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L’export traina i salumi italiani

salumi

Continuano a crescere le esportazioni di salumi: dopo l’ottimo risultato del 2014, il primo semestre 2015 segna un nuovo balzo in avanti.
Le esportazioni hanno superato i 74.000 ton (+6%) per un valore di quasi 615 milioni di euro (+4%).
A trainare la crescita i paesi comunitari, a renderla eccezionale, le esportazioni record di prosciutto cotto in Spagna.
Straordinario anche il risultato degli USA: +20,8% in quantità e + 26% in valore, frutto del lavoro svolto dalle associazioni di settore per facilitare l’export, superando le numerose barriere e sostenuto dall’euro debole.
Il risultato degli USA – ottenuto anche grazie allo sforzo del sistema Paese e in particolare alle iniziative legate al piano straordinario per il Made in Italy – conferma che quando aziende e Istituzioni lavorano insieme si ottengono grandi risultati.” Ha dichiarato Nicola Levoni nuovo Presidente dell’Associazione.

In generale le esportazioni del settore, hanno mostrato una crescita inferiore, in termini di fatturato, rispetto all’industria alimentare oggi in forte sviluppo (+6,2%), pur rimanendo il saldo commerciale a incremento positivo e importante (+5,1%) per 525 milioni di euro.
Tuttavia la crescita delle esportazioni di Spagna e Stati Uniti, non è stata sufficiente a compensare il rallentamento di quelle in alcuni importanti partner emergenti, condizionate da altri fattori contingenti. Nei primi sei mesi dell’anno la domanda dei Paesi terzi è apparsa debole in termini di volumi. Nel corso del semestre l’import ha registrato una lieve crescita in quantità (+1,5% per 24.725 ton) ma una contrazione in valore (-2,5% per 89,6 milioni di euro).

Da questi risultati e dalla loro variabilità legata a fattori esterni ai prodotti, si comprende quindi perchè Nicola Levoni spinga al rafforzamento di Assica quale punto riferimento, e si rivolge a tutti gli attori della filiera chiedendone la collaborazione. Dalla produzione (di qualità) alla distribuzione, dal mantenimento delle posizioni di mercato acquisite, alla promozione per conquistarne di nuove e d’altra parte il sostegno delle istituzioni per facilitare lo scambio delle merci tra i vari paesi.

Di pochi mesi fa la dichiarazione del neo Presidente: “nel 2014 la produzione di carne e salumi ha continuato a mostrare segnali di debolezza, in linea con il resto del mondo alimentare. La produzione è scesa dell’1,2% in quantità e dell’1,5% in valore, fermandosi poco sopra 7,8 miliardi di euro. Confidiamo che i segnali positivi dei primi mesi del 2015 segnino il punto di svolta per il settore e per l’Italia. Ancora una volta a salvare in parte il comparto è stato l’export (+4,7%), nonostante siano intervenute nuove barriere non tariffarie, a partire dall’embargo russo che, dopo i colloqui che il Presidente Putin, proprio qui a Expo, ha avuto con le autorità italiane, speriamo si possa presto superare.”

I risultati di questi mesi confermano l’export quale importante fattore di successo, traino irrinunciabile per la crescita del settore. “Questo risultato è, inoltre, una ulteriore riprova di quanto i nostri salumi siano apprezzati nel mondo, ma non si può abbassare la guardia. I numeri dimostrano che l’esistenza di sbarramenti all’entrata sta impedendo al settore di avvantaggiarsi pienamente delle circostanze eccezionali legate al momento economico che stiamo vivendo e in particolare al mini euro, al pari di altri settori dell’alimentare e dei nostri concorrenti della UE. Un fatto di non poco conto, anche perché le turbolenze che si stanno verificando nei Paesi emergenti asiatici fanno già intravedere un rallentamento nei prossimi mesi del commercio mondiale.” inoltre “L’impegno per promuovere i nostri salumi sui mercati extra UE e per rimuovere gli ostacoli, spesso solo pretestuosi, rimane una priorità di ASSICA.” Dice Nicola LevoniIl futuro del nostro settore, il futuro di tutto l’agroalimentare italiano è all’estero.  Il nostro settore ha la tutte le potenzialità per contribuire in maniera significativa all’obiettivo dei 50 miliardi di euro di esportazioni entro il 2020.”

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dati ASSICA

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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