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L’acqua Sant’Anna non viene consegnata ai Cedi: ecco il colpevole

santanna

Chi ha presente i guai che accadono quando manca la corrente per una giornata (addio a frigorifero, ascensore, telefonino, scaldabagno e così via) deve immaginare che cos’avviene quando si ferma per la caduta della luce una struttura complessa come lo stabilimento dell’acqua minerale Sant’Anna di Vinadio, nel Cuneese. “Il problema è che qui l’Enel ci toglie la corrente di continuo», protesta Alberto Bertone, titolare della Sant’Anna. Bertone ha fatto i conti: in questi mesi le interruzioni continue hanno mandato in malora almeno 50 milioni di bottiglie, oltre 75 milioni di litri di acqua minerale, 3 milioni di euro al mese”. Le catene di supermercati stanno staccando fatture per compensare i mancati guadagni scaturiti dalle mancate consegne che hanno lasciato gli scaffali sono vuoti. Un vero disastro.  ”quando lo stabilimento si spegne, i robot della fabbrica automatizzata impazziscono. Le bottiglie restano piene a metà e vanno gettate. I succhi di frutta non sono più sterili. Bisogna ripulire tutte le macchine. Sanificare con disinfettanti potentissimi. Cercare i pezzi di ricambio delle macchine bloccate mentre andavano velocissime.” 

Ci si domanda: ma se i fatti sono frequenti, e si parla di Sant’Anna, ovvero un’acqua leader, non sarebbe il caso di abbandonare l’Enel e passare all’energia fai-da-te con una centrale privata?

Risposta: “Abbiamo bisogno di 12 megawatt. Ci stiamo pensando”.

Ripetiamo: è Sant’Anna, non ”Santa Lora” sconosciuta. Si parla di un’acqua leader, cosa significa ci stanno pensando?

Se lo stabilimento dell’acqua minerale Sant’Anna di Vinadio (Cuneo) è spesso senza corrente, dipende dal fatto che si trova in una zona remota, dove gli standard di servizio sono meno esigenti e i guasti della rete più facili. Così l’Enel spiega perché la modernissima ed efficientissima (quando c’è la corrente) fabbrica che imbottiglia l’acqua minerale, i succhi e i tè freddi ha disagi così rilevanti da perdere decine di milioni in mancata produzione, come descriveva Il Sole 24 Ore del 10 luglio. Gianluigi Fioriti, responsabile infrastrutture e reti dell’Enel Italia, haspiegato i disservizi elettrici che stanno mettendo in ginocchio la produzione delle fonti di Vinadio: “Le interruzioni che si sono verificate a partire dai primi giorni di giugno 2015 sono dovute a guasti accidentali sulla rete in concomitanza con un notevole e repentino aumento delle temperature in tutto il Nord Italia. Lo stabilimento – aggiunge Fioriti – ricade in un’area a bassa concentrazione di clientela, così come individuato dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, ed è alimentato da due forniture di media tensione. Le interruzioni registrate sulle forniture degli ultimi anni sono sempre state contenute entro gli standard di qualità previsti dalla regolazione vigente per i clienti di media tensione”. Ma ecco la proposta della società elettrica: “Enel Distribuzione è pronta a condividere opportune azioni con il cliente, anche sui propri processi industriali, che possano limitare gli effetti dei fenomeni di guasto sulla rete elettrica ed eventualmente a stipulare un Contratto per la qualità, così come previsto dall’attuale normativa, con livelli di qualità del servizio ulteriori rispetto agli standard fissati dal regolatore”.

Insomma, ci viene da scrivere, fate quello che volete ma risolvete questa situazione assurda, nel frattempo, ascoltando negli ultimi giorni i direttori commerciali della Gdo, un po’ di fatture a a compensazione dei danni fatti lasciando vuoti centinaia di scaffali temiamo arriveranno. 

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  1. Luigi RIVELLA

    Poiché lo stabilimento si trova in un’area ricca di acqua, l’ENEL risarcisca S.ANNA consentendo la costruzione di impianti idroelettrici per rendere autonomo lo stabilimento medesimo.

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