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Farmaci e Liberalizzazioni: le corporazioni chiudono la porta al Governo e la GDO reagisce

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Ci risiamo, si toccano le farmacie e scoppia la rivolta. Circa un paio di mesi fa il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, aveva espresso la volontà del Governo di procedere a raccogliere alcune delle sollecitazioni dell’Antitrust in materia di liberalizzazioni a cominciare dalla parafarmacie e dalle poste.

Le dichiarazioni del Ministro potrebbero indurre i più a ritenere che sia tipico di questo Governo un indirizzo politico favorevole alle liberalizzazioni e che dunque, se alle parole dovessero seguire i fatti, si potrà brindare, entro un breve lasso di tempo, ad un vero e proprio “ cambiaverso” molte volte annunciato dal Premier Renzi.

In realtà, ciò che non è emerso dalle parole del Ministro Guidi è che esiste dal 2009 un espresso obbligo di legge che impone al Governo di presentare ogni anno alla Camere, entro sessanta giorni dall’invio annuale della relazione da parte dell’antitrust allo stesso Esecutivo, un disegno di legge per l’adozione di un provvedimento per il mercato e la concorrenza, “al fine di rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, all’apertura dei mercati, di promuovere lo sviluppo della concorrenza di garantire la tutela dei consumatori.” (art. 47 legge 23 luglio 2009, n.99).

Peraltro, l’attuale Governo versa in un ritardo a prima vista senza giustificazione, atteso che i sessanta giorni dalla presentazione della relazione dell’antitrust sono belli e passati da un pezzo, avendo adempiuto l’autorità indipendente alla trasmissione della relazione già nel mese di luglio di questo stesso anno.

Ciò detto, è del tutto condivisibile il proposito del Ministro Guidi di prendere le mosse in materia di liberalizzazioni dalla disciplina che regola l’esercizio delle parafarmacie, magari per equipararle sotto molti aspetti alle farmacie e per evitare il ripetersi di vicende giudiziarie come quella che si è conclusa innanzi alla Corte costituzionale nel mese di luglio passato e che ha visto le parafarmacie battersi per la liberalizzazione della vendita della maggior parte dei farmaci di fascia C, riservata oggi dalla legge esclusivamente alle farmacie.

Il parere della Corte Costituzionale in contrasto con la difesa dei farmacisti

L’attuale disciplina non consente, infatti,

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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