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La verità su De Cecco: l’azienda è sana o in crisi? La risposta dell’analista finanziario

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La pasta De Cecco è uno dei tesori enogastronomici del food made in Italy. E’ presente in tutto il mondo, dagli USA alla Russia dove, dopo aver comprato 3 stabilimenti qualche anno fa, è diventato uno dei principali player di un Paese che è il quarto consumatore di pasta nel mondo. In Italia lo scorso anno la De Cecco, con importanti operazioni promozionali in alcune parti del Paese, è riuscita a chiudere l’anno ancora una volta con un saldo attivo in un momento dove la merceologia vive stagnazioni pericolose, con cali a volume costanti.  Eppure, nonostante tutti questi obiettivi successi dell’azienda, ci sono forti voci di una azienda in crisi, in cerca di un acquirente, e con diverse aziende del settore interessate. E’ un vociare insistente da diversi mesi, negli uffici della DO e della GD, la parola De Cecco non è più solo rivolta ad interesse verso un player importante del mercato, ma è spesso chiamata in causa per approfondire tentativi di sapere qualche cosa in più relativamente ad una azienda che è considerata da troppe voci in crisi. Ma sarà vero tutto ciò? Una maniera per saperlo c’è, i Bilanci dell’azienda possono venirci in aiuto, se analizzati in un vasto arco temporale. Per fare ciò ci siamo rivolti al dott. Di Napoli, analista AIAF, esperto in materia finanziaria di Grande Distribuzione, e senior partner della società Obiettivo valore Srl, e co-autore di due libri sugli Ipermercati e sui Discount pubblicati sul nostro portale.

D: Dott. Di Napoli tutte queste voci sulla De Cecco possono essere veritiere se si analizzano gli ultimi anni di Bilanci aziendali?

R: Diciamo che in effetti bisogna ammettere che c’è uno sfasamento (squilibrio) fra attivo e passivo corrente, di circa 75 mln € a fine 2013 (ultimo Bilancio disponibile), originato dal fatto che sono stati fatti molti investimenti (che assorbono il 94% del fatturato, contro un dato di settore del 35%, come dire che l'impresa ha investito tre volte di più dei concorrenti in rapporto al giro d'affari) sostenuti anche da debiti a breve termine, cosa che finanziariamente non è corretta. Nella valutazione del rischio finanziario dobbiamo però tenere conto anche di altri aspetti, che nel caso specifico, tendono ad attutire la situazione sopra descritta.

D: Cosa intende dire?

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