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U2 come Lidl in Svizzera e Aldi in G.B.: niente dolci alle casse

avancassa

Basta dolcetti mentre si è in fila alla cassa. Un passo avanti verso una spesa consapevole: U2 Supermercato ha deciso che entro il 2016 eliminerà i dolciumi dalle avancasse di tutti i punti vendita, sostituendoli con prodotti freschi sani e dedicati al benessere quotidiano.
I primi retiler ad aver percorso questa strada sono stati Lidl in Svizzera e Aldi nel Regno Unito nel corso del 2014.

Questa decisione è parte del percorso che U2 Supermercato sta compiendo da anni al fine di «tutelare il diritto del consumatore di fare la spesa in modo consapevole, senza plasmarne le scelte, ma fornendo indicazioni trasparenti, affinché possa scegliere autonomamente il proprio paniere di acquisto» spiegano dall’azienda.

Scelta questa in linea con la filosofia di U2 volta a rendere il consumatore sempre più consapevole: «Siamo infatti il primo supermercato a offrire alla clientela la possibilità di risparmiare senza rinunciare alla qualità: per questo motivo da noi non esistono le promozioni» specificano dalla catena.

Sebbene una ricerca Nielsen del 2014 sostenga che il 51% degli Italiani consumi uno yogurt nel momento della pausa-snack, anche se preferirebbe del cioccolato, quando si è al supermercato le scelte razionali possono essere influenzate da numerosi fattori. Tra questi certamente il punto in cui la merce è esposta: tanto più l’area è di passaggio, tanto più la merce, presente in quel punto, avrà la possibilità di essere acquistata. Gli espositori posti davanti alle casse ne sono l’esempio più evidente.

Con questa iniziativa il cliente potrà scegliere di acquistare uno snack sano in avancassa non perché dettato dall’impulso ma perché lo sceglie consapevolmente, così come può continuare ad acquistare dolciumi in corsia sempre perché guidato dalla consapevolezza e non dall’istinto. L’obiettivo che dunque U2 Supermercato si propone è quello di trasformare un acquisto di impulso, in un atto consapevole. «La grande distribuzione utilizza le aree ad altissimo passaggio poste prima delle casse per stimolare il desiderio del consumatore di acquistare prodotti che possano essere per lui una coccola, come i dolciumi; proprio in questa posizione infatti viene acquistato il 21% degli snack dolci» continuano dal supermercato.

2 COMMENTI
  1. Barbara Carelli

    Ritengo che l’acquisto in avancassa resti sempre un acquisto d’ impulso, pertanto, in avancassa, si induce sempre e comunque il consumatore ad acquistare, indipendentemente da quale sia la merceologia proposta. Per quanto concerne invece il business generato da questo tipo di vendita, personalmemte ritengo che avancasse meno affollate in termini di prodotti e gestite con maggiore aderenza alle stagionalità potrebbero produrre ottimi mix di margine per il punto vendita.

  2. Pierluigi Barbaro

    Mi sembra una scelta anche furba. Non penso sia tanto il “voler influenzare positivamente la scelta alimentare del consumatore” a muovere verso questo “trend di category”, quanto più la motivazione opposta: oggi la scelta di impulso del consumatore è influenzata tanto consciamente quanto INconsciamente dai messaggi si “sana alimentazione” e dalla forte espansione dei lifestyle di fitness ed healthy choices (anche per “empatia” se cosi possiamo definirla), per cui è più probabile che le rotazioni dei prodotti sani/freschi siano ben superiori a quelle delle merendine e comfort food, oltre al margine commerciale che può essere certamente più alto (es: una merendina da leader come Ferrero non ha grande marginalità per il distributore).

    Il limite? A mio parere l’abitudine: tanti arrivano/arriveranno in avancassa sapendo di trovare dolciumi sfiziosi, e magari evitano di inserirli in carrello durante il percorso di spesa facendo affidamento su questo tipico posizionamento. In automatico resteranno contrariati (bisogna vedere quanto durerà e quanto inciderà questa cosa)

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