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Dati mercato GDO Gennaio 2015: leggero negativo ma ci sono speranze

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IRI ha appena pubblicato i dati di chiusura dell’anno 2014 e non vi sono state sorprese di sorta. Anche il 2014 è stato chiuso in negativo: -0,8% a valore  e -1% a volume. Com’è stato rilevato da diversi analisti, questo è un segno negativo che succede a segni negativi degli ultimi anni (2012-2013) e che quindi è un arretramento che, se analizzato in cinque anni, ha lasciato sul campo svariati milioni di euro.

IRI ha spiegato che la riduzione dei fatturati ha in realtà coinvolto tutti i mercati, non lasciando scampo a nessuno. Nella fattispecie la drogheria a chiuso a -0,6%, il fresco a -0,4%, il freddo a -1,8%, i prodotti per la cura casa a -1,5% e della persona a -1,5%. La pressione promozionale è arrivata a Dicembre al 28,8% un dato altissimo che mette in discussione i Bilanci delle aziende della Grande Distribuzione.

Nell’analizzare i dati viene però all’occhio un risultato curioso. Secondo l’ISTAT alla chiusura in negativo degli Iper (-1,80%) e dei Supermercati (-1,40%), si oppone una crescita del fatturato Discount del 2,3%.

Il numero finale rimane comunque negativo però lascia aperta la consapevolezza che la ricerca del risparmio in Italia, come in altri Paesi, è ancora spasmodica. Viene da domandarsi se le catene della GDO stanno facendo tutto il possibile per non far migrare consumatori verso i diversi formati. In Inghilterra Tesco, allarmata dalla crescita del format più basso, ha creato uno spazio ed un assortimento Discount dentro le loro strutture, in Francia i protagonisti della GDO si fanno una battaglia di comunicazione violentissima, comparando i carrelli. In Italia viene utilizzato lo strumento della pressione promozionale che da un lato rallenta le vendite dei prodotti non in promozione (inclusa la Private Label) e dall’altro non ne esce con un reale valore aggiunto perché lascia il consumatore nella completa autonomia decisionale.

I numeri di gennaio però lasciano sperare un poco di più. Si era scritto come gli ultimi dieci giorni del mese scorso fossero stati molto positivi in termini di vendite, dopo un preoccupante inizio ed in ogni caso non sufficiente a risollevare il numero negativo prodotto nei primi venti giorni. All’inizio dell’anno si erano registrate delle vendite pesantemente negative a causa, probabilmente, dello sforzo di spesa compiuto dai consumatori per la fine dell’anno, ma a quanto siamo riusciti a comprendere, anche in questo caso si è avuto un recupero.

Pubblichiamo qui sotto i dati che abbiamo ottenuto confrontando diverse fonti. Sono provvisori ma danno una chiara indicazione.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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