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Crisi Coopca: Aspiag verso l’acquisto di alcuni punti vendita

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Un’ancora di salvataggio per CoopCa potrebbe avere il marchio Despar. Sono ore frenetiche di trattative, ma quel che è certo, è che Aspiag si prepara a entrare da protagonista nella partita della cooperativa carnica e non solo.

Anche in quella delle Coop operaie di Trieste, per cui, riferiscono fonti interne a Despar, sarebbero già state messe nero su bianco proposte di acquisto per 8 negozi. Su entrambi i fronti, comunque, sono imminenti offerte vincolanti, tanto che il Gruppo accelera e punta a far ripartire a pieno ritmo nel giro di pochi mesi le attività che verranno rilevate. Per CoopCa i tempi saranno forse più lunghi, ma Aspiag avrebbe in tasca nuove proposte irrevocabili di acquisto per i supermercati della cooperativa, che si aggiungerebbero a quelle già depositate per tre punti vendita: Marcon nel Veneto e i due negozi di Tolmezzo.

I dettagli saranno resi noti domani nel corso di una conferenza stampa in cui Despar annuncerà il programma degli investimenti per il 2015 e le prossime acquisizioni. Ma ieri al marketing meeting “Guardare vicino, vedere lontano”, organizzato da Aspiag service nella H-Farm (l’incubatore di nuove imprese del settore agroalimentare) a Roncade, la stretta di mano tra la presidente del Fvg Debora Serracchiani, il presidente di Aspiag, Rudolf Staudinger, e gli amministratori delegati Antley, Kolz e Freschi pare abbia già suggellato idealmente un’intesa in grado di tirare fuori le due cooperative regionali dalla palude del crac.

A Roncade la presidente Serracchiani ha sottolineato il «forte e positivo coinvolgimento di Aspiag in diversi progetti territoriali, a partire dall’adozione della Latteria di Castions di Strada, grazie alla quale i prodotti lattiero-caseari locali vengono venduti in una decina di punti vendita Despar del Medio Friuli». E poi ha lodato la «dinamicità della catena Despar, che prima di altri ha puntato sui negozi di piccola e media dimensione leggendo anticipatamente la crisi dei grandi centri commerciali».

Non si sa come e quanto la boccata d’ossigeno si dividerà tra CoopCa e Coop Operaie, quel che è certo è che l’intervento potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro della realtà carnica, alle prese con un piano concordatario lacrime e sangue, e circa 3 mila soci che guardano con apprensione alla scadenza del 20 giugno. La data segna la vera dead line della corsa, quando nell’auditorium della Regione a Udine sarà convocata l’adunanza dei creditori che sulla base delle offerte sopraggiunte dovranno decidere se accendere la luce verde o meno sulla procedura concordataria.

Intanto prosegue la maratona del consiglio di amministrazione di CoopCa verso l’approvazione del bilancio, attesa a giorni, e per cui era stata chiesta una proroga. La fase è delicata e il documento si annuncia pesantissimo. Impietoso, come tutti i bilanci delle società in liquidazione, l’esercizio 2014 evidenzia perdite per 14 milioni di euro, a cui vanno aggiunti due milioni di euro di avviamenti e le svalutazioni immobiliari. Il consiglio di amministrazione conferma che si sta lavorando per «salvare il salvabile» e che «stanno arrivando nuove offerte da parte del mondo delle cooperative e dei privati della grande distribuzione» come spiega il consigliere Paolo Rizza.

L’obiettivo è quello battere il tempo e di portare il piano concordatario prima del 20 giugno a quei 32 milioni di euro che costituiscono la soglia di soddisfazione dei creditori privilegiati, un requisito essenziale per la sostenibilità della procedura.

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