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Coca-Cola presenta le bottiglie al 100% vegetali e riciclabili

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Il futuro, a volte, è questione di percentuali. E ci porterà presto, sugli scaffali del supermercato, la prima bottiglia in Pet fatta al 100 per cento con materiali vegetali. Tutta in plastica ma tutta riciclabile. E con una formula innovativa, senza i polimeri derivati dal petrolio usati per fare la plastica che conosciamo. Un salto in avanti enorme, presentato in anteprima ad Expo 2015. A farlo è Coca-Cola, che ha deciso di onorare così la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno.

La nuova bottiglia ecologica si chiama PlantBottle ed è un brevetto già registrato in tutti i Paesi dove Coca-Cola esiste. La sua plastica è estratta dai residui delle coltivazioni di canna da zucchero. E la cosa stupefacente è che, all’aspetto e al tatto, è identica alla bottiglia di oggi. «Tutto è iniziato nel 2009, quando lanciammo il Pet al 30 per cento vegetale: di quello ne sono stati venduti 35 miliardi di esemplari in 40 diversi Paesi», racconta Katherine Schermerhorn, direttrice del progetto. «La rivoluzione era eliminare il 70 per cento fatto con combustibili fossili e ci siamo riusciti. Avere materiali interamente di origine vegetale è una sfida che dal 2012 – nella Bioplastic Feedstock Alliance – vede al nostro fianco altre aziende come Nestlè, Ford e Nike».

La data in cui la nuova bottiglietta arriverà davvero nei bar e sugli scaffali non è prevedibile, ma la novità è concreta, si può già toccare, è stata approvata dalle autorità sanitarie. «Gli aspetti legali non sono secondari – dice Schermerhorn – ma ad essere enorme è l’impatto che la novità può avere su scala globale. Le nuove generazioni, dai “millennial” in poi, usano sempre più le bottiglie in plastica, che già oggi rappresentano il 60 per cento delle confezioni che vendiamo nel mondo».
Il punto non è tanto il riciclo, perché in questo Plantbottle si comporta esattamente come il Pet normale. L’obiettivo è fare bottiglie che non entrino in competizione con le altre risorse del pianeta. La plastica di domani sarà al 100 per cento vegetale. Fatta con prodotti che non si mangiano, che non è conveniente usare per produrre energia, che altrimenti bisognerebbe smaltire.

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