GDO News
Nessun commento

Ferrero apre il primo stabilimento in Cina, un mercato quasi vergine per il cioccolato

nutella

Ferrero apre il fronte asiatico con uno stabilimento di produzione in Cina, nella zona di Shanghai. Lo stabilimento sarà aperto entro l’autunno di quest’anno. La conferma ufficiale è arrivata ieri da Frederic Thil, ad di Ferrero Italia, a margine de Linkontro, meeting annuale della business community del largo consumo promosso da Nielsen.
“Lo stabilimento – ha detto Thil – occuperà, all’inizio, 200-300 addetti. Ma questo nuovo sito produttivo non toglierà produzione agli stabilimenti italiani: la fabbrica di Shanghai gestirà il processo di crescita dell’area». L’anno scorso dai quattro stabilimenti italiani sono stati esportati prodotti per 780 milioni, di cui una parte verso l’Asia.”

Quello cinese sarà il ventunesimo stabilimento della multinazionale di Alba, che sorgerà a circa 400 chilometri da Shanghai e che la produzione iniziale riguarderà il Kinder Joy (il Kinder Merendero italiano) e pochi altri prodotti: un’accelerazione graduale, come fa di solito Ferrero quando apre uno stabilimento in un nuovo mercato. Secondo alcune stime (non confermate) l’investimento potrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni. Una rivincita per Alba che, in passato, ha dovuto fronteggiare nei tribunali cinesi vari tentativi di imitazione della famosa pralina Rocher.
Ferrero conta in Cina una buona base di partenza (alcune stime indicano 150-200 milioni di fatturato), ma la campagna di Cina non sarà una passeggiata, perché almeno un paio di big dolciari sono presenti da decenni: si tratta di Mondelez China e Mars China. Gli americani (ex Kraft China) sono atterrati in questo Paese nel lontano 1984 e oggi contano 8 stabilimenti con 6.600 addetti e un centro di ricerca. Mondelez China, che opera negli snack, compresi biscotti, caramelle, gomme e bevande, è arrivata nel lontanissimo 1930 con Wrigley e nel 1993 ha inserito in portafoglio anche il cioccolato. Oggi Mars China conta 13mila addetti in sette stabilimenti e tre centri di ricerca.
Gli ultimi stabilimenti costruiti da Ferrero nel mondo risalgono a un paio di anni fa e sono localizzati a Manisa, in Turchia, e a San Josè Iturbide, in Messico, per un maxi investimento intorno ai 230 milioni.

Ferrero è già presente in Cina da molto tempo e, come conferma SUNNY ZHAO, Senior Brand Manager di Ferrero Cina, “oggi circa 200 dipendenti. Nel 2008 il marchio ha costituito una propria trading company, un team completo e indipendente che comprende un proprio ufficio legale e tutte le varie sezioni operative, quali la sezione marketing, finanza, vendite, Key account. Passo dopo passo, la squadra si è allargata, ma all’inizio era veramente piccola. Quando il primo ufficio Ferrero venne fondato a Canton nel 1998 si contavano appena 20 persone. Ai tempi di Canton, Ferrero aveva solamente un reparto vendite, mentre la sede centrale e il functional team erano localizzati a Hong Kong. Per quanto riguarda la nostra produzione, in Cina non abbiamo né joint venture, né produttori autorizzati. Tutti i nostri prodotti vengono importati dagli stabilimenti che Ferrero – come multinazionale – ha in diversi Paesi. Qualche esempio: i Ferrero Rocher e i Kinder Bueno sono prodotti in Italia, la maggior parte della linea Kinder in Germania e Kinder Joy in India.”

Per quanto riguarda il consumo di cioccolato in Cina, continua Zhao, “sebbene sia aumentato rispetto a pochi anni fa, il mercato è ancora di dimensioni modeste. In secondo luogo il consumatore cinese, seppure abbia iniziato a comprare più cioccolato, è ancora un consumatore inesperto. Per quanto riguarda i gusti, proprio perché il consumatore è ancora inesperto, è difficile identificare quale sia quello ‘preferito’. Su questo aspetto, curiose sono alcune conclusioni emerse dalle analisi di mercato condotte dal nostro team. Tra queste, che il cioccolato che piace alla mamma, sarà il cioccolato che piace al bambino (poiché i consumi dei più piccoli sono veicolati dalle scelte dei genitori); ancora, che buona parte dei consumatori ritiene che ‘il cioccolato alla nocciola faccia bene alla mente, quello fondente al cuore e che il cioccolato – in generale – aiuti a vincere la depressione’.”

Il principale concorrente di Ferrero è il cioccolato Dove, prosegue Zhao, “che appartiene al brand statunitense Mars. Non c’è da stupirsi. La linea di prodotti Dove è presente nel mercato cinese già da dieci anni; inoltre propone numerosi gusti, che incontrano e soddisfano il palato dei consumatori cinesi, non ancora abituati a riconoscere la qualità del cioccolato. Altri potenziali concorrenti – ancora in fase iniziale, ma che stanno investendo molto per penetrare il mercato cinese – sono i brand europei, come Lindt e Godiva.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su