GDO News
1 commento

Mercatone Uno chiede il concordato

mercatone uno

Mercatone Uno, l’azienda con sede a Imola e 79 punti vendita in tutta Italia, ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo. Si tratta di una procedura per cercare di evitare il fallimento che viene guidata dal Tribunale di Bologna e che lascia col fiato sospeso 3.700 dipendenti.

“Si tratta di una scelta imposta dal perdurare della crisi e dal continuo calo dei consumi particolarmente grave nel settore dei beni durevoli – spiega l’azienda in una nota – che ha determinato, a partire dalla ripresa autunnale dell’attività, una costante riduzione del fatturato, il tutto aggravato dal contesto deflazionistico a cui conseguono prezzi di vendita sempre più bassi e perdita di marginalità”.

La decisione è stata presa dai soci storici di Mercatone Uno, le famiglie Cenni e Valentini che quasi quarant’anni fa fondarono la società, che spiegano anche che “sono già in corso trattative con potenziali investitori interessati ad un marchio storico e leader del settore dell’arredamento, con i quali si sta discutendo il nuovo piano industriale”. Sempre l’azienda, che ha 3.700 dipendenti e 79 negozi in tutta Italia, sottolinea che questa scelta “assicura la continuità aziendale, volta al puntuale adempimento degli impegni assunti verso i consumatori, e la continuità dei servizi nei propri punti vendita”.

Ma è una decisione che prende di sorpresa sindacati e dipendenti, che avevano tirato un sospiro di sollievo quando l’estate scorsa si era arrivati prima a un accordo con le banche e poi a un piano industriale che comportava sacrifici e chiusure ma anche il rilancio dell’attività. Solo nel bolognese, senza contare la sede centrale di Imola, lavorano oggi circa 140 persone, divise tra la sede logistica e il negozio di San Giorgio di Piano, il punto vendita del Centro commerciale Navile e gli ultimi dipendenti rimasti dell’ex Tre Stelle di Bologna, già chiuso nel corso del 2014. “Siamo pronti a tutte le iniziative di mobilitazione, l’azienda si è comportata in modo scorretto”, spiega da Bologna Stefano Biosa della Filcams Cgil.

Tagged with:
Q COMMENTO
  1. Ascari

    Allora Mercatoneuno ha fatto chiudere commercianti minori,adesso e’ arrivato il suo turno.
    Spero per i lavoratoriche che l’azienda venga acquistata da qualcuno di piu’ grosso si parla della francese canforama o l’inglese di tesco,in bocca al lupo ai dipendenti.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su