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Come il modo mobile sta cambiando i servizi alla gdo: rivoluzione silenziosa che rischia di spiazzare interi settori (vedi esempio Uber)

bemyeye

E’ tipico del nostro Paese (ed anche di buona parte dell’Europa) farsi spiazzare dalla tecnologia che sta rivoluzionando sempre di più i nostro stile di vita, le nostre abitudini e ultimamente anche il modo di trovare lavoro anche in modo informale. Eclatanti sono stati nell’ultimo anno gli esempi di Uber e Airbnb che stanno velocemente mettendo in crisi due settori tradizionali, quello dei taxi e quello degli hotel.

Le reazioni a queste innovazioni sono state spesso scomposte e orientate a proteggere settori che non vogliono sntir parlare di concorrenza.

Anche nel nostro mondo della distribuzione i servizi che fanno forza sulla possibilità per il privato cittadino di rimediare informalmente e senza troppi problemi un lavoro, tra l’altro in una fase economica difficile, stanno cominciando ad affacciarsi sul mercato. E’ importante non sottovalutare questi nuovi strumenti per non trovarsi spiazzati davanti a interi settori economici che cambiano rapidamente, cambio che, l’esperienza insegna, è quasi impossibile contrastare.

Un esempio è una nuova app per dispositivi mobili, BeMyEye, che permette agli iscritti (circa 60.000 ad oggi), grazie alla geolocalizzazione, di svolgere alcuni piccoli lavori come eseguire ricerche di mercato e verifiche nei negozi in massimo un’ora. Il guadagno? Dai 5 ai 15 euro.
Cosa significa per la distribuzione e l’industria? Pensate di aver bisogno di un rilevamento prezzi di un prodotto di una certa marca in una certa area, commissionare BeMyEye ed ottenere un report nel giro di qualche ora. E pensate ora ai metodi tradizionali con cui si svolgono queste operazioni.
Questo è solo l’esempio di quali cambiamenti può generare l’ instant-job, che al momento non è nemmeno preso in considerazione da istituzioni e mondo delle imprese.

Altro servizio che promette sviluppi interessanti è PayPerShopping, piattaforma online italiana appena decollata per i «personal shopper», cioè persone che fanno fisicamente la spesa al supermercato al posto del cliente. Ovviamente dietro compenso.
Se pensiamo agli anni di dibattiti e tentativi più o meno riusciti di inventarsi un servizio di consegna a domicilio della spesa e ai problemi che i principali reatiler hanno incontrato nel cercare di implementare questi tipi di servizio senza rimetterci un sacco di soldi, cominciamo a farci una idea di come idee semplici e la tecnologia che già abbiamo sul nostro comodino la notte, se non si tiene alto il livello di attenzione rischia di vanificare investimenti enormi nel giro di qualche settimana (non mesi o anni).

Vedremo se la reazione nel mondo della gdo sarà simile a quella di altri settori economici che si sono chiusu su se stessi cercando di difendere posizioni “privilegiate”, o se qualcuno troverà il modo di sfruttare queste nuove offerte tecnologiche a proprio vantaggio e a vantaggio dei propri clienti.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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