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La Cina e l’export made in Italy: preziose informazioni a chi sta pensando di vendere in Cina

1 miliardo e 400 milioni di persone, questi sono gli abitanti che popolano il gigante cinese oggi in difficoltà. A chi non dovesse conoscere bene questo Paese proveremo in queste poche righe a dare una spiegazione di che cosa è oggi la Cina e cosa significa fare Business in quel Paese.

Dalla morte di Mao Zedong nel 1976 la Cina ha subìto una profonda trasformazione che da una forma particolare (e particolarmente cruenta) di comunismo è passata ed essere un Paese che vive una forma di capitalismo estremo. Fu la lungimiranza di Deng Xiao Ping (ed onestamente dalla lungimiranza di Mao che lo nominò prima della morte) a dare la svolta definitiva verso l’apertura del Paese al mondo.

Oggi la Cina, dopo l’entrata nel WTO nel 2001, è la seconda potenza mondiale in termini economici, seconda solo agli Stati Uniti. I primi anni 2000 sono stati caratterizzati da una profonda crescita determinata dalla forza delle loro esportazioni e da una crescente migrazione dei cittadini dalle campagne alle grandi città. Negli anni, in conseguenza di questa evoluzione, si sono sviluppate (ed arricchite) molte città creando una forte disparità di livello di vita e di ricchezza tra i vari territori del Paese. Oggi la Cina si divide in 4 fasce di città oltre ai luoghi denominati “rurali”. Il PIL pro Capite della Cina è di 9.055 $ ( Fonte: Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook Database, ottobre 2013), ma con una importante precisazione: le città di prima fascia (Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen) che assieme si avvicinano a 100 milioni di abitanti hanno un livello di vita di una certa qualità, così  come anche gli abitanti delle città denominate di seconda e terza fascia (oltre 20 città con 7-10 milioni di abitanti cadauna). Questo significa che la classe media in Cina esiste eccome, e che numericamente sono superiori agli Stati Uniti, ma soprattutto la fase di “urbanizzazione” è destinata a crescere vertiginosamente. Questa è oggi la Cina e così va letto il cambiamento, anche con scosse di assestamento come quelle in corso.

La crescita di potere di acquisto va di pari passo con la crescita delle esigenze della classe media che ha sempre più desiderio di “occidentalizzarsi”, non si spiega altrimenti la folla che popola gli Starbucks del Paese pur essendo il caffè quanto di più lontano dalla loro cultura (i cinesi pasteggiano a thè caldo, sfido chiunque a bere caffè dopo aver pasteggiato così).

L’attuale Premier cinese Xi Jinping nell’ultimo piano quinquennale ha dato due grandi direttrici economiche al Paese: la crescita dei consumi interni (e quindi dell’import) con la modernizzazione del trasporto internazionale delle merci e le grandi acquisizioni di grandi imprese occidentali. Nei prossimi anni la Cina si giocherà con gli USA la guerra per il presidio del Pacifico ed in quest’ottica il Governo americano si è molto irritato per la nascita dell’Aiib, la Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture, dove nel capitale e tra i soci fondatori sono entrati da poco i paesi che hanno creato l’Unione (Francia, Germania e Italia) e la Gran Bretagna, ma pochi sanno cosa c’è veramente dietro questa avanzata della temibile armata di Xi Jinping: la creazione di una nuova ‘’via della seta’’, ovvero la più grande novità del prossimo decennio e forse del secolo: in futuro il viaggio tra la Cina e l’Europa durerà infatti due giorni rispetto agli attuali 21. Il 90% del traffico globale di container oggi viaggia sulle navi ma il governo cinese ha deciso di cambiare, per imprimere sempre più velocità alla spedizione delle sue merci, dall’uranio ai metalli rari dell’Asia, riducendo i costi di trasporto grazie alla nascita della nuova “via della seta”, ferroviaria e marittima. In primo luogo, il governo di Pechino ha stanziato un fondo per le infrastrutture da 40 miliardi di dollari gestito dalla Banca per lo sviluppo e destinato alla costruzione di strade, linee ferroviarie ad alta velocità e condutture  energetiche in varie regioni cinese. Un’importante tratta del percorso della Nuova Via della Seta attraverserà anche l’Asia centrale, l’Iran e la Turchia.Inoltre, l’esecutivo ha avviato la modernizzazione della mitica ferrovia Transiberiana, che avrà Mosca come snodo centrale. Una volta completato il tracciato, il tempo di percorrenza tra le due grandi metropoli asiatiche passerà dagli attuali sei giorni e mezzo ad appena 33 ore e anche città come Rotterdam, Duisburg e Berlino potrebbero diventare snodi di questo gigante del futuro. La via della seta marittima partirà invece dalla provincia cinese del Guandong, percorrendo, nei progetti degli ingegneri, lo stretto di Malacca, l’Oceano Indiano, il Corno d’Africa e il Mediterraneo, terminando sostanzialmente proprio a Venezia, dove nacque l’epopea de Il Milione. Il percorso dovrebbe essere completato entro il 2025.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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