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«Olio, si trova qualità anche nella grande distribuzione»

olio oliva

Granieri, presidente di Unaprol: «I dati dicono che il consumatore sa orientarsi tra gli scaffali L’eccellenza è legata alla vendita diretta nei frantoi»

Olio e grande distribuzione, per vendite primeggia la Lombardia ma il 66% del prodotto sugli scaffali è venduto in promozione.

Secondo i dati diramati da Unaprol e Sol&Agrifood, nel 2014 sono stati venduti 154 milioni di litri di extra vergine, per un valore di 634 milioni di euro, circa 3 milioni di litri di oli Dop Igp, che valgono circa 31 milioni di euro a cui si devono aggiungere 2 milioni di oli bio, per un valore di 18 milioni di euro e 22 milioni di 100% italiano, per 111 milioni di euro. Per vendite, tra le regioni italiane, primeggia la Lombardia, con 24 milioni di litri venduti, per un valore di 103 milioni di euro, seguita dal Lazio con 17 milioni di litri, che corrispondono a circa 63 milioni di euro e dalla Toscana con 15 milioni di litri, per un valore complessivo di 62 milioni di euro.

Le vendite degli oli dop e igp si concentrano prevalentemente nel Nord Italia con in testa la Lombardia, con quasi 778mila litri venduti per circa 9 milioni di euro, prima anche per vendite di extravergine biologico con 567mila litri venduti, per un fatturato di circa 5 milioni di euro; segue l’Emilia Romagna con 265mila litri per 2 milioni di euro, la Toscana con 254mila litri ed un fatturato di circa 2 milioni di euro e il Veneto con 248mila litri ed 1,9 milioni di euro. La Toscana con 5 milioni di litri e un fatturato di 23 milioni di euro in testa con il 100% italiano.

«I dati evidenziano che il mercato dell’olio ha diverse qualità e che il consumatore è in grado di incrociarle sullo scaffale», spiega David Granieri, presidente di Unaprol, «in queste qualità, bisogna però sottolineare che non è compreso il segmento riferito all’eccellenza dei territori italiani, che è legato al fenomeno della vendita diretta. In Veneto», chiarisce Granieri, «l’andar per frantoi è una prassi consolidata e non viene utilizzata quindi largamente la grande distribuzione come canale. Ma è proprio questa caratteristica che ha permesso all’olivicoltura veneta di diventare la cerniera con il mercato del nord est europeo. In sostanza la capacita degli olivicoltori veneti è stata quella di accorciare le distanze tra il nord e il sud con un’olivicoltura autoctona, colmando la forte domanda che proviene dal mercato del nord Europa Austria e Germania».

Da rilevare poi che il 66% dei volumi, nel 2014, è stato venduto in promozione. «Ciò significa», aggiunge Garnieri, «che l’olio continua ad essere trattato come prodotto civetta. All’interno della grande distribuzione bisognerebbe incentivare maggiormente le politiche di differenziazione in grado di esprimere una profondità di gamma ed una conseguente maggiore valorizzazione delle produzioni che consenta di rispondere ai bisogni più evoluti dei consumatori».

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Claudio Zannetti

Consulente commerciale e marketing di esperienza pluridecennale nel settore non food. Ricopre il ruolo di referente commerciale di GDONews per il nord Italia.

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