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Il biologico vola e il core trader è la gdo

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Il Biologico si sveste dell’immagine elitaria concedendosi ai più, lo dimostrano i dati della Grande Distribuzione che trainano un clima di fiducia ed il conseguente sviluppo del comparto agricolo ed estero.
Fortemente voluto dal Ministero delle Politiche Agricole, l’osservatorio Sana sul Biologico ha l’obiettivo di individuare possibili sviluppi strategici per il settore, come spiega Alessandra Pesce, del team tecnico del vice ministro Andrea Olivero al convegno principe del salone internazionale del biologico e del naturale.
Il ministero è impegnato nella messa a punto di un piano strategico di sviluppo su quattro assi importanti: il controllo, la semplificazione, le politiche di sviluppo competitivo e il supporto alle esportazioni.
Non potrebbe essere altrimenti, visto che il biologico si conferma driver d’interesse per gli operatori di settore, grazie ai consumi in costante crescita. Pesa come un macigno quel +13 in confronto alla lunga frenata dei consumi alimentari “convenzionali” -1%, che solo in questi ultimi mesi comincia a vedere un’inversione di tendenza.
Chiamate a raccolta ISMEA, ICE, SINAB e NOMISMA, che hanno prodotto un’interessante fotografia dell’attuale situazione e delle aspettative future.
Il trend positivo continua anche sul lato produttivo, e crescono sia il numero di operatori sia la superficie, che oggi raggiunge il milione e 300 mila ettari, la più alta anche dal 2000 (anno di crescita record).
L’inciden za dei terreni dedicati al biologico, rispetto ai tradizionali, aumenta dal 10,8% all’11,2%.
Il top della classifica vede il sud protagonista con Sicilia, Calabria e Puglia ai primi posti per numero di produttori, mentre considerando trasformatori e importatori, le regioni principali sono Puglia, Toscana ed Emilia Romagna.
Le colture di cereali e la vite vedono una forte espansione mentre per ortaggi e frutta, le dimensioni sono ancora molto ridotte a fronte di una domanda crescente, sia interna sia estera.

Dal punto di vista dei consumi invece la situazione si ribalta, e a ben guardare il dato nazionale medio +19%, sullo spaccato per area, ci accorgiamo che il sud rimane il fanalino di coda, in crescita rispetto agli anni precedenti, ma ancora lontano.
Tutti i canali commerciali sono interessati dal fenomeno: Super +21%, Iper +18%, Superette e Tradizionali +20%, in particolare in questi ultimi due vediamo l’enorme balzo dal precedente +2%. Ciò è probabilmente dovuto alla maggiore consapevolezza dei trend di mercato, con conseguente inserimento e/o allargamento di spazi e prodotti dedicati.
Considerando solo la GDO, la fetta di mercato più grossa è saldamente detenuta dai Super 50%, seguiti dagli Iper 38% e libero servizio 10%, chiudono i Discount con un 4%, unico format che registra un calo su anno precedente, dove il biologico evidentemente non riesce a sfondare.
Quanto vale il mercato bio? Nel 2014 erano 2,1 mld, già nei primi sei mesi del 2015 è arrivato a 2 miliardi e 145 mila euro con un 40% sviluppato dalla sola GDO, un 35% da Specializzati e 25% altri canali.
La frammentazione è una caratteristica distributiva italiana rispetto agli altri paesi e vede quel 25% frutto di vendita diretta tramite gruppi d’acquisto, negozi tradizionali, farmacie, parafarmacie, erboristerie oltre che e-commerce e mercatini.
Il food vale l’80% del mercato con 2.057 miliardi, mentre la parte no food si concentra nello Specializzato con cura casa, persona e petfood e vale solo 314 milioni, il 12 % del fatturato complessivo. In questo format i risultati migliori sono registrati dai punti vendita con superficie maggiore di 250 metri quadri, rispetto alle piccole superfici con meno di 100 metri quadri.

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Come nel vecchio film The Blob l’espansione dei consumi di biologico rispetto al convenzionale è continua e inarrestabile.
Il quadro odierno è frutto d’importanti cambiamenti nei comportamenti dei consumatori anche a fronte di un minor reddito disponibile. E’ quanto emerge dalla presentazione dei dati Ismea che dal 2008 al 2012 vedono la propensione al risparmio subire una flessione importante, in linea con il crollo del potere d’acquisto. Dal 2012 però, quest’ultimo si stabilizza mentre si registra una crescita della propensione al risparmio, ciò significa che le abitudini e le modalità di consumo sono radicalmente cambiate. Oggi riusciamo a gestire un carrello sempre più ‘wellness oriented’, pur pagandone il gap di prezzo, e ritornando anche a risparmiare. Un sospiro di sollievo per l’economia che può sperare in una ripresa, seppur lieve, quale importante segnale di fiducia.

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Ma quali sono i sostanziali cambiamenti nel carrello? Calano i consumi di proteine da animali di terra, e si tratta di un calo strutturale che si è esteso anche a salumi, uova, latte e derivati.
Riprendono i consumi di frutta e ortaggi freschi e trasformati, che nei primi sei mesi del 2015 registrano addirittura rispettivamente +14% e +21%, dopo un lungo periodo di flessione.

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Tutte le categorie sono comunque caratterizzate da un segno positivo e, anche tenendo conto delle dimensioni del segmento, per esempio il vino è piccolo, il dato di crescita sorprende non quanto mera percentuale (vino +91%) ma quando segnale di espansione delle richieste.
Nello specifico poi, i Vini biologici hanno, nella Grande Distribuzione, raddoppiato le vendite. E’ indubbio che sia il loro momento d’oro e tutti gli operatori di settore ne colgono le opportunità, trainati e trainanti di un movimento crescente a sostegno di questi ultimi.
‘Cereali e derivati’ si riconferma come il segmento più importante, con una crescita del primo semestre 2015 di +28 %.
La classifica dei prodotti maggiormente acquistati resta: cereali, frutta e ortaggi freschi e trasformati. Crescono uova, yogurt, latte e pasta, interessante il dato sull’olio extra vergine di oliva entrato nel top classifica altovendenti.

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SANA 2015 - 12 sett.      SANA 2015 - 12 sett.

 

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Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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