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Coop, Conad ed i progetti di espansione all’estero

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Pochi giorni fa Francesco Pugliese, il Direttore Generale di Conad, era ospite di Oscar Giannino a Radio 24 nel simpaticissimo programma “La versione di Oscar” spiegando il perché i Retailers stranieri erano arrivati in Italia, e noi non siamo mai stati capaci di andare all’estero con un nostro format.

In effetti, negli ultimi anni, complice la crisi, ma non solo, diverse aziende Retail italiane hanno deciso di guardare verso il mondo e di esportare il proprio prodotto. Ci si è sempre domandato com’era possibile che un Paese come il nostro, con la cultura enogastronomica che abbiamo, non fosse mai riuscito ad espandersi nel mondo.

Pugliese ha spiegato, durante la trasmissione, che l’Italia ha perso venti anni di tempo e che solo adesso si è organizzata per pensare ad un mercato che vada ben oltre i confini territoriali. Ha in parte ragione, ancora oggi i vecchi imprenditori, quelli che negli anni ’60 hanno costruito la moderna distribuzione, compiendo uno sforzo imprenditoriale intenso e per quei tempi innovativo, non sono in grado di vedere il business lontano dai nostri confini. Se vogliamo passare in rassegna l’età degli imprenditori che sono ancora la spina dorsale della GDO italiana ci renderemo conto che hanno una età piuttosto avanzata, continuano ad essere le medesime brillanti persone che hanno costruito la distribuzione alimentare nel nostro Paese. I manager, quelli almeno, negli ultimi dieci anni sono cambiati, e le nuove generazioni (si parla sempre di uomini intorno ai 50 anni) in effetti hanno oggi le redini delle aziende in mano. Si pensi giusto a Pugliese o a Pedroni, i quali hanno, di fatto, iniziato un percorso verso l’estero.

In realtà Giannino e Pugliese hanno parlato di export ma lo hanno fatto in maniera sensibilmente diversa. Giannino chiedeva di esportare un modello Retail, Pugliese rispondeva spiegando che si è perso il momento buono e che ora c'è la volontà (del Retailer) di esportare i prodotti in Private Label, non il modello Retail (podcast).

Sono due cose molto diverse.

Qualche mese fa Conad dichiarò di essere sbarcata in Cina con prodotti inseriti in “Vending Machine” presso aeroporti e grandi stazioni, all’interno delle quali, oltre a prodotti tipici della cultura cinese, venivano inseriti i prodotti a marchio Sapori e Dintorni. Negli Stati Uniti la stessa Conad aveva ( o ha) dei corner presso un retailer locale di prodotti italiani, rappresentati degnamente dalla linea Sapori e Dintorni. Qualche settimana fa il gruppo Lidl ha dichiarato che vuole fare business negli Stati Uniti, dove già è presente Aldi, il suo più temibile competitor. Con questo non si vuole mettere a confronto Lidl (Gruppo Schwarz) con Conad, ma semplicemente dire che uno esporta un modello Retail, l’altro prodotti.

Conad ha esportato il modello Retail in Albania, questo è vero. Crai ha esportato il modello Retail in Svizzera. Questi sono esempi, sebbene semplici, di esportazione di modello Retail.

Coop Italia ha da pochi giorni, ma si sapeva da mesi, dichiarato che è nata una società dedicata che vuole fare export e che sta guardando in estremo Oriente. L’obiettivo è vendere il prodotto Fior Fiore in corner esattamente come Conad. Non si sta parlando di costruire punti di vendita ad insegna Coop in Cina.

Martedì 5 Maggio, presso la fiera tutto Food a Milano, nell’ambito dell’evento Shop 2015, il sottoscritto interverrà ad un dibattito dove si parlerà di grande distribuzione italiana ed export. Il presupposto secondo cui è incredibile che una cultura così conosciuta come la nostra nel cibo non sia mai stata in grado di dare l’impulso al settore Retail di esportare è in realtà da capovolgere: essendo l’Italia un Paese la cui cultura enogastronomica è riconosciuta nel mondo come di qualità, non si è mai riusciti a concentrare i propri sforzi nell’esportare un modello Retail; è quindi vero l’esatto contrario, è più difficile per noi esportare un modello Retail. Vedere un’insegna italiana all’estero avrebbe dovuto significare vedere i prodotti italiani all’estero.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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