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Coop tira le somme su Expo: “ci ha aperto i mercati esteri”

pedroni

«Con Expo abbiamo dato visibilità ai nostri prodotti e a quelli dei nostri partner, preso contatto con grandi aziende, accelerato l’internazionalizzazione. Già oggi esportiamo verso Cina, Taiwan ed Emirati». Marco Pedroni, presidente di Coop Italia fa un primo bilancio, a padiglioni ormai chiusi, sulla partecipazione del colosso cooperativo italiano all’esposizione universale di Milano.

«L’investimento è stato di 15 milioni di euro, per la realizzazione del supermercato del futuro e per la sua gestione in questi sei mesi», ricorda. Una spesa che soddisfa Coop, per il ritorno di immagine e per la possibilità di prendere contatto con grandi realtà internazionali della grande distribuzione. «Non siamo in grado di calcolare ora il ritorno di investimento, ma siamo contenti di come sono andate le cose», commenta il presidente. Parte dei costi sono stati ammortizzati dall’affitto degli spazi a circa cento aziende che hanno esposto nel Padiglione Future Food District.

«Nel supermercato del futuro abbiamo accolto nomi come Barilla, Lavazza, Ferrari, Grandi Salumifici», ricorda Pedroni. Ma la partecipazione a Expo è da considerare per Coop come un grande investimento in comunicazione. «Per noi ad esempio prosegue – è stato fondamentale mostrare a un milione e 760mila visitatori, il 75% dei quali italiani, la nostra idea di cibo e i nostri progetti per trasformare nei prossimi anni i nostri 1200 supermercati, magari con qualche adattamento rispetto al modello portato a Milano, perché siano sostenibili anche a livello di costi». Il supermercato 4.0 è fatto di “etichette aumentate”: al solo indicare un prodotto appaiono, sui pannelli posti sullo scaffale, tutte le informazioni sulla provenienza, i valori nutrizionali. «I banchi sono bassi – aggiunge Pedroni – e non per questo si va a sacrificare la quantità di merce disponibile, perché, almeno nell’idea originale, man mano che i clienti li svuotano si ricaricano in automatico, grazie a un magazzino automatizzato posizionato sotto».

Nel reparto dell’ortofrutta, oltre ai commessi si trova il robot Yumi che impacchetta le mele, proprio come un qualsiasi essere umano. «Il modello di supermercato che abbiamo sviluppato ha suscitato molto interesse tra gli operatori del settore », ricorda il presidente. Questa idea di negozio ipertecnologico è stata occasione di visibilità anche per una novantina di imprese, che hanno contribuito a realizzarlo. Realtà fornitrici di servizi e tecnologie sia italiane che straniere. Il progetto complessivo è stato concepito dall’architetto Carlo Ratti, ma poi hanno operato gruppi come Abb, Accenture.

Hanno poi partecipato alcuni atenei, come l’università di Milano. Expo è stato infine un’opportunità per prendere contatti con gli importatori stranieri. Obiettivo: crescere con le esportazioni. «Cento le realtà di vario tipo che abbiamo incontrato», afferma Pedroni. Dalle cooperative giapponesi, ai piccoli retailer di paesi lontani. «Anche se – prosegue l’uomo Coop – abbiamo già iniziato ad esportare in Cina, Taiwan e Vietnam, qualche mese prima del taglio del nastro dell’Expo».

Per ora si tratta di alcune centinaia di referenze a marchio Coop. Non sono grandissime quantità, ma Coop sta iniziando a entrare anche negli Emirati Arabi, a Dubai. E ha stretto rapporti con società degli Stati Uniti per poter avviare l’export nel Nord America. Il supermercato del futuro ha dato modo a Coop di farsi bella, anche agli occhi di grandi catene come Metro, Walmart, Leclerc. E anche se era solo un grande esperimento, ha persino permesso di fatturare 5 milioni di euro, una cifra di tutto rispetto se si tiene conto che non si andava certo a Expo a fare la spesa, viste le file.

«Abbiamo fatto lavorare a rotazione circa 800 persone del mondo Coop conclude Pedroni – E ora stiamo ragionando su come portare questa esperienza nei nostri punti vendita, tanto che abbiamo creato un gruppo di lavoro apposito. L’etichetta aumentata è uno degli aspetti più interessanti e con più potenzialità di essere sviluppata, e i primi supermercati 4.0 potrebbero presto spuntare nelle principali città del paese».

[Via Repubblica]

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