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Assobirra denuncia: mercato compresso dalle accise cresciute del 30% in due anni

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Questa volta a dire no alle accise è, unita, l’intera filiera della birra. AssoBirra, Confimprese, Confagricoltura e Fipe s’incontrano a Milano per presentare i risultati di uno studio di Format Research, che ha fotografato l’impatto che le tasse, in crescita del +30% tra ottobre 2013 e gennaio 2015, stanno avendo sul business di tutti: agricoltori, produttori (aziende di grandi dimensioni e micro birrifici), esercenti di bar e ristoranti, imprese della distribuzione e dei servizi. Un esercito di circa 136 mila persone, per le quali ogni nuovo punto percentuale di aumento delle accise suona oramai come un campanello d’allarme per il proprio futuro lavorativo. Nei primi 5 mesi dell’anno i consumi di birra in calo del -3%. E sul sistema delle accise si denuncia un’anomalia tutta italiana: in nessun altro Paese europeo la birra viene penalizzata come da noi (unica bevanda da pasto a pagarla, anche a livelli alti, mentre il vino non la paga). Intanto, le tasse rallentano anche il fenomeno di crescita dei micro birrifici (dal +20-25% ad appena un +4%), mentre con accise più basse si potrebbero generare dai 3.000 agli 11.000 nuovi posti di lavoro.

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