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Un periodo estivo per un po’ di “ozio creativo”

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Ci siamo, i primi giorni d’estate si avvicinano; estate sinonimo di relax, ferie e vacanza. Prima del congedo per un meritato riposo noi formatori approfittiamo di questa “calma da prestazione” del mese di Giugno e Luglio, per organizzare (anche per noi stessi) momenti formativi di riflessone e di studio, non solo per i nostri clienti ma anche per noi stessi. E’ un momento dell’anno da dedicare al meglio alla nostra formazione, a quella che noi chiamiamo “ecologia personale”. Perché lo facciamo?

Per rispondere credo sia utile una breve premessa: con il collega Enrico Carosio spesso ci siamo interrogati sulle dinamiche che ogni giorno affrontiamo nelle organizzazioni, nelle società, tra colleghi manager, tra soci; ormai viviamo in un mondo di tale complessità relazionale nel quale molte persone si sentono disorientate, bloccate, incapaci di percepire il senso del propria vita lavorativa, a volte della propria esistenza. Spesso sole. E questa solitudine alcune volte potrebbe diventare difficile da gestire.
Da qui una delle risposte che ci siamo dati è quella di trovare dei momenti rigeneranti per affrontare al meglio questa “solitudine confusa”. Questi momenti non sono un bisogno di sistemare delle patologie personali ma una necessità di tempo impiegato bene per ritrovare il giusto orientamento del sé, per ri-scoprire strategie e comportamenti più efficaci per la vita personale e professionale. Riscoprire e riscoprisi appunto …. esistono già e rischiamo di…. non vederle più!!

Da anni abbiamo adottato questo sistema (con grandi benefici) e pensiamo che la più importante azione da fare sia quella del prendersi cura di sè. E questo periodo aiuta; un po’ di rallentamento, scuole e figli da scarrozzare non ce ne sono tra scuola e attività sportive. Addirittura alcuni di noi hanno i figli già in vacanza con i nonni o in vari campi scuola estivi o altro; i tempi sono decisamente più rilassati.
Dobbiamo crearci intenzionalmente degli spazi fisici e di pensiero per noi stessi; dobbiamo e possiamo “ingannare il tempo”, riuscendo a fermarci per qualche istante a rivedere chi siamo, a godere dello stare bene, da soli e/o con altri colleghi. Dobbiamo (e possiamo) comprendere concetti e acquisire strumenti in modo più efficace aumentando il nostro bagaglio culturale facendo fronte all’inerzia del nostro andare quotidiano. In questo periodo con alcune attività formative (studio e gioco) possiamo darci un’occasione unica per fare al meglio il nostro punto professionale, scoprire nuove visioni e nuovi punti di vista nello studio di nuove tecniche e metodi utili nella vita personale e professionale.

A proposito di questo “prendersi cura di sé”, per ritrovare nuovi spazi per sognare, per creare, per iniziare nuove avventure – per provocarvi un po’ – mi lascio ispirare – e ve lo giro – da un concetto molto caro ad un sociologo italiano Domenico De Masi a proposito di … ozio – creativo. (tra l’altro ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte e di conoscerlo personalmente nelle sue varie conferenze che ho frequentato)
Riassumendo in poche parole vi trasmetto il concetto che vuole esprime nel libro De Masi (libro che vi invito a leggere – Ozio Creativo – edito da Rizzoli – Collana Superbur – psicologia per tutti): esiste un ozio dissipativo, alienante, che ci fa sentire vuoti e inutili. Al contrario, esiste un ozio attivo, che ci fa sentire liberi e che è necessario alla produzione di idee, così come le idee sono necessarie allo sviluppo della società. Ecco come diventa importante prendersi del tempo, ingannarlo per studiare, riposare, lasciar andare il nostro cervello per scoprire nuovi spazi creativi e riscoprire il gusto della nostra potenzialità.

Oggi sono richieste ad ognuno di noi prestazioni nuove e sempre più al passo con i tempi: la maggior parte della fatica manuale è eseguita dalle macchine, a noi ci è maggiormente richiesto di essere fantasiosi e innovativi. Sempre di più i confini tra lavoro, studio e gioco si confondono. Questa fusione genera l’ozio creativo. Una situazione nella quale si lavora senza accorgersi di farlo. Il piacere e dovere insieme. Imparando l’arte dell’Ozio creativo riusciamo a mescolare il piacere del gioco con il “dovere” dello studio e del lavoro, fino a farli diventare un tutt’uno in cui proprio perché si perdono i confini, si annulla la componente faticosa del lavoro e si recupera la componente creativa e utilitaristica della creatività derivante dal piacere del gioco.
Noi ci proviamo, soprattutto in questi mesi. Per chi fosse interessato si metta in contatto con noi, offriremo informazioni per tutte le nostre tappe del nostro cammino – ozioso e formativo – estivo.

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Stefano Gennari

Esperto di Formazione ed Organizzazione aziendale. E’ un selezionatore del personale per imprese. La società Selezione ORA Sas è specializzata in corsi di formazione per manager e consulenti.

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