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Unicoop Firenze: promozioni? No, ribasso permanente! la sua nuova strategia

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Da Il Sole 24 Ore

Le promozioni nei supermercati? Disorientano i consumatori, aumentano la mobilità da un’insegna a un’altra, falsano il rapporto tra valore reale del prodotto e prezzo finale. E allora meglio imboccare una strada controcorrente, annuncia Unicoop Firenze, la più grande cooperativa italiana di consumatori (1,2 milioni di soci, 104 punti vendita Coop in Toscana, 8mila dipendenti, 2,4 miliardi di fatturato 2013 e 30 milioni di utile commerciale). La risposta è un ribasso permanente del prezzo, dal 5 al 40% (con una media di -12%), su 1.000 prodotti industriali a marchio Coop, dalla farina al latte, dalla pasta alle uova alla passata di pomodoro. Non un’azione-spot, dunque, ma un’iniziativa che ha “un grande valore sociale”, hanno spiegato presentando l’operazione Daniela Mori e Golfredo Biancalani, rispettivamente presidenti del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione di Unicoop Firenze, e che mira a tutelare il potere d’acquisto dei cittadini che stanno vivendo una crisi economica lunga e insidiosa. “Investiamo in questa direzione per tener fede alla nostra missione hanno aggiunto i due presidenti e perché la cooperativa può permettersi di sacrificare parte degli utili”.

Unicoop Firenze prevede di chiudere il 2014 sugli stessi livelli di fatturato dell’anno precedente, 2,4 miliardi (un risultato molto positivo considerando il contesto, ha detto Biancalani), ma con una flessione dell’utile rispetto all’anno precedente, da 30 milioni a circa 25. L’iniziativa di ribasso permanente, battezzata “Tutela totale”, sarà supportata da un piano di investimenti in comunicazione da 500mila euro, e potrà consentire un risparmio annuo fino a 620 euro a una famiglia di medie dimensioni che decide di spostarsi totalmente sui prodotti a marchio Coop. L’operazione si reggerà, oltre che sul sacrificio degli utili aziendali, sulla riduzione delle promozioni nei punti vendita Coop (oggi danno il 20% delle vendite, sono destinate a scendere al 15%) e sulla collaborazione chiesta ai fornitori, chiamati a contenere i prezzi di produzione a fronte della garanzia di ordini più consistenti e certi. E’ un’operazione che cerca di cambiare le abitudini di spesa; hanno sottolineato Mori e Biancalani – e che è destinata ad avere effetti sul mondo della distribuzione e su quello della produzione;. Ora Unicoop si aspetta mosse e reazioni dei concorrenti, e intanto ipotizza di fare politiche di ribasso permanente dei prezzi che investono anche i prodotti di marca, non solo quelli a marchio Coop.

 

 

 

 

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