso spirito di confronto proficuo e collaborativo, quale quello che fino a ora ha contraddistinto l’intercorsa trattativa”. E poi sottolinea che “la rinegoziazione del contratto si rende necessaria alla luce del perdurare della difficile situazione dei consumi in Italia, che, pur mostrando qualche timido segnale di ripresa, rende necessaria la definizione di un nuovo contratto integrativo aziendale, in linea con il nuovo contesto di mercato e con le strategie del gruppo nel Paese”.

Il contratto nazionale
Il sindacato aggiunge che “la situazione è aggravata dallo stallo negoziale al tavolo aperto con l’associazione datoriale Federdistribuzione per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro, atteso da oltre due anni”. Intanto per il 19 dicembre è in calendario il secondo giorno di sciopero.
“Abbiamo dimostrato la nostra disponibilità a trattare sulla flessibilità organizzativa per affrontare la situazione di difficoltà in cui versa l’azienda ormai da diversi anni – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot. Nonostante tale assunzione di responsabilità le priorità poste dal sindacato sono state sistematicamente ignorate, a partire dalla richiesta di un impegno da parte dell’azienda a salvaguardare i livelli occupazionali, a mantenere l’attuale perimetro aziendale e a garantire la gestione diretta dei punti vendita”.

[via Ilsole24ore]

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