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Farmaci: Conad in prima linea

carrello e pillole

Conad lancia una raccolta di firme finalizzata a sollecitare il Parlamento ad estendere la vendita di farmaci di fascia C alle parafarmacie: “Perché curarsi non sia più un lusso.”
Le farmacie lobby chiuse e contrarie alla liberalizzazione la ostacolano.
Facilmente comprensibile se consideriamo che i farmaci di fascia C, per il cui acquisto è necessaria la ricetta seppur non mutuabili, sono in vendita esclusivamente nelle farmacie tradizionali, a prezzi medi di gran lunga superiori a quelli dei farmaci da banco (11,8 euro cad in media, cioè 3,7 euro cad in più rispetto ai medicinali senza obbligo di ricetta, già liberalizzati  – fonte: Assosalute, 2015).

Preoccupa l’orientamento del Parlamento, che sul ddl concorrenza continua a tenere i farmaci di fascia C fuori dalle parafarmacie ignorando le raccomandazioni dell’Antitrust per una più completa liberalizzazione del settore farmaceutico”, sottolinea l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. “In questo modo si nega a tante famiglie la possibilità di risparmiare molte centinaia di milioni di euro l’anno, cifra che sarebbe un’importante boccata di ossigeno. Abbiamo scelto la petizione e la raccolta di firme nell’interesse dei cittadini e dei nostri clienti; per riconoscere la dignità della professione che i farmacisti svolgono nelle parafarmacie; nel nostro stesso interesse, perché sia possibile competere in un mercato aperto e con regole chiare quanto eque per tutti. Dobbiamo sottolineare, purtroppo, come il Paese sia ostaggio di lobby che cercano di assicurare la propria sopravvivenza anziché sostenere lo sviluppo dell’economia, far nascere nuova imprenditorialità, creare nuova occupazione e garantire ai cittadini servizi e convenienza”.

Se questi farmaci non mutuabili fossero venduti anche nelle parafarmacie – dove comunque vi è d’obbligo la presenza di un farmacista – si determinerebbe “un incremento delle dinamiche concorrenziali nella fase distributiva, con indubbi benefici per i consumatori”, come sottolineato dall’Antitrust.
È quanto è già accaduto con i farmaci da banco, il cui prezzo è diminuito considerevolmente dopo le prime timide liberalizzazioni.
I farmaci di automedicazione (Sop e Otc). Entrambe le categorie indicano i medicinali utilizzati per patologie di lieve entità che possono essere comprati senza ricetta medica, e il cui costo è a carico del cittadino. La differenza tra i cosiddetti Sop (Senza obbligo di prescrizione) e gli Otc (dall’inglese Over the Counter: farmaci da banco), è che questi ultimi possono essere oggetto di campagne pubblicitarie ed esposti a libero servizio presso farmacie, parafarmacie e parafarmacie della Gdo. Le specialità acquistabili senza ricetta sono in tutto 2.220, tra queste ci sono antifebbrili, complessi vitaminici, etc
I farmaci di fascia C con ricetta costituiscono l’11% della spesa farmaceutica totale, con 2.937 milioni di euro spesi nel 2014, mentre Sop e Otc raggiungono insieme l’8% con 2.283 milioni di euro di spesa nel 2014.

spesa farmaceutica

Il sistema italiano delle farmacie
In Italia operano oggi 18.102 farmacie, che nel 2014 hanno sviluppato un fatturato complessivo di 24,8 miliardi di euro, di cui il 60,5% costituito da medicinali (Fonte Federfarma). Il numero delle farmacie è stabilito in base a una pianta organica che prevede un rapporto massimo di un esercizio ogni 3.300 abitanti (salvo deroghe specifiche).
La titolarità di una farmacia viene conseguita su concorso regionale o cessione da parte di un titolare, in base a una pianta organica fissata dalla legge, ed è riservata a un farmacista o a una società di farmacisti (anche cooperativa).
Il sistema ha quindi competizione limitata, offerta ristretta, rendite protette e ciò comporta un aggravio dei costi per imprese e famiglie. (FMI Assessing the Macroeconomic Impact of Structural Reforms: The Case of Italy 2013).

canali vendita dei medicinali

Perché la GDO dovrebbe battersi per questa liberalizzazione

E’ vero che l’acquisto dei farmaci cosiddetti “da banco” nelle parafarmacie ha generato una competizione e concorrenza sui prezzi, facendo risparmiare ai consumatori mediamente il 20 per cento rispetto ai prezzi della farmacia tradizionale. Inoltre, la diffusione delle parafarmacie indipendenti e della grande distribuzione organizzata, hanno assicurato un presidio più capillare del territorio e orari di apertura estesi. Ma è anche vero che si tratta di un grande e potenziale business per la Grande Distribuzione Organizzata.
Nelle parafarmacie Conad i farmaci senza obbligo di prescrizione medica (Sop) e i farmaci da banco (Otc) valgono il 30 per cento del fatturato; seguono gli integratori alimentari, i prodotti per la cura del viso e gli articoli sanitari.
Conad ha in funzione 97 parafarmacie su tutto il territorio nazionale: la prima è stata inaugurata nell’ipermercato di Modena, a ottobre 2006. Il fatturato totale 2014 ha superato i 50 milioni di euro.

Notevole comunque la decisione dell’azienda di mobilitare i cittadini ponendosi in prima linea attraverso i social network: Facebook e Twitter.
Conad ha poi realizzato il sito www.liberalizziamoci.it in cui i cittadini trovano tutte le informazioni necessarie a conoscere più a fondo il tema (in pieno stile aziendale informativo e divulgativo) e, soprattutto, la petizione da firmare. Oltre che sul sito, la raccolta delle firme avverrà anche nei punti di vendita Conad.
La comunicazione di nuovo millennio sarà affiancata dalla “classica” cartacea e cartellonistica, nei punti di vendita della rete, sui principali quotidiani nazionali e sulle pubblicazioni aziendali – Bene Insieme e Comma – .

Dossier completo e raccolta firme sul sito:  www.liberalizziamoci.it


timbro-petizione

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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