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E’ scomparso Michele Ferrero

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Pubblichiamo qui sotto un articolo tratto dal sito www.dissapore.com sulla bella storia della ditta Ferrero. GDONews saluta così un genio italiano, che ha saputo rafforzare la nostra storia enogastronomica in uno degli aspetti più emozionali dei consumatori: il cioccolato. Il suo genio in Italia, come nel mondo, ha saputo regalare a tutti noi prodotti unici ed inimitabili.

Se hai la fortuna di scrivere nel tuo c.v. “inventore della Nutella” resta ben poco da aggiungere. Michele Ferrero, morto oggi a 89 anni, colui che ha ereditato l’azienda fondata dal padre Pietro nel 1946 trasformandola in uno dei principali gruppi dolciari internazionali, poteva permettersi di aggiungere tra gli altri la Supercrema, pasta antesignana della Nutella, il Rocher, l’ovetto Kinder, il Tic Tac e il Mon Chéri.

Per ricordarlo e tributare un omaggio al suo genio imprenditoriale, prendiamo in prestito da un libro indispensabile per esplorare il mito Ferrero “Mondo Nutella“, scritto dal giornalista Gigi Padovani, parte di uno dei capitoli più avvincenti, la timeline Ferrero.

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1 | 1923 – UNA PASTICCERIA NELLE LANGHE.
Dopo qualche anno di apprendistato come garzone panettiere, il 25enne Pietro Ferrero apre una pasticceria a Dogliani (CN), sotto i portici del piccolo centro nelle Langhe: con le sue torte conquista Piera Cillario, più giovane di 4 anni. La sposerà nel 1924.

2 | 1925 – NASCE MICHELE FERRERO.
La coppia di pasticceri è allietata dall’arrivo dell’erede, Michele, che nasce il 26 Aprile a Dogliani. Monsù Pietro è un grande lavoratore, ostinato e ambizioso: quel paese tra le colline come gli sta stretto, per cui decide di scendere con la famiglia nella capitale di quelle terre, Alba, e lavorare in un negozio già affermato.

3 | 1933 – IL PRIMO NEGOZIO A TORINO.
L’intraprendente pasticcere tenta il balzo a Torino: nella zona della stazione di Porta Nuova, nei pressi di piazza Carlo Felice apre un suo negozio con laboratorio. Cinque anni dopo cercherà di fare fortuna in Somalia, andando a vendere panettoni alle truppe coloniali italiane. L’avventura di Pietro dura due anni, ma non ha successo e allora rientra nel capoluogo piemontese.

4 | 1942 – IL LABORATORIO DI ALBA.
Arriva la guerra e la famiglia decide di tornare definitivamente ad Alba. Lì Pietro Ferrero elabora nuove specialità nel piccolo locale in un cortile del centro storico di Alba, in via Rattazzi 8. La moglie Pierina sta al bancone della liquoreria-confetteria-pasticceria nella via principale, via Vittorio Emanuele II, detta “via Maestra”.

5 | 1945 – IL PASTONE DEL GIANDUJOT.
In autunno l’attività artigianale dei Ferrero decolla, grazie all’ingegno di Pietro, che riesce a creare il “dolce degli umili”, il Giandujot, un lingotto dolce avvolto nella carta stagnola, si taglia a fette e si mangia con il pane.

6 | 1946 – L’ATTO COSTITUTIVO DELLA DITTA FERRERO.
Il 14 maggio viene iscritta alla Camera di Commercio di Cuneo la ditta “P. Ferrero di Cillario Pierina fu Giuseppe in Ferrero, corrente in Alba ed avente per oggetto la produzione di cioccolato, torrone e dolciumi in genere”. (nella foto, il primo marchio aziendale, che fu usato fino al 1954, con la maschera Gianduja).

