GDO News
Nessun commento

GDONews intervista Luca Zocca, marketing manager del Gruppo Pedon: il Biologico cresce?

bio

Diana Scanferla è una manager della GDO molto attenta alle dinamiche evolutive del mercato del BIO. E’ un category manager, alcuni ancora chiamano buyer il suo ruolo se rivolto agli acquisti, ma oltre ad esserre una persona del mercato è una attentissima osservatrice dello stesso e delle sue dinamiche evolutive. Nelle settimane precedenti i suoi articoli su GDONews hanno messo a fuoco le dinache diquesto segmento, mettendo in luce degli indici di crescita davvero sorprendenti, se rapportati ai cali significativi che sta vivendo il mercato in generale. Su questo numero Diana Scanferla ha voluto incontrare il Responsabile Marketing del Gruppo Pedon per analizzare assieme a lui attraverso quali asset si sta dirigendo il mercato. Il caso della Diana Scanferla, una manager della GDO, che per amore per la materia della GDO, si muove per andare ad intervistare un uomo dell’industria deve far riflettere i detrattori del mestiere del Category Manager. Il mercato ha in sè giovani profili, come quello dellla dott.ssa Scanferla, che oltre ad essere abili negoziatori, sono attenti studiosi del mercato. Buna Lettura.

Redazione GDONews

D: Dott. Zocca com’è cambiato il mercato dei prodotti biologici negli ultimi anni?

R: Il mercato del biologico è in crescita sia come produttori/trasformatori sia come consumatori. In Italia ad esempio nell’ultimo anno  gli operatori sono aumentati del 5,4% e le superfici addirittura del 12,8% – 1,3 mln di ettari. Nei consumi l’andamento ortofrutta aumenta del 6,5%, quelle di confetture/marmellate del 19,21%, ma si registrano anche +13% per cereali/riso, +11,9% per il vino, +6,8 per le uova), in parte all’introduzione da parte di alcune catene della grande distribuzione di tipologie di prodotto prima assenti o poco significative (paste speciali, pane industriale). Nella grande distribuzione,l’andamento positivo che le vendite di prodotti biologici registrano dal 2005, secondo le rilevazioni di Ismea sul Panel famiglie GfkEurisko, continua nei primi cinque mesi del 2014, che vedono un’impennata del 17.3%, con picco di oltre il 70% per pane/pasta/riso e sviluppi in tutte le categorie. Dal canto suo, AssoBio conferma che anche nel canale specializzato l’andamento è nettamente positivo: dalle sue rilevazioni su un panel di imprese di distribuzione, nei primi quattro mesi dell’anno la cresciuta in valore è di circa il 19% per la pasta, di circa il 30% per il miele, di circa il 20% per pane e sostituti).

D: Come sta cambiando oggi, dopo il forte sviluppo, il mercato dei prodotti biologici?

R: Nel 2012 il giro d’affari relativo al consumo dei prodotti biologici nell’Unione Europea è stato pari a 21,8 miliardi di euro. In Italia il valore delle vendite di alimenti biologici ha superato i 2 miliardi di euro (+7% rispetto al 2011). In base a questi dati il nostro paese rappresenta oggi il quarto mercato per valore dei consumi di alimenti bio all’interno dell’Ue. Possiamo affermare che lil mkt bio anche per quest’anno conferma di essere in buona salute e di non risentire della crisi economica in atto.

D: Quali sviluppi può ancora avere, in termini di tipologia di prodotto, il mercato di riferimento? Quali Items non sono ancora emersi chiaramente sul mercato e negli assortimenti?

R: Direi che il prodotto biologico si trova in molte categorie non solo del food ( benessere, cosmetica, abbigliamento). Se restiamo al food direi che cìè sicuramente possibilità di ampliare gli assortimenti con linee biologiche e soprattutto la maggior diffusione nella gdo allargherà la base, il tasso di penetrazione e la frequenza di consumo dei prodotti bio.

D: Quali sviluppi, in termini di fatturato, può ancora avere questo mercato?

R: Direi che abbiamo margini di crescita sono sicuramente consistenti.  Li abbiamo mostrati con il rapporto pubblicato in occasione del nostro trentennale con una significativa analisi di IRI.

D: Molte catene hanno allargato o stanno allargando la gamma dei prodotti biologici, nota uno sviluppo ulteriore e secondo le aspettative oppure parte delle vendite si è spostato dai negozi specializzati alla Grande Distribuzione?

R: Direi che hanno cercato di rivitalizzare alcune categorie, di diversificare l’offerta e di migliorare la reddittività a scaffale. Notiamo anche che molte insegne hanno deciso di sviluppare linee bio proprio marchio. Sulla base delle elaborazioni Ismea dei dati del Panel famiglie Gfk-Eurisko, nei primi cinque mesi del 2014 gli acquisti domestici di biologico confezionato nella GDO sono aumentati del 17,3% in valore, mentre nello stesso periodo la spesa agroalimentare è risultata in flessione (-1,4%).

D: Ritiene una moda, una necessità, nuovo modo di vivere più consapevole, la paura che i prodotti convenzionali non siano sicuri, questa tendenza?

R: A mio avviso non più moda. E’ entrata di diritto nella GDO, c’è una ricerca e richiesta di sicurezza alimentare, c’è una forte dibattito sui prodotti OGM, si parla di prodotti salutistici e benessere legato alla alimentazione etc. A mio parere LA SPINTA è MOTIVATA da una ricerca ad un’alimentazione salutistica, più naturale in linea con un proprio stile di vita e di un benessere psico-fisico.

D: Quale importanza ha l’attuale contesto economico nello sviluppo del mercato e delle vendite?  Ritiene che i consumi sarebbero maggiori con maggiori disponibilità di denaro da parte di tutti i consumatori (e quindi piu’ persone si sposterebbero al biologico), oppure i clienti di questo settore sono una particolare tipologia.

R: Il consistente incremento del biologico risulta essere il più alto degli ultimi dodici anni, poiché solo nel 2002 vi era stato un aumento più elevato. Nonostante si riferisca comunque soltanto ad un periodo di cinque mesi, tale crescita dipende da una serie di fattori che possono essere riassumibili nei seguenti:

  • Aumento del numero di referenze e della profondità di gamma dei prodotti bio nella GDO;

. Introduzione nella GDO di nuove linee di prodotto che negli anni passati non erano presenti (es. pasta Senatore Cappelli, prodotti a base di kamut, farro, grano saraceno);

  • Segnali positivi dal mercato che hanno indotto ad offrire questi prodotti;
  • Introduzione di nuove private label bio anche nei discount.

Il comparto biologico sembra quindi ancora andare in netta controtendenza rispetto al settore food nel suo complesso, oltre che mostrare un promettente tasso di incremento che apre speranze su un possibile ampliamento della quota di mercato nell’ambito dei consumi nazionali.

La dinamica dell’anno in corso è dipesa in modo particolare dai forti aumenti fatti registrare dalla pasta, dal riso e dai sostituti del pane e dalla categoria “zucchero, caffè e tè”. Incrementi dall’11 al 15% si registrano per gli ortofrutticoli freschi e trasformati e i biscotti, i dolciumi e gli snack. Aumenti molto più contenuti si registrano invece per le uova (+5,2%), i lattiero-caseari (+3,2%) e le bevande bio (+2,5%), mentre molto buoni sono risultati gli incrementi per il miele e per gli omogeneizzati, sebbene in associazione a valori di mercato abbastanza contenuti.

 

 

 

 

Tagged with:
Dati dell'autore:
Ha scritto 143 articoli
Diana Scanferla

E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su