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La DO e l’affiliazione in generale non sanno che arrivano per loro nuove opportunità di Business

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La catena americana Burger King sfida McDonald’s e punta sul mercato italiano. Si parla di un investimento di 340 milioni per aprire 373 nuovi ristoranti in cinque anni (e arrivare a 500) con 5mila assunzioni dirette e altrettante indirette. Dopo anni di crescita moderata, il gigante americano ha trovato il veicolo finanziario giusto per fare il salto di qualità in mercati dove non recita un ruolo di primo piano: si tratta della società BKsee (Burger King south europe east) in cui un fondo d’investimento ha la maggioranza. I Paesi target sono Italia, Polonia, Romania e Grecia. Burger King è la seconda catena di fast food al mondo con 14mila ristoranti in 100 paesi.

Anche McDonald’s, in crisi negli Usa e nel mondo, ha deciso di inserire il Belpaese nei mercati strategici puntando a portare i ristoranti da 512 a 800 entro il 2020; l’americana del pollo fritto Kentucky fried Chicken ha appena aperto 2 punti vendita a Roma e Torino e sta firmando il contratto di affitto a Milano; nel Varesotto la catena a stelle e strisce Foodruckers, quella del fast food di lusso, ha aperto in punta di piedi due ristoranti nel Varesotto; le catene italiane Roadhouse grill e Old wild west (pur con le loro particolarità e con il servizio al tavolo) aprono nuovi negozi al ritmo di 15-20 l’anno.

In Italia i 127 ristoranti di Burger King fatturano tra 1-1,5 milioni ciascuno e impiegano 2.500 addetti. Invece il successo in Italia di McDonald’s (ma dopo anni di sofferenza) è stato guidato anche da una “italianizzazione” del menu. Burger King ne farà lo stesso? «I nostri punti di forza – risponde il general manager Italia – sono la carne alla griglia e la preparazione dei cibi in tempo reale. Anche Burger King offre panini con parmigiano reggiano o philadelphia e aumenteremo il peso delle eccellenze italiane». Lo sviluppo di Burger King sarà focalizzato al Centro Nord «al Sud – sottolinea Massimo Barbieri, operations e franchising director di Bksee ed ex direttore franchising McDonald’s – punteremo sull’affiliazione». Il capitale per gli aspiranti imprenditori franchisee è «il 40% degli 8-900mila euro necessari per avviare un ristorante. Noi però non c’entriamo niente con l’affitto dell’immobile che compete al rapporto diretto tra affiliato e proprietario dell’immobile». Mc Donald’s e Burger King operano principalmente con attività di franchising, ovvero nella medesima forma con cui si opera nella maggior parte del mondo del Retail canale Food, ovvero il canale supermercati.  La sfida tra i due giganti del fast food si appresta a scaldarsi nel nostro Paese, sino a quale punto? Vi saranno imprenditori che attualmente sono impegnati nel canale Retail e che, stanchi dei bassi ritorni, scelgono una nuova strada?

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