7 | 1949 – MUORE PIETRO FERRERO E DEBUTTA LA SUPERCREMA.
Il 2 marzo Pietro Ferrero muore a 51 anni per una “sincope cardiaca”. L’azienda, sotto la guida vigorosa del fratello Giovanni e della vedova Pierina continua a prosperare, anche grazie a nuove specialità. Debutta un Giandujot spalmabile: la Supercrema, la vera antenata di Nutella.

8 | 1953 – IL CREMABLOCK DA 30 LIRE.
Ad Alba entra in produzione una dolcezza pensata da Michele Ferrero, entrato in azienda accanto alla mamma Piera e allo zio: il Cremablock (nella foto), 36 grammi di cioccolato con ripieno di nocciola, venduto a 30 lire.

9 | 1956 – MON CHERI’ e MON AMOUR.
Debutta la prima pralina Ferrero: una ciliegia “sotto spirito”, che ha intorno un po’ di liquore, una “camicia” di zucchero fondant e un involucro di cioccolato fondente. È il Mon Chéri che ha un incarto rosso, per esprimere l’emozione di un dono speciale. Inizialmente è battezzata Cerasella, forse uno dei marchi che ispirerà il naming di Nutella.

10 | 1961 – BRIOSS MERENDINA “SEMPRE FRESCA E FRAGRANTE”.
Dopo molte prove, arriva nelle dispense italiane la prima merendina Ferrero, si chiama Brioss (nella foto) : è un trancio di pan di Spagna, farcito con una confettura all’albicocca o alla ciliegia, tuttora in produzione.

11 | 1962 – FERRERO DIVENTA S.P.A.
L’azienda diventa una Società per Azioni, con un capitale di 6 miliardi di lire e la sede sociale a Torino, in corso Marconi: Piera Cillario ne diventa la presidente, carica che conserverà fino alla morte, nel 1980. Il figlio Michele Ferrero non ancora quarantenne, diventa l’amministratore delegato dell’impresa.

12 | 1964 – IL PRIMO BARATTOLO.
La data di nascita di Nutella, con l’avvio della produzione nello stabilimento di Alba, è il 20 aprile. A maggio la crema di nocciole si presenta ai consumatori di tutta Italia, confezionata in un bicchiere Kristal a otto facce e pubblicizzata da una campagna di affissioni (nella foto). Il 21 settembre a Torino nasce il secondogenito di Maria Franca e Michele, Giovanni Ferrero, attuale CEO del gruppo.
13 | 1966 – LE VASCHETTE MIGNON.
Compare la prima novità: una comoda confezione con tre vaschette in plastica Mignon da 30 grammi ciascuna, per poter gustare la Nutella fuori casa

14 | 1967 – IL DEBUTTO DI CAROSELLO.
Nella serie Una pagina del libro Cuore, girata dal regista Sandro Bolchi, la Nutella fa il suo esordio in tv. Sul Programma Nazionale della Rai ogni sera alle ore 20:50 Carosello apre il suo sipario di vetrina del boom economico.

15 | 1968 – PIU’ LATTE MENO CACAO.
Nutella piace ai bambini, soprattutto a merenda. Grazie alla generazione dei “baby-boomers”, cioè i bambini nati tra il 1945 e il 1964, i piccoli consumatori diventano un esercito. Perciò Michele Ferrero pensa a un prodotto per loro che convinca soprattutto le mamme: il Cioccolato Kinder, barrette di cioccolato ripiene di latte, incartate in piccole porzioni. Lo slogan per pubblicizzarle recita: “più latte, meno cacao”.

16 | 1971 – IN TV PLANA JO CONDOR.
In tv, su Carosello, incomincia una serie di episodi a cartoni animati, disegnati dai fratelli Pagot e ideati dallo scrittore e paroliere torinese Romano Bertola: le avventure del Gigante Amico che sconfigge lo sparviero in picchiata. La battuta finale “e che, c’ho scritto Jo Condor?” diventa un cult fino al 1976.

