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Il pensiero di Mario Gasbarrino sulla GDO Italiana: “il bello deve ancora venire”

gasbarrino unes

Mario Gasbarrino è l’Amministratore Delegato del Gruppo Unes. Per chi ci legge dall’estero è bene spiegare che Unes è una catena italiana, una cooperativa che ha come socio di riferimento il Gruppo Finiper e come Deus Ex Machina Mario Gasbarrino, un innovatore, un manager che da una idea chiara, dopo aver studiato le performance di alcuni Retailers stranieri, ha portato in Italia la formula dell’”everyday-low-price”. Unes, anzi U2 per essere precisi, non si può definire Supermercato (se si intende come tale un contenitore di Grandi Marche in grande prevalenza) ma nemmeno un Discount: è la via di mezzo che non tradisce nessuna esigenza del consumatore. Cosa è Unes sul mercato è piuttosto chiaro, cosa invece potrebbe essere nel prossimo futuro lo è meno: in questo articolo, che è un insieme di pensieri che Mario Gasbarrino ha messo per iscritto, l’autore spiega i mali attuali della distribuzione alimentare odierna, le minacce alle porte e le soluzioni.

Buona lettura

Redazione GDONews

 

Gentile direttore,

Questo è, a ruota libera, il mio pensiero sullo stato dell’arte della Gdo oggi in italia , che si traduce poi in un invito a fare tutti noi uno scatto di reni per prendere davvero in mano un sistema in crisi e indicare  le possibili strade per uscirne.

Partiamo dallo scenario

L’anno 2015 registrera’, dopo 11 anni di segno meno,  un leggero miglioramento delle vendite a parità di GDO: ma questo non è sufficiente per rilassarsi e i motivi sono molteplici: la crescita è ancora bassa, ma soprattutto è diversa per territorio (Nord e Sud), per insegna, per classe sociale, per categoria merceologica e sconta fattori congiunturali (quali l’Expo) e non strutturali. E non ultimo perché lo sviluppo  dell’HD (Hard Discount) non accenna ad arrestarsi, anzi,  Gruppi come Lidl, Eurospin, Md hanno annunciato nuove aperture e forti investimenti per i prossimi anni, e , ormai è dato per certo, arrivera’ Aldi.

Ad incidere in modo negativo sull’andamento della GDO concorrono anche altri fattori: lo sviluppo sensibile di mini category killers (..drugstore, petshop,specialisti surgelati,dolci,ortofrutta, negozi bio …. ) e la forte crescita del digitale prevista per i prossimi anni, attraverso la facilitazione di connessione a Internet, la sempre maggiore penetrazione degli smartphone, il previsto raddoppio dei Millenials a 5 anni(…l’arrivo di Amazon sull’alimentare in Italia e  l’annuncio di Zalando che assumera’ 2000 ingegneri sono solo 2 esempi che rafforzano questa previsione )

A parte pochissime eccezioni, i mali della GDO, quali la bassa concentrazione, la bassa quota MDD, l’eccessivo peso dell’attività promozionale e i mali della IDM  quali  portafogli ampi e strutture costose,  in questi anni di crisi non sono stati risolti. E stata sprecata un’occasione. 

Ne consegue che l’economia e quindi i consumi non ripartono. Conflittualità e competitività eccessiva rimangono i punti deboli del sistema IDM/GDO in Italia e forse anche per questo i retailers stranieri (portatori di modelli spesso in declino) lasciano, o forse vorrebbero, lasciare il Bel Paese.

 

COSA SUCCEDE NEL FRATTEMPO

I format tradizionali (Super, Iper, Discount) sembrano perdere importanza ed originalità agli occhi dei clienti, fondendosi così tra loro. Si profila all’orizzone  una competizione tra negozio virtuale e negozio fisico, e sempre piu’ viene data riconoscibilità all’insegna piu’ che  al formato.

 

DAL PUNTO DI VISTA DEL CLIENTE

Il cliente riconosce e premia posizionamenti chiari e riconoscibili con un’identificazione del contenuto e del contenitore. Ne sono un esempio Mercadona, Trader Joe’s, Whole Foods, Esselunga, Eurospin, Lidl, Aldi etc etc. La multicanalita’( di cui La GDO italiana è piena) , e le Supercentrali stanno perdendo di importanza.

