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Balocco, dai panettoni agli snack una ricetta che funziona all’estero

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Esplora il significato del termine: Investimenti di 30 milioni in quattro anni per cambiare il menu. La famiglia punta su logistica, nuovi impianti e più exportInvestimenti di 30 milioni in quattro anni per cambiare il menu. La famiglia punta su logistica, nuovi impianti e più export

Prelibatezze e robotica. Balocco investe 30 milioni per aumentare la capacità degli impianti e introdurre nuove tecnologie. L’azienda di Fossano in provincia di Cuneo negli ultimi dieci anni ha mantenuto un tasso di sviluppo costante, ha raddoppiato le dimensioni, e ora si prepara a far il salto sui mercati esteri e ad affrontare un’ulteriore fase di crescita in settori nuovi della pasticceria. «Abbiamo lanciato i wafer — spiega il presidente Alberto Balocco — ora stiamo preparando nuovi snack dolci, dedicati al consumo fuori pasto. La ricetta è segreta posso dire solo che si tratta di biscotti arricchiti. Diversifichiamo per raggiungere nicchie di mercato a maggior valore aggiunto senza tradire l’anima dolciaria e l’esperienza nel settore bakery che caratterizzano la nostra storia».

Nuova generazione

Il presidente, con la sorella Alessandra, rappresenta la terza generazione della dinastia piemontese nota per il panettone. I Balocco, a differenza di altre famiglie dell’imprenditoria dolciaria, sono riusciti a trovare una strategia per non soccombere al ridimensionamento del mercato dei dolci per le feste dopo l’ingresso dei prodotti private label.

«Abbiamo iniziato un processo di destagionalizzazione già negli anni Duemila — racconta Balocco —. I prodotti da ricorrenza costringono a concentrare il contatto con i consumatori in un paio di momenti all’anno, troppo poco. Così dopo un’attenta analisi di mercato abbiamo scelto come percorso prioritario la prima colazione. I biscotti in dieci anni hanno dato un contributo alla crescita dei ricavi del 260%. E non perché i prodotti da ricorrenza siano stati trascurati: sono cresciuti dell’80%».

L’azienda di Fossano nei frollini ha una quota dell’8% ed è seconda in Italia solo a Barilla. Nei panettoni, Balocco è seconda a Bauli con una quota di mercato del 14%.

Secondo l’imprenditore questi risultati sono stati raggiunti grazie a «un treno di iniziative: investimenti finalizzati a massimizzare l’efficienza, trasformazione dei costi variabili legati al lavoro in impegni fissi sulla qualità del prodotto e degli ingredienti». Negli ultimi dieci anni Balocco ha investito in tecnologia oltre 44 milioni. Grazie all’automazione e alla robotica l’efficienza produttiva (misurata in tonnellate per ora lavorata) è migliorata dell’82% senza incidere sull’organico. Il numero medio di addetti dal 2012 a oggi è salito da 300 a 323 e il numero massimo di occupati nei picchi stagionali è passato da 366 a 440.

«Siamo entrati sul mercato dei biscotti con il cosiddetto “smart price”, cioè un prezzo intelligente rispetto al formato». Oggi i frollini rappresentano il 53% del fatturato Balocco che a sua volta è passato dai 60 milioni nel 2006 a 165 milioni del 2014. «Il nostro nuovo piano industriale — prosegue Balocco — prevede nei prossimi quattro anni 30 milioni di investimenti sul sito di Fossano distribuiti in tre step: il primo è l’introduzione di nuove tecnologie e l’espansione del 47% della capacità produttiva nell’area della ricorrenza».

Export

Il secondo prevede lavori infrastrutturali di miglioramento della viabilità interna per accogliere l’incremento dei mezzi pesanti. Il terzo step, «il più importante, prevede l’ampliamento di 14 mila metri quadri del settore dei prodotti continuativi». A fine piano lo stabilimento di Fossano aumenterà la metratura dagli attuali 44 mila metri quadri a 60 mila .

Il piano industriale prevede anche lo sviluppo della quota di export oggi attestata intorno al 12-13% con il lancio di nuovi snack dolci dedicati al consumo non domestico.

Escluse invece le acquisizioni. «Ci propongono in continuazione azienda da comperare, preferiamo crescere per linee interne in maniera metodica passo dopo passo, siamo all’antica, abbiamo paura dei debiti e abbiamo una visione industriale non finanziaria del nostro business».

Una delle fortune dei Balocco è anche l’unità di vedute in famiglia. «Il passaggio alla terza generazione — precisa Alberto — che spesso genera turbolenze da noi è stato semplice perché mio padre era a sua volta figlio unico e dunque non ci sono altri rami nella proprietà, e io e mia sorella siamo molto coesi».

Fonte: Corriere della sera Finanza e Risparmio

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Claudio Zannetti

Consulente commerciale e marketing di esperienza pluridecennale nel settore non food. Ricopre il ruolo di referente commerciale di GDONews per il nord Italia.

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