17 | 1974 – CON KINDER LA PASQUA TUTTI I GIORNI.
Dell’uovo di Pasqua che cosa attira maggiormente i bambini? La sorpresa. E allora, perché dar loro questa emozione una sola volta l’anno? Diamogliela tutti i giorni… Con questa intuizione il “Signor Michele”, come lo chiamano tutti in azienda, crea il fortunato ovetto Kinder Sorpresa. Debutta la Kinder Division, un marchio-impresa a ombrello che incorpora le barrette al latte, la merendina Brioss, gli ovetti.

18 | 1976 – LA BARRETTA KINDER CEREALI.
Nei supermercati s’affaccia una mini-barretta di cioccolato: si chiama Kinder Cereali, con grano saraceno, orzo, riso e farro.

19 | 1982 – FERRERO ROCHER, LA PRALINA PIU’ VENDUTA DEL MONDO.
Una nocciola intera immersa in una vellutata crema simile a Nutella è racchiusa da una sottile cialda sferica di wafer, ricoperta da cioccolato con granella di nocciola: è il Ferrero Rocher, un’altra “creatura” del Cavalier Ferrero, artefice anche della complicata macchina che la produce. Oggi è la pralina più venduta al mondo, con in testa la Cina. Tra gli ingredienti del successo, la carta dorata che lo ricopre e la scelta di adagiarlo in un pirottino da pasticceria (nella foto il famoso vassoio): un cioccolatino di lusso alla portata di tutti.

20 | 1984 – IL FILM BIANCA DI NANNI MORETTI.
Nelle sale cinematografiche esce Bianca, il film interpretato e diretto da Nanni Moretti (foto) che lo consacra al grande pubblico. La pellicola ha una scena di mezzo minuto, entrata nella storia del costume italiano, grazie alla quale si impone il mito Nutella, come Sacro Graal della felicità. Da quel momento, Nutella diventa l’immagine del sogno goloso degli italiani.

21 | 1992 – CUORE: LE COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE.
Sul settimanale satirico Cuore (1989-1996, nell’immagine la testata) diretto da Michele Serra appare un sondaggio intitolato “Giudizio universale”, con la graduatoria “delle cinque cose per le quali vale la pena vivere”: Nutella si piazza a metà classifica.

22 | 1994 – CHE MONDO SAREBBE SENZA NUTELLA?
“Nutella è sempre un po’ così, sempre un po’ speciale. Che mondo sarebbe, senza Nutella?”. È il pay-off che dura quasi dieci anni, con il quale Ferrero cambia strategia, adottando un marketing mix da lovebrand. Al New Open Gate di Roma, locale alla moda della capitale, si svolge il primo Nutella party, a fine novembre, con un panino enorme e 30 kg di crema alle nocciole (nella foto, l’immagine di uno spot famoso di quelli anni dedicato al Nutella Party a sorpresa).

23 | 1995 – L’INGRESSO NEL DIZIONARIO ITALIANO.
La crema di nocciole fa il suo ingresso ufficiale nella lingua italiana tra i lemmi del dizionario Devoto-Oli (foto): “Nu-tél-la: nome commerciale di una diffusissima crema a base di nocciole e cioccolato (marchio reg.)”. Si specifica che è un marchio registrato soltanto dopo una diffida legale presentata da Ferrero alla casa editrice Le Monnier: l’azienda vuole evitare una volgarizzazione del brand.

24 | 2013 – ETICHETTE PERSONALIZZATE.
Per anni i formati di Nutella sono rimasti immutati, salvo qualche limited edition promozionale: vaschette da 30 grammi, bicchieri da 200, barattolo da 400 o da 750, con serie speciali da 1 kg. A maggio la gamma si allarga, con i tre nuovi barattoli (da 630, 825 e 1.000 grammi). È l’anteprima delle etichette personalizzate, che hanno riscosso tanto successo dal primo weekend di ottobre, con il pay-off “Nutella sei tu”.

Il giorno di San Valentino, il 14 Febbraio 2015, momento in cui il cioccolato e’ assieme ai fiori l’espressione dell’amore viene a mancare Michele Ferrero che noi salutiamo con affetto ed ammirazione.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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