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Reverse Charge sull’IVA per i fornitori della GDO! Altra mazzata su Retail e PMI?

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Il governo ha presentato ieri l’annunciato emendamento alla legge di Stabilità per l’allargamento del reverse charge sull’Iva agli acquisti di beni effettuati da «ipermercati, supermercati e discount alimentari». In questo modo si sposta l’obbligo di versamento dell’imposta sul valore aggiunto dai fornitori, spesso piccole partite Iva, alle grandi catene della distribuzione. La misura, si prevede, porterà un incasso di 728 milioni.

Bene, questa è la notizia cruda. Ora facciamoci alcune domande:

1) Quali saranno i costi di un simile, radicale cambiamento? Ovviamente il fatto che le continue modifiche della normativa fiscale costino ai destinatari ormai quai più delle imposte stesse è fatto irrilevante per il legislatore, specialmente in un momento dove le risorse eufemisticamente scarseggiano. Si pensi, limitatamente a questa misura specifica, a tutti i software per la fatturazione che dovranno essere cambiati/aggiornati sia dal cedente che da cessionario.

2) Cosa succederà al cashflow delle pmi? Le grandi catene non dovranno più versare l’iva ai fornitori e beneficeranno di liquidità, anche se a breve termine, che in molti casi oggi è vitale per le pmi in grossa difficoltà.

3) Perché il Governo si aspetta un tale, enorme, aumento del gettito IVA?

La prima impressione che abbiamo, ma saremmo felici di essere smentiti, è che ci troviamo di fronte a un nuovo caso “Art. 62″ del Governo Monti. Un provvedimento che ancora non si capisce a chi abbia giovato ma che ha certamente creato grosse difficoltà a operatori della GDO e fornitori.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

13 COMMENTI
  1. Marco

    Che il legislatore sta uccidendo la gallina dalle Uova d’oro , ovvero le sue PMI che sono invidiate dal resto del mondo per inventiva e capacità , a fronte di un illusorio ed irresponsabile aumento del gettito fiscale ; illusorio perché come rilevato nell’articolo , esiste il rischio concreto di far portare i libri in Tribunale ad altre PMI ( quindi gettito vanificato non solo per l’iva , ma anche INPS e le altre 100 tasse che attanagliano l’impresa ) irresponsabile , perché in questo momento ci sarebbe bisogno di tutto, tranne che di aumentare la pressione fiscale contributiva con i relativi costi occulti già citati .

  2. iPaul

    Concordo al 100% con Marco.
    Se queste sono le iniziative per il rilancio economico del nostro paese, aumentando il gettito fiscale, dobbiamo preoccuparci.

  3. Luca

    L’autore ha sbagliato completamente analisi. Questo emendamento è tanto cruciale per la GDO quanto per la PMI. A parte il fatto che l’IVA non è un costo bensì una partita di giro, parlando di liquidità la GDO non ne beneficerebbe, anzi. Il versamento dell’iva essendo in regime mensile dovrà essere effettuato verso la metà del mese successivo all’incasso, ben prima di quando la GDO è abituata a corrisponderla ai propri fornitori. Questi ultimi, d’altra parte, diminuiranno drasticamente il caso flow ma in compenso si abitueranno ad essere allineati con i versamenti all’erario non potendo più beneficiare dell’incasso iva. A mio avviso l’emendamento è assolutamente lineare ad una logica di correttezza.

  4. Marco

    Luca evidentemente non lavori in una PMI , in quel ” diminuiranno drasticamente il cash flow ” c’è il vivere o morire di tante PMI , inoltre non esiste nessuna garanzia “ad essere allineati con i versamenti all’erario” .

  5. Luca

    Qui si parla di “acquisti di beni” o varrà anche per i servizi che paga la GDO ai fornitori?

  6. Marco

    La GDO paga I fornitori a 120gg… I fornitori devono versare l’iva ogni 30gg… Quale sarebbe lo svantaggio per le PMI che forniscono la GDO?

  7. M_Bifulco

    Ma Marco, scusa, se la GDO paga i fornitori a 120gg, mentre questi ultimi sono obbligati al versamento al mese successivo l’emissione della fattura, il Cash flow (solo quello riferibile all’iva, ovviamente) del fornitore è attualmente è pesantemente negativo. Mentre se fosse la GDO a versare l’IVA in regime i riverse, il fornitore non sarebbe più costretto ad anticiparla su quelle fatture che invece incassa mediamente tre mesi dopo.
    Quindi mi sfugge qualcosa del tuo ragionamento.

  8. Marco

    @M_Bifulco non so a quale Marco stai rispondendo, ma io concordo con te che se fosse la GDO a versare l’iva, per le PMI sarebbe un grande vantaggio, ma ovviamente la “casta” GDO non lo permetterà mai.

