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Crac CoopCa, spunta una super-cordata di cooperative per salvare il gruppo

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L’ultima spiaggia per evitare alla CoopCa le secche mortifere del fallimento è una supercordata composta dal mondo cooperativistico. Il tamtam si rincorre da giorni, intrecciando telefonate, incontri, mail in una forsennata corsa contro il tempo. Il 17 marzo, infatti, il Tribunale di Udine dovrà essere in possesso dei documenti necessari relativi all’attestazione del Piano di fattibilità di ristrutturazione e alla linea difensiva del cda per decidere l’ammissibilità alla procedura di concordato che scongiurerebbe il fallimento.

«In questa fase – sono le parole del presidente di Coop Nordest, Paolo Cattabiani – è preferibile non dire nulla. È un momento troppo delicato per sbilanciarsi: credo sia preferibile pronunciarsi quando il “si” o il “no” saranno una certezza. Gli interessi in campo, ma soprattutto i lavoratori e i soci fornitori, sono tali da suggerirci la massima prudenza. Insomma, un bel tacere…».

Da parte sua, il presidente di Legacoop del Friuli Venezia Giulia Enzo Gasparutti, sottolinea che la questione è che il mondo delle coop si sta ponendo il problema di salvare quello che a questo punto si può salvare. Come dire anche, che «non c’è un interesse, ma un senso di responsabilità che riguarda non soltanto la Lega coop, ma più in generale le centrali cooperative, vale a dire l’alleanza tutta delle cooperative italiane».

«In questa regione – sono ancora le sue parole – stiamo ragionando su un percorso unitario del mondo coperativistico. È chiaro che per quanto riguarda CoopCa c’è poco tempo a disposizione. Diciamo allora che in questo preciso momento non siamo in grado di dire nulla e qualsiasi cosa commentassimo non avrebbe alcun valore. Lo ribadisco: siamo consapevoli che i tempi sono stretti per un progetto di salvataggio. L’obiettivo è capire cosa e fino dove potremo salvarla». E della partita, sempre stando ai rumors di questi giorni, ci potrebbe essere anche la Conad, (Consorzio nazionale dettaglianti), un’altra società cooperativa attiva nella grande distribuzione organizzata. «Conad? Non so – afferma ancora Gasparutti – se farà parte della possibile, eventuale cordata. Stiamo tentando di costruire un sistema regionale che deve capire se è in grado di intervenire in una situazione così complessa. Nulla di più, perché – come detto – non c’è ancora nulla di certo».

L’interesse del mondo cooperativo a fornire un’ancora di salvezza a CoopCa è dunque evidente. Sergio Bini, dell’ufficio di presidenza di Legacoop Fvg – sostiene che bisogna capire il binomio CoopCa uguale Alto Friuli. Il che significa – precisa – comprendere che i questa vicenda la territorialità è estremamente importante. «Il mondo della cooperazione – è l’auspicio dello stesso Bini – deve assolutamente darsi da fare per la salvaguardia dell’occupazione in primis e di conseguenza di un’importante realtà economica come la CoopCa. Anche realtà come Euro & Promos sono disponibili a dare una mano al sistema cooperativistico per la salvaguardia occupazionale, per la difesa del territorio e per il suo sviluppo».

E intanto, in tutta la Carnia cresce l’attesa per la decisione del Tribunale di Udine. Donatella Iob, presidente del Comitato per la difesa dei soci consumatori, si limita a dire che «siamo costretti a essere ottimisti e fiduciosi in una soluzione positiva».

Fonte : Messaggero Veneto

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Claudio Zannetti

Consulente commerciale e marketing di esperienza pluridecennale nel settore non food. Ricopre il ruolo di referente commerciale di GDONews per il nord Italia.

Q COMMENTO
  1. Gian Franco

    Che fine faranno i soldi versati dai Soci nei libretti del prestito sociale?
    Come saranno tutelati i Soci prestatori?

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