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IRI: i dati definitivi dell’anno più difficile suddiviso per format

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Che il mercato non sta correndo è cosa nota, però sarebbe troppo superficiale dare una spiegazione generica dello stato dell’essere senza analizzare in profondità le performance per formato. Le ragioni della crisi dei fatturati della Grande Distribuzione sono sostanzialmente da attribuire a tre fattori:

il primo è sicuramente un potere di acquisto del consumatore che va a singhiozzo, lasciandosi andare nelle ricorrenze ma sempre con parsimonia, e di estrema attenzione nel resto dell’anno. La situazione generale influisce in maniera determinante: un tasso di disoccupazione rilevante, scarso ottimismo verso il futuro, un minor potere di acquisto per l’aumento del costo della vita e minor disponibilità, insomma un generale stato di contrazione che accomuna tutti i Paesi in crisi economica.

Il secondo fattore è la crisi dei formati. Esistono modelli di business che sono definitivamente obsoleti rispetto alle esigenze del consumatore. Negli ultimi quindici anni c’è stato un radicale cambio del mercato e una profonda evoluzione del consumatore. Da un lato la crescita sostenuta del Retail di diversi settori del non alimentare che hanno generato competitività aperta con l’offerta degli Ipermercati. Dall’altro la possibilità di avere una molteplicità di opzioni di acquisto in termini di modalità. In tale ambito va quindi analizzato l’andamento di ciascun format, allontanandosi dall’abitudine di riassumere gli andamenti riunendo le varie tipologie di offerta.

Il terzo è la capacità di sapersi aggiornare anche dei modelli di business che riscuotono il successo del consumatore. Le organizzazioni aziendali, complice anche il Legislatore che non permette molta elasticità nel cambio del personale, devono spesso compiere le necessarie evoluzioni con il materiale umano che si ha a disposizione. Talvolta, in un ambito di estrema competitività, la qualità manageriale deve spiccare e non sempre si riscontra tale elemento in alcuni ambiti.

Detto ciò è doveroso puntualizzare che sebbene molte strutture della DO stiano vivendo una situazione patrimoniale delicata, anche se appartenenti a modelli di business che riscuotono il consenso del consumatore, a causa degli errori del passato (per svariati motivi, dai mancati incassi di crediti divenuti inesigibili verso i propri affiliati falliti o in seria difficoltà, oppure per la definitiva discesa dei fatturati di strutture non competitive, o per investimenti che non hanno portato i profitti previsti) e a causa del cambio di atteggiamento del sistema del credito, vi sono però diverse aziende che hanno come core business formati in evidente crisi di numeri di ritorno che, invece, hanno i Bilanci in ordine (anche qui per svariati motivi, dal sostegno che ricevono dagli Head Quarter internazionali, oppure per un radicale cambio di assortimento ed ottimizzazioni interne) a riprova che i numeri statistici sono importanti ma ancor più importanti sono le strategie aziendali.

Un vecchio detto dice “Il Bilancio è la Pagella del manager”.

Fatto questo preambolo andiamo a verificare cosa ci dice IRI Infoscan relativamente alla chiusura dell’anno 2014 a confronto con il 2013.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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