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Tiziana Primori intervista esclusiva a GDOnews

Primori

F.I.CO è un progetto che ha l’ambizione di diventare ambasciatore della storia e della qualità italiana, con 80.000mq dedicati all’enogastronomia in tutta la sua bellezza, attraverso un vero e proprio itinerario della produzione e del gusto. Un expo permanente, un parco che, attraverso l’esposizione e la rappresentazione, racconti il patrimonio italiano di gusti, sapori e tipicità d’eccellenza. Un luogo dove particolare attenzione verrà posta sulla didattica, in modo che tutti gli studenti possano conoscere e imparare il mondo dell’eccellenza enogastronomica del Bel Paese.
Abbiamo intervistato Tiziana Primori, Amministratore Delegato di F.I.CO, per comprenderne più in dettaglio la filosofia, i numeri e gli sviluppi.
Con Expo abbiamo fatto capire che il cibo è buono e sano ed è esploso il successo dei prodotti italiani. Questo ha fatto da volano alle esportazioni e si ritiene che il trend proseguirà per il prossimo anno. Tutto questo successo ha portato però anche all’aumento delle falsificazioni, addirittura in misura maggiore rispetto alla crescita dei prodotti originali.

D: Siete quindi a favore di etichettature complete e della protezione del Made in Italy?

R: Non soltanto siamo a favore ma vorremmo dimostrare dentro F.I.CO, facendo vedere quanto tempo si impiega a fare i prodotti: che caratteristiche ha una filiera, che il prodotto italiano è diverso perché ha una storia e perché ha un controllo strutturato in tutte le sue parti. Fatto ciò, bisognerà semplificare per l’estero. È troppo difficile parlare di dettagli (è necessario rappresentare la bio-diversità e l’eccellenza italiana prima delle IGP e DOP), la prima cosa che deve apparire è l’Italia. Costruita un’immagine forte del Made in Italy si può scendere nel dettaglio.

D: State lavorando, quindi, a questo progetto con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina?

R: Stiamo dando il nostro contributo su due fronti: da una parte con Martina per realizzare questo progetto, dall’altro con i produttori eccellenti, presenti all’interno di F.I.CO, per costruirne il percorso.

D: Siamo lontani, vicini o a metà strada?

R: C’è molta disponibilità delle grandi imprese a lavorare con le piccole, questa è sicuramente una grande novità, e delle piccole di accettare le grosse. Questo è un aspetto molto importante poiché il nostro paese si caratterizza di entrambe. Quando arrivano testimonial stranieri facciamo vedere queste due realtà: per esempio ad una delegazione Emirates  abbiamo fatto visitare Lamborghini e Granarolo.
Sul fatto che fossero entusiasti di Lamborghini poteva esser facile da immaginare, ma la reazione di fronte alla linea di produzione della mozzarella e l’assaggio della mozzarella calda in Granarolo è stata addirittura incredibile.  Vi sono cose che solo noi abbiamo.
O, per fare un altro esempio, Granarolo che rappresenta il numero uno in Italia come filiera del latte, è presente con la sua importante realtà anche di formaggi, ma lo squacquerone lo facciamo fare a Mambelli che è una delle realtà più piccole della Romagna ad alta specializzazione e qualità.
Oppure ancora: avremo il pasticcere Palazzolo, piccolissima realtà siciliana, uno degli imprenditori che fa anche la storia della lotta alla legalità e dell’essere diversi. Accanto ci sarà Balocco, che rappresenta sì l’industria, ma l’industria fatta in un certo modo, che utilizza il lievito madre  e fa prodotti di qualità.

D: Parlando di numeri, quante persone dovranno visitare il centro per garantirne la sostenibilità?

R: Per far tornare i conti abbiamo bisogno di 4 milioni di persone paganti che spendano 20 euro a testa. Dal punto di vista economico siamo stati bassi nella spesa perché vogliamo essere anche maieutici e lavorare sull’educazione. Questi numeri hanno però dentro due considerazioni importanti, che sono due categorie da salvaguardare: i ragazzi perché sono l’orgoglio e il futuro attraverso le scuole e gli uomini e le donne di business. Se vogliamo creare valore, dobbiamo portare qui tutti i buyer delle multinazionali, delle imprese, i ristoratori, chi fa turismo. Dobbiamo rappresentare l’Italia, questo è l’elemento di differenza. Per esempio, portare il volo Dubai a Bologna è il risultato di un grosso lavoro di rappresentanza, di 250 tour operator, che hanno fatto conoscere l’Emilia-Romagna a Dubai.

D: Ultimamente si parla molto dell’aggressività di Milano sugli altri eventi italiani es. si vocifera che porterà via a Verona il Vinitaly e ha già portato via a Bologna la più importante fiera della pelle. Qual è la paura reale che, dopo aver molto investito, una volta che il progetto, mettiamo, sia diventato un successo, non porti via anche questo?

R: Per la prima volta Bologna non ha litigato al suo interno, ma ha giocato un ruolo italiano e siamo riusciti a portare tutte le imprese a F.I.CO, quindi questa gara Milano l’ha già persa. Poi c’è ancora molto da fare, ma Il fatto che ci credano le più grandi industrie e i migliori imprenditori ne è la garanzia e ci prospetta un buon risultato.

 

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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