NON POSSIAMO CONTINUARE AD ESSERE TUTTI UGUALI: assunta la tesi che il Sistema è in crisi, non c’è piu’ tempo (lo dico alle lobbies che continuano ad impedirlo)  per rimandare scelte relative a nuove modalita’ di negoziazione tra IDM-GDO ed allo sdoganamento di  nuove politiche commerciali (Hi Low, Edlp), ma non c’è altrettanto tempo ( lo dico ai Distributori ) per rimandare decisioni relative a politiche di aggregrazioni che vadano oltre le Supercentrali( hanno fatto il loro tempo ) , ad assegnare un ruolo strategico e non tattico alla MDD ed al superamento di un modello competitivo che si basa solo sulle promozioni e sui prezzi bassi. 

E’ TEMPO CHE OGNI CATENA/INSEGNA DECIDA COSA VUOLE ESSERE , e per fare questo, deve fare come fa un bravo pasticciere che, scegliendo e miscelando sapientemente  ingredienti presi da uno stesso paniere, ottiene  dolci molto diversi l’uno dall’altro.

Esistono parole chiave sulle quali focalizzarsi e che possono essere considerate gli “ingredienti”.

Ci piace immaginare che questi ingredienti appartengano a due filoni diversi uno valoriale e l’altro intrinseco nel ruolo del retailer.

Appartengo alla sfera valoriale parole e paradigmi chiave quali: Coerenza, Consumatore Vs Cliente = Individuo, Tempo, Personale = Risorsa = Persona, Trasparenza, Etica, Italianità & Vicinanza al Territorio, Tradizione, Lotta allo spreco e Eco-attenzione.

Sono invece temi nativi del sistema retail argomenti quali: Specializzazione, Convenienza, Insegna Vs Format, Efficienza , Massa critica , EDLP, MDD, Pressione Promozionale, Freschissimo, Bio-Veganesimo-Celiachia = nuovi target e consumi, Innovazione digitale. 

PER QUANTO CI RIGUARDA LE PAROLE CHIAVE SONO TRE : MDD, Freschissimi e Persone, consapevoli che forse solo queste ultime , le Persone che lavorano nel Punto di  Vendita, potranno salvare il Negozio Fisico dall’attacco del Negozio Virtuale.

Mario Gasbarrino

Amministratore Delegato 

Unes

 

 

3 COMMENTI
  1. Giuseppe Pierri

    Visto che è l’amministratore delegato ,ma dia la possibilità’di inserire nei suoi PV la Villani SpA ,che Lei di sicuro conoscerà come azienda di qualità ed eccellenze nei salumi .dandomi così la possibilità di aumentare il fatturato .
    Lo so che le sembrerò ingenuo e sprovveduto…..
    Io ci ho provato….magari avrò stimolato la sua curiosità e può sempre accadere un miracolo.
    Le auguro un buon lavoro .
    Saluti,
    Pino Pierri

  2. enrico

    si parla di persone.. dipendenti che salvano il negozio fisico..
    ma caro mario come la mettiamo sulla nuova proposta di legge di federdistribuzione di tagliare i salari e togliere i diritti ai lavoratori??? anche tu sei d’accordo??
    visto che l’unico gruppo che si è dissociato da questa proposta è esselunga.. io chiedo :
    visto che le persone salvano il negozio fisico.. allora xk togliergli quel poco che hanno??
    xk devono lavorare senza diritti ?
    xk solo i padroni devono arricchirsi e i lavoratori diventare sempre piu poveri??
    non è anche questa una regressione??
    io vedo solo che si predica bene ma si razzola un po’ troppo male.. di questo passo i lavoratori senza diritti e salario la smetteranno di far vivere il negozio fisico… chi glielo fa’ fare di sputare sangue e sudore 12 ore al giorno x essere preso x il culo??

  3. Livio Bulgarelli

    Condivido a pieno la fotografia della DO italiana. Complimenti a U2.

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