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A dicembre Vinitaly arriva a Miami

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La “fame” che il mondo ha di made in Italy si rivela particolarmente tangibile nella richiesta di food. In questo settore dalle enormi potenzialità – si pensi solo all’aumento del consumo e della richiesta di prodotti italiani dai mercati emergenti – il vino la fa da padrone. Dei 10 miliardi di euro di fatturato registrati dal comparto vinicolo nel 2014, circa 5,1 sono derivati dall’export. L’Italia è il primo paese esportatore al mondo per milioni di ettolitri prodotti (20,5, il 21% del mercato mondiale) e secondo paese per valore; primo paese per volumi e valore negli Usa (con una quota di mercato del 35%) e in Germania (30%). In questo scenario le iniziative di promozione del vino italiano possono portare buoni frutti.

Questa convinzione sta alla base dei progetti di Vinitaly, l’evento italiano più importante del settore vino e la manifestazione di punta della fiera di Verona, e ben si sposa con il sostegno economico (triennale) di due milioni di euro che il Piano per la promozione straordinaria del made in Italy, attivato dal ministero dello Sviluppo economico, ha assegnato alla rassegna. «Il fondo servirà a finanziare progetti di internazionalizzazione, in particolare negli Stati Uniti, nel nord Europa e in Asia – spiega il direttore generale di VeronaFiere Giovanni Mantovani – e per sviluppare nuove iniziative di incoming di buyer stranieri a Verona». Sul fronte internazionale la scommessa più importante si gioca sui mercati asiatici – dove sta crescendo molto il consumo pro capite – e sul nord Europa. In particolare, in Cina sarà potenziata la presenza italiana all’Hong Kong International Wine & Spirits Fair (dal 5 al 7 novembre 2015), mentre per il 2016 c’è una novità: «Stiamo pensando ad un nuovo evento a Shanghai, con una formula non più concentrata sul b2b ma prevalentemente sul b2c – aggiunge Mantovani -. Vogliamo fare il contrario di quanto fatto finora, vogliamo cioè parlare molto di più al consumatore. Se si pensa che le importazioni di vino italiane in Cina sono solo il 5% del totale importato, possiamo immaginare quanto spazio di manovra abbiamo ancora da sfruttare».

Da segnalare poi il progetto che vede uniti Tuttofood, Cibus e Vinitaly alla fiera Fmi Connect di Chicago (da ieri fino all’11 giugno): uno specifico sostegno economico è stato assegnato a questo scopo dal Piano del Mise. L’alleanza per promuovere food & wine italiano in modo congiunto sarà realizzata anche a San Francisco il prossimo gennaio. «A Chicago faremo squadra – ha detto nei giorni scorsi il presidente di Veronafiere Ettore Riello – insieme a colleghi, istituzioni e imprese, divulgando l’unicità dei prodotti dell’agroalimentare italiano. Abbiamo tutte le carte in regola per conquistare il mercato statunitense e per raggiungere il traguardo dei 50 miliardi di export nel mondo entro il 2020». Il progetto di promozione comprende anche una tappa a Miami (a dicembre), che riguarda solo Vinitaly: «Abbiamo elaborato per Miami un format specifico basato su incontri b2b, walk around tasting e un wine bar – aggiunge Riello -. È stata scelta la Florida perché hub naturale per il Centro e Sud America, in cui vogliamo divulgare la cultura legata alle nostre eccellenze vitivinicole».

Sul fronte interno Vinitaly, forte dei numeri lusinghieri dell’edizione 2015 (4mila espositori, 150mila visitatori, 140 Paesi presenti), si prepara all’edizione 2016, la cinquantesima. «Quest’anno per attirare buyer stranieri abbiamo investito il 34% in più rispetto al 2014 – continua Mantovani –. Nel 2016 il sostegno del Mise si concretizzerà anche nel nuovissimo progetto Vinitaly Buyers and Importers Connect, un sistema di connessione stabile tra i vari attori della filiera, una sorta di community digitale e fisica per lo scambio di informazioni e di conoscenze sulle normative e sulle leggi vigenti». Intanto, c’è l’Expo a cui pensare: il padiglione Vino-A taste of Italy, sviluppato da Veronafiere-Vinitaly sta avendo un successo concreto. «Siamo molto soddisfatti – conclude il dg –, l’approccio è qualitativamente alto, abbiamo punte di 6mila visitatori al giorno nel week end e fino a 1.800 partecipanti ai testing».

Fonte: Il Sole 24 ore

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Claudio Zannetti

Consulente commerciale e marketing di esperienza pluridecennale nel settore non food. Ricopre il ruolo di referente commerciale di GDONews per il nord Italia.

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