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Coop Nord Est ha instaurato un rinnovato rapporto di fiducia con il consumatore grazie a Konvergence

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Coop, da buon leader, ha compreso che il mondo è cambiato. Per una volta non si sta parlando della crisi, bensì di evoluzione. Il primo iPhone è stato presentato da Steve Jobs  durante la conferenza di apertura del Macworld il 9 gennaio 2007. Da quell’evento che ha cambiato il mondo ad oggi sono passati 7 anni. La Grande Distribuzione italiana fatturava quasi come adesso  eppure le strategie di marketing della GDO, nonostante questa rivoluzione, non si sono rivoluzionate.  Il volantino continua ad essere la voce di budget più rilevante delle attività di marketing e non accenna ad abbassarsi, le code alle casse continuano a rappresentare il vero problema del servizio, e nonostante si possa sapere con precisione tutto quello che succede attorno a noi grazie alla tecnologia, poco è stato fatto per aggiornare le relazioni con il consumatore per migliorare il rapporto di fiducia con l’insegna e migliorare il servizio.

Non tutti a dire il vero.

Coop Nord Est ha trovato un partner che, invece, sta rivoluzionando la relazione con il consumatore creando una convergenza tra il consumatore finale ed i servizi offerti attraverso la tecnologia. E tali punti di arrivo sono stati ottenuti grazie alla collaborazione con Konvergence.

Chi è Konvergence?

Non è una start-up come tante, lo era nel 2007 (giusto l’anno della nascita dell’Iphone) e da allora Konvergence ha cavalcato, con le sue soluzioni,  le onde della grande crisi economica che ha colpito l’Italia dei consumi e il Retail, consolidandosi come un provider di soluzioni di business per la GDO italiana.

Come ci sia riuscita non è un mistero ma è il frutto di una concreta visione innovativa e di soluzioni in ambito tecnologico che possono veramente aiutare il business della distribuzione italiana collaborando con un “tayloring” sapiente puntato alla modernizzazione dei propri clienti e con un occhio attento ai budget.

Una strategia di prodotto orientata al consumatore e al miglioramento del servizio che il retailer può attuare fuori e dentro il punto vendita, ha poi operato l’importante crescita dell’azienda.

Gli asset di rinnovamento che piacciono sia agli IT che ai marketing manager del Retail mirano a risolvere alcuni annosi e complessi problemi con un modello di go to market che permette l’accesso ai servizi e bassi costi di implementazione:

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  1. Loyalty e promozioni. Un potente e agile motore promozionale e di gestione della carta fedeltà che ben si integra con i sistemi legacy dell’azienda  permette al retailer di migliorare la relazione con il proprio cliente, semplificando e snellendo le operazioni in sede, integrando ogni sistema di cassa e di front-end e ogni punto di check-out (self-scanning e SCO inclusi).

Risultato: aumento garantito del ritorno sulle politiche di marketing operate nel pdv e un agile cruscotto per muoversi nel variabile mondo delle scontistiche.

  1. logo-kwalletIl mobile retailing. KWallet (denominato MyCoop per Coop Nord Est) è la più completa App per il Retail esistente sul mercato che parte dalla banale lista della spesa  e dal volantino e arriva fino al self-scanning con ogni tipo di smartphone e ai pagamenti mobile, oltre all’implementazione continua di importanti funzionalità come l’esplosione degli ingredienti (regolamento UE n.1169) e il servizio di checking sugli allergeni certificato.

Risultato: un salto immediato nel mobile retailing e un avvicinamento alle generazioni che usano lo smartphone. Aumento delle vendite e aumento della fedeltà. Integrazione perfetta con gli altri sistemi di check-out e con il sistema promozionale e di loyalty dell’azienda.

  1. logo_KpayKpay: i pagamenti e il multiservizio. Tutti i livelli di sicurezza di legge, la centralizzazione dei flussi finanziari e la possibilità di erogare ogni tipo di servizio direttamente in cassa (dal pagamento delle bollette, ricariche, Itunes cards etc.), questo è Kpay, la soluzione di monetica e multiservizio adottata dai più innovativi retailers italiani che permette di giocare in chiave marketing anche l’area dei pagamenti.

Risultato: agilità nelle politiche finanziarie verso le banche, acquisizione e gestione di innumerevoli servizi verso il consumatore  e utilizzo del momento del check-out con finalità di marketing.

Infine la comunicazione digitale (il famoso digital signage che in Italia ancora stenta a decollare nella GDO) a cui Konvergence ha dedicato una Unit (Konvergence for digital communication), è l’altro asset in cui l’azienda crede.

 

L’azienda, che ha una copertura nazionale e un team completamente dedicato al servizio post vendita (con un Service desk specializzato operativo 14 ore al giorno), nel 2013  ha  chiuso con un bilancio in utile e un fatturato di oltre 10 milioni di euro.

La sua missione è racchiusa nel suo nome: la convergenza di tecnologie e applicazioni al servizio del mercato retail, del consumatore e del cittadino per ottenere soluzioni di business che aiutino i retailer a competere al meglio.

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