  9. Romolo

    A me sembra che l’intenzione del legislatore sia limitare la deriva fiscale che orma naufraga verso una abitudine consolidata di molti piccoli fornitori della GDO nel evadere il tributo IVA.

    L’effetto potrebbe essere positivo perché sposta la responsabilità del versamento dell’ IVA dal fornitore alla GDO chiaramente più interessata a essere in regola con le normative.

    Da valutare la sostenibilità del business della GDO ormai abituata in molti casi ad utilizzare prezzi drogati per attirare clientela.

    Probabilmente si compenserà con il risorgere delle piccole realtà più ligie alla legge in materia di IVA.

    Se funzionerà, da valutare come si intende mettere in atto, ritengo si ristabilisce dopo lungo tempo e speriamo che non sia ormai tardi, la linearità della catena distributiva eliminando di fatto la necessita di filtri intermedi.

    Non credo che i software gestionali debbano subire grandi modifiche esistendo già le procedure di registrazione contabile per applicare il reverse change relativo all’IVA.

    Lo scotto della minor liquidità nelle piccole imprese fornitrici della GDO, a mio avviso, sarà il minore dei problemi perché la GDO non credo valuterà ancora interessante fornirsi dalle piccole realtà che dovranno giocoforza convertirsi cercando nuovi sbocchi sempre che non si ratti di aziende prive di contenuti e basate esclusivamente sull’abbattimento illegale dei prezzi.

    Attenzione anche all’inflazione che potrebbe crescere non di poco visto il conseguente rialzo dei prezzi al consumo dati dalla filiera ormai più regolare.

  10. Dott. Alessandro Foroni

    Romolo, siccome il tema è molto attuale e pubblicheremo un articolo anche domani, mi spiega come funziona la “deriva fiscale che orma naufraga verso una abitudine consolidata di molti piccoli fornitori della GDO nel evadere il tributo IVA”? Per evadere l’iva significa che il fornitore e il cliente si scambiano merce senza fattura, cioè in nero. O che il fornitore non versa l’iva come dovuto, ma si assume una responsabilità penale non indifferente. A quanto mi risulta è piuttosto complicato vendere a un gruppo gdo in nero, ma forse lei ha informazioni che noi non abbiamo. Per cortesia ci faccia sapere.

    1. Romolo

      Buona sera Alessandro.

      Trovo molto interessante affrontare questo tema con chi ha competenze consolidate in merito.

      La deriva fiscale è da intendersi nel considerare normale ciò che è illegale ovvero trarre profitto dall’abbattimento illegale dei prezzi al consumo.

      L’evasione dell’imposta sul valore aggiunto, un tema ormai affrontato come emergenza dagli organi deputati al controllo , anche se con pochi strumenti.

      Non posseggo informazioni riservate ma ho interesse nel leggere e cercare di capire quanto pubblicato sui vari media.

      La risposta alla Sua riflessione va cercata nel grande numero di “aziende” che si dichiarano esportatrici godendo quindi della possibilità di acquistare in esenzione IVA in territorio italiano.

      La disperazione, l’immoralità imprenditoriale, la macchinosità della giustizia tributaria poi fanno il resto.

  11. Giuseppe

    Parrebbe soprattutto essere un indebito regalo alla GDO, che sicuramente non è meritevole di alcun regalo, visto il modo arrogante e prepotente con cui tratta le PMI, quasi fossero una sorta di sua proprietà da valorizzare o affossare a piacimento.
    Invece di questa complicazione per affari semplici, sarebbe stato più che sufficiente pretendere che la GDO rispettasse la Legge ex.art.62, pagando i fornitori a 30 o a 60 gg e non ritenere “normale” che i giorni possa essere 120.
    Sarebbe bastato sanzionare a sangue tutti i comportamenti commercialmente scorretti della GDO, indagando sugli accordi commerciali capestro che vengono imposti ai fornitori, sulle scoutistiche arbitrarie, sulle multe ingiustificate, ecc., ecc., esattamente come sta ora facendo AGCM nei confronti di Eurospin.
    La GDO è uno di quegli operatori commerciali che riceve i soldi dai suoi clienti seduta stante al momento dell’acquisto e non può quindi accampare alcun motivo accettabile per pagare a 120 gg o per tenere tutti gli altri inqualificabili comportamenti che gli vengono incomprensibilmente consentiti.

    1. matteo

      HAI CAPITO TUTTO. concordo su tutta la linea, precisando che si tratta di forniture FOOD, per chi non avesse dimestichezza con il “finto” art.62.

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