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Il Friuli Venezia Giulia tenta Pasta Zara con la «delocalizzazione all’italiana»

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Tre o quattro mesi per valutare la proposta ricevuta direttamente dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Pasta Zara, colosso dell’export Made in Italy (290mila tonnellate vendute nel 2013 in 116 Paesi, 263 milioni di fatturato) ha detto in passato ripetuti no alla delocalizzazione produttiva. Diverso sarebbe un trasferimento in una regione confinante al Veneto, dove l’impresa ha casa, nel paese di Riese Pio X, provincia di Treviso.

Ed è questa l’ipotesi attualmente sul tavolo, vagliata in ogni aspetto da una squadra di commercialisti ed esperti. Il trasferimento riguarderebbe la sede legale, senza alcuna ricaduta sull’assetto produttivo e organizzativo, men che meno sull’occupazione.

Il Friuli VG tenta Pasta Zara con la «delocalizzazione all’italiana»

Pasta Zara, primo esportatore italiano di pasta e secondo produttore nazionale, gestita dalla famiglia Bragagnolo, ha oggi tre siti produttivi: otto linee in Veneto, cinque in provincia di Trieste e nove a Rovato, Brescia, dove nel 2010 è stato rilevato il pastificio Pagani salvaguardando tutti i posti di lavoro. Tre poli dislocati in maniera strategica nel nord Italia, in modo da permettere trasporti veloci e logistiche mirate, e portare sulle tavole una pasta completamente Made in Italy. La nuova area logistica realizzata nello stabilimento trevigiano è un gioiello di modernizzazione, con un magazzino autoportante da 25mila posti pallet che ha consentito la riorganizzazione e la razionalizzazione interna della produzione. Il piano di sviluppo prevede un progetto analogo anche per lo stabilimento di Muggia, dove si prevede di toccare la cifra record di 66mila posti pallet. Nel 2013 l’operazione che ha visto entrare nel capitale sociale la merchant bank Simest (14,8%), affiancata a Friulia (detentrice del 10,3%), la finanziaria della Regione Friuli VG da dove ora arriva l’invito a un passo ancora più deciso.

Una questione di principio, fondamentalmente: «Già 12 anni fa, quando abbiamo aperto lo stabilimento di Muggia, Trieste, erano arrivare offerte dalla Slovenia, che ci aveva fatto presente i numerosi vantaggi di cui l’azienda avrebbe potuto godere in caso di delocalizzazione. Abbiamo detto no», raccontano nel quartier generale trevigiano di Pasta Zara. Diverso sarebbe il passaggio in una regione a statuto speciale, sempre in Italia: «La differenza non sarebbe la quantità di tasse pagate, ma la loro destinazione: grazie all’autonomia somme maggiori resterebbero legate al posto nel quale sono prodotte». E se l’obiettivo dichiarato è quello di restituire al territorio quanto più possibile in termini di ricchezza, un dato che può fare la differenza.

Per la regione, quella dell’attrazione delle sedi legali è una battaglia iniziata da tempo: lo scorso anno, per trattenere in Friuli VG le tasse del centro commerciale Tiare shopping aperto a Villesse, la società proprietaria si era trasferita da Carugate, in Lombardia, a Villesse; la scelta di pagare i propri F24 in regione aveva consentito di di lasciare sul posto anche i nove decimi dell’Iva.

 

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Claudio Zannetti

Consulente commerciale e marketing di esperienza pluridecennale nel settore non food. Ricopre il ruolo di referente commerciale di GDONews per il nord Italia.

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