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La cosmetica rilancia sugli Usa

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Gli Stati Uniti continuano a essere una frontiera da conquistare. E il settore della cosmetica italiana vede proprio in America un’area dove consolidare la sua presenza e continuare a espandersi. È questo il punto di partenza del 13° Cosmoprof North America, che si è chiuso ieri a Las Vegas ed è nato da un’idea di BolognaFiere, che da 50 anni organizza Cosmoprof Bologna, l’appuntamento più importante del settore a livello mondiale.
Quella di quest’anno è stata un’edizione da record: circa 27mila le persone arrivate da 100 Paesi. A disposizione hanno avuto un’area espositiva di quasi 22mila metri quadrati (+5% rispetto al 2014) e 1.070 espositori (+10%), provenienti da 39 Paesi, il 6% in più rispetto allo scorso anno. 350 degli espositori sono internazionali, con l’Italia al terzo paese, dopo la Cina (140 produttori) e la Corea del Sud (70 espositori).
«Cosmoprof è una piattaforma democratica che dà la possibilità a espositori grandissimi e piccolissimi di trovare il loro spazio e presentare le loro innovazioni – spiega Dino Tavazzi, consigliere delegato di BolognaFiere –. Siamo stati i primi, venti anni fa, a capire l’importanza dell’Asia dando vita a Cosmoprof Hong Kong, che quest’anno ha un programma di espansione importante per il 20° anniversario. Poi abbiamo portato il format a Las Vegas e adesso continuiamo attraverso dei road show a cercare di capire quali sono le nuove frontiere su cui puntare». Tra queste ci sono il Sudamerica, il Sudafrica e il Medio Oriente, con «l’Iran che potrebbe diventare un mercato molto interessante nei prossimi anni», conclude Tavazzi.
Proprio l’espansione all’estero è in questo periodo di crisi un punto di forza per l’eccellenza italiana che, con 35mila occupati (che salgono a 200mila se consideriamo l’indotto), rappresenta il quarto produttore a livello europeo dopo Germania, Francia e Regno Unito.
«Sono tre i punti di forza che fanno del settore cosmetico italiano un’eccellenza e un punto di riferimento per tutti gli altri comparti – aggiunge Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, l’associazione di settore che raggruppa oltre 500 imprese, rappresentative del 95% del mercato cosmetico italiano. – Impieghiamo 19mila donne, il 54% del totale, contro la media dell’industria manifatturiera ferma al 28%. E abbiamo l’11% di laureati contro una media nazionale del 6%. Inoltre le imprese di cosmesi italiane investono il 7% in ricerca e sviluppo contro una media nazionale del 3%». Gli Stati Uniti rappresentano il 20% dei consumi mondiali e sono uno dei mercati più importanti per la cosmesi italiana che a livello globale nel 2014 ha generato un fatturato pari a 9,3 miliardi di euro – in crescita del 5% – di cui il 33% arriva delle esportazioni.
«Lo scorso anno in Usa abbiamo messo a segno un +16%, in un mercato che con un valore di 249 milioni di euro rappresenta la quarta destinazione delle esportazioni italiane del comparto dopo Germania, Francia e Regno Unito – sottolinea Rossello –. Un dato che acquisisce un rilievo ancora maggiore se consideriamo che il mercato interno statunitense è stato caratterizzato da una lieve crescita del 4%».
Ma quali sono le tendenze di quest’anno negli Usa? Al primo posto ci sono i profumi che con un valore vicino ai 73 milioni di euro ricoprono il 29,2% dell’export italiano verso gli Stati Uniti. Poi i prodotti per i capelli che proprio all’interno di Cosmoprof North America vedono il maggior numero di espositori italiani. Nel 2014 negli Stati Uniti hanno generato un giro d’affari di 67 milioni di euro, con una crescita del 9,9%. C’è infine tutto il settore dei contoterzisti, un enorme blocco soprattutto per il make up, visto che l’Italia (in particolare il distretto di Crema) produce il 60% dei trucchi a livello mondiale per i principali marchi.
Quest’anno la famiglia Cosmoprof WorldWide ha aggiunto un altro tassello alla sua offerta che ancora una volta sottolinea la centralità del mercato statunitense. Il prossimo 16 e 17 settembre a New York si svolgerà Cosmopack International Business Forum & Exhibition.
«Si tratta di una esposizione che porta le aziende italiane e europee sulla East Coast degli Stati Uniti, centro di produzione dei marchi americani di cosmetica più importanti», spiega Duccio Campagnoli, presidente di BolognaFiere. Insieme a Cosmetica Italia e a Polo Tecnologico della Cosmesi, il forum permetterà a un gruppo selezionato di aziende di incontrare i principali distributori e marchi del settore americano. «Proprio negli Stati Uniti l’Italia prevede una crescita del 3% nel 2015 all’interno di un mercato che continuerà ad ampliarsi almeno fino al 2018 – conclude Rossello -. In questo caso è fondamentale dare un’immagine compatta del sistema made in Italy che a livello globale continua a rappresentare un mix di tecnologia, creatività e qualità per il mercato dei cosmetici».

[via ilsole24ore]

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