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Ali Baba (colosso E-commerce asiatico) arriva in Italia: quali opportunità per le industrie italiane?

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La scorsa settimana l’Italia è stata visitata da due grandi protagonisti dell’e-commerce asiatico e mondiale: Ali Baba (famosissimo) e SF Haitao.

I due colossi cinesi hanno voluto presentare il loro Business e spiegare al mercato italiano quali sono le ragioni per cui vale davvero la pena investire sull’e-commerce cinese e mondiale.

SF Haitao, in una conferenza stampa tenutasi a Milano il 7 settembre, ha chiarito il motivo per cui noi europei non abbiamo ancora a fuoco le dimensioni del mercato e-commerce in Cina: in Europa (in generale in tutti i Paesi più industrializzati) la globalizzazione e il mercato del consumo hanno raggiunto una evoluzione tale che nel raggio di 20 km è possibile accedere all’acquisto di tutto quello che si desidera. In Cina assolutamente no. Esistono shopping mall e grandi marche internazionali, ma in termini di numerica non si possono lontanamente paragonare alla disponibilità esistente in Paesi più strutturati economicamente.

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L’unica maniera per poter avere la medesima potenziale disponibilità oggi esiste anche per il consumatore cinese e questa è internet: infatti attraverso uno Smartphone si apre l’accesso al mondo, all’offerta globale, alla stessa stregua di un consumatore americano o europeo. La differenza tra noi e loro risiede nel fatto che da noi il prodotto desiderato è facilmente osservabile in negozi (reali) presenti più o meno dappertutto. In effetti, viene da pensare, che una delle ragioni per cui noi consumatori italiani compriamo on-line è anche quando non riusciamo a reperire il prodotto fisicamente. Mr. Martin, responsabile sviluppo di SF Haitao, cittadino inglese che parla un perfetto cinese, ha poi spiegato che un’altra ragione per cui l’e-commerce ha un successo nemmeno paragonabile a qualsiasi Paese nel mondo, è anche perché la scala dei costi che un prodotto importato subisce prima di essere posizionato in un negozio “tradizionale” è tale che va ipotizzato un ricarico minimo del 150% dal prezzo di origine, mentre nell’e-commerce questo valore è abbassato del 70% accedendo al mercato con un costo reale e percepito notevolmente inferiore. L’E-commerce che SF Haitao sviluppa nasce dalla loro leadership internazionale nel ramo della logistica e per rafforzare la distribuzione del loro sito e la diffusione della loro offerta hanno aperto in tutta la Cina ben 4.000 negozi off-line.

Che cosa sono?

off line shop

Sono punti di vendita dove si possono trovare tutti i prodotti presenti nel sito ma in singola unità (un campione) che vengono ordinati attraverso il QR code del telefonino. Questa soluzione, che risponde alla potenza di giganti come Amazon e Ali Baba, soddisfa, appunto, l’esigenza del consumatore di toccare il prodotto prima di comprarlo ed al tempo stesso è una notevole operazione di marketing per chi non conoscesse il canale di vendita.

Ali Baba si è invece presentato all’industria italiana in grande stile: una Convention nella Duomo Hall al Excelsior Hotel Gallia a Milano il 10 settembre di fronte ad una delegazione di imprese italiane.

Presente il Gotha dell’azienda che ha spiegato le ragioni della nascita del colosso cinese ed i numeri del mercato e-commerce in Cina.

Jack Ma ha studiato e lavorato in Inghilterra e Stati Uniti, e durante la permanenza nei Paesi così lontani dal suo si è sempre domandato: perché non posso comprare da nessuna parte una birra cinese? Qui nasce l’idea di Ali Baba. Un numero su tutti: 1688.com, tmall.com e Tmall Global, i canali e-commerce del colosso asiatico detengono il 61% di quota di mercato di tutto il mercato e-commerce del continente. Solo la Cina ha più di 500 milioni di persone che comprano on-line (contro i 200 milioni degli USA) ed i volumi di vendita on line raddoppiano letteralmente ogni anno da 3 anni a questa parte.

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In Italia l’E-commerce vale circa 23 miliardi di euro (pochissimo) di cui il 54% è rappresentato dalla voce “tempo libero”. Il food occupa l’1,2% di questa piccola fetta. Si parla di nulla, per questa ragione sia SF Haitao che Ali Baba hanno praticamente parlato al vento, si sono rivolti ad aziende che, in cuor loro, avranno pensato: non costa niente quindi mi interessa.

Il Italia abbiamo circa 30 milioni di persone che sono connesse ad internet e che sono acquirenti potenziali, ma il mercato (l’offerta, non la domanda) non è ancora maturo per affrontare seriamente questo tipo di business. In Cina è il Business!

italiaecommerce

Il problema, nel mare magnum dell’offerta, è semmai un altro: quali saranno i prodotti che i cinesi acquisteranno con convinzione?

Esiste un giorno dell’anno, lo raccontava una dirigente di Ali Baba, dove l’E-commerce sfodera numeri impressionanti: l’11 di Novembre. Questa data rappresenta il Black Friday di oriente. Rappresenta il “single day”, il giorno dei “Sigle” (1 e 1). Nel 2014 solo in questo giorno in Cina si sono effettuate transazioni per un valore di 9 miliardi di dollari.

Tmall-Homepage-Nov11

Le aziende italiane quali opportunità possono avere per quella data? Non è sufficiente inserire il proprio prodotto on line, questo va poi venduto. Attenti poi a dire la Cina non è un business interessante, l’export management è un lavoro serio, profondo e fatto di grande professionalità, non di “sentiment”.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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