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La ricerca del personale: “Non cerchiamo colpevoli, siamo tutti responsabili”

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“Io vi cerco e non vi trovo, voi cercate e non trovate …. ” Inizio così, con quello che probabilmente sarà il titolo di un convegno che, con i colleghi di Selezione ORA, stiamo organizzando per fine anno e che intendo proporre come tavola rotonda aperta a tutti,  soprattutto per coloro che sentono di avere  a cuore i problemi provenienti dal difficile  mondo del lavoro.

Molti lettori sanno che mi occupo di ricerca e selezione del personale da molti anni e chi mi conosce bene sa che da tempo lamento un’incredibile incoerenza tra coloro che stanno cercando un nuovo lavoro (il 12,6% di disoccupazione) e le aziende che faticano a trovare persone professionalmente capaci e pronte per essere inserite nelle aziende.

Perché succede questo? Perché – come riporto nel titolo del convegno – “ …. io vi cerco e non vi trovo e molte persone cercano il lavoro e non lo trovano???”

Proprio perché non ho risposte chiare e semplici e, soprattutto, voglio evitare la banalizzazione, che recentemente anche alcuni illustri politici hanno usato (vi ricordate il “choosy” dell’ex ministro Fornero), ho deciso di affrontare questo “conflitto” e studiarlo un po’: ho iniziato a raccogliere un po’ di informazioni e di dati tra i vari studi effettuati in questi mesi/anni sul mondo del lavoro, ho recuperato alcuni dati Istat, ho trovato dati interessanti presso la Cgia di Mestre, nonché altre fondazioni e istituti di ricerca nazionali e non solo: oggi sto continuando in questa ricerca.

Provo a riportare alcuni temi sui quali sto focalizzando il lavoro e che ritengo cruciali per affrontare  questo fenomeno in controtendenza; sono 5  e riguardano tutti noi,  la nostra società, dallo stato alla scuola, dalla famiglia ai disoccupati, dagli occupati alle  imprese. Ecco un primo elenco:

  • La lontananza culturale e sociale tra la scuola/università – il mondo del lavoro,  e le aspettative di coloro che escono con un diploma/laurea in mano.
  • La difficoltà nel vedere prospettive diverse da quelle immaginate all’inizio degli studi, in un mondo che cambia ogni giorno; poca flessibilità vista già nel mondo giovanile!!??
  • La difficoltà nel vedere poche persone concentrate nella personale ed indispensabile formazione continua.
  • Imprenditori che faticano a prendere delle decisioni strategiche, se non quelle di dichiarare stati di crisi ovunque; imprenditori che faticano nel tentare nuove strade professionali, formative e culturali, perché imbrigliati in film già visti, dove le grandi strategie finiscono su tavoli di discussione obsoleti; tutto troppo “in bianco e nero”.
  • Uno stato burocratico e tecnocratico pieno di leggi e decreti che scoraggia chiunque ad intraprendere nuove strade in un labirinto di formule e contratti usati solo per evitare di essere fregati più che per far crescere un sano rapporto tra lavoratori e imprenditori

Ci sarebbero sicuramente altre questioni sulle quali soffermarsi: ho deciso questi 5 temi perché sulla base della mia esperienza quotidiana, li ritengo i più frequenti e personalmente li ritengo anche i più strategici.  Mi auguro, così facendo, di rimanere concentrato sul bisogno sociale prima ancora che su quello tributario-economico-strutturale; non vorrei perdere la bussola e l’orientamento principale che ho sempre cercato di seguire in questi anni di libera professione: non vorrei avere persone pronte a cercare solo il “colpevole”di questo o quel fatto; colpevoli lo siamo stati tutti, avendo vissuto anni al di  sopra delle nostre possibilità. Se veramente la nostra società ci sta a cuore “ora è tempo di rimboccarsi le maniche” e tentare una svolta decisiva: cerchiamo di cambiare la parola “colpevole” in una parola che ci coinvolgerà finalmente tutti in modo più costruttivo: “siamo tutti responsabili” .

 

P.s. Mentre scrivevo l’articolo ho sbirciato il titolo de “Il Sole 24 Ore” di oggi – per chi legge, domenica 2.11.14 – che cita queste parole “MANCANO 429 DECRETI – RIFORME ATTUATE AL 53%”. Per spiegarmi, sono i provvedimenti che servono per far si che le leggi già approvate possano essere messe in atto.  Di questi decreti – che riguardano ben 3 governi, Monti, Letta e Renzi, per ben 189 decreti sono scaduti i termini per l’adozione…… siamo responsabili anche di questo!!!

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Stefano Gennari

Esperto di Formazione ed Organizzazione aziendale. E’ un selezionatore del personale per imprese. La società Selezione ORA Sas è specializzata in corsi di formazione per manager e consulenti.

2 COMMENTI
  1. Michele Terlizzi

    E’ vero siamo tutti colpevoli.
    Nello specifico della GDO e segnatamente nel canale IPERMERCATI che conosco
    profondamente rilevo una carenza di professionalità , tanta improvvisazione e
    inadeguatezza nei rapporti con la clientela che sono il bancomat delle aziende.
    Ruoli di responsabilità da ridisegnare e autonomia alle periferie con la missione di far crescere il personale sul campo e non dietro una scrivania delle costosissime
    sedi centrali ecc. ecc.

    1. Gian Franco Delli Carri

      La carenza di professionalità nella GDO, in particolare nel canale Iper, è la conseguenza di una banalizzazione dei mestieri che molti Manager praticano da anni, convinti di trovare così la soluzione al problema dei costi.
      La centralizzazione esasperata di tutte le funzioni ha poi ridotto al lumicino le competenze presenti nei punti vendita, facendo mancare il presidio necessario nei rapporti con la clientela e il territorio.
      Conosco anch’io bene la GDO e i suoi mestieri, con rammarico non riesco a rimettere in rete la mia professionalità da oltre un anno, nonostante gli sgravi fiscali previsti dalla CIGS.

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