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La terapia anti crisi di Pugliese (Ad Conad) :innovazione e meno burocrazia

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Da Repubblica economia

Tra inquietudini e incertezze, per rispondere ai morsi della crisi economica, il modo di fare la spesa degli italiani è cambiato da un pezzo. In che modo? “Maturando da tempo un’esperienza di shopping tutta nuova che si traduce in meno acquisti  -  che non significano, però, anche meno consumi  -  e in vantaggi per il portafoglio, perché le famiglie hanno ridotto gli scarti e smesso di buttare nei rifiuti tanti prodotti non consumati o consumati in parte”, risponde Francesco Pugliese, ad di Conad.

Numeri alla mano: nel triennio 2011-2013, la spesa degli italiani si è ridotta complessivamente di 5,32 miliardi di euro (fonte: Cermes su dati Iri, Nielsen, Istat). “E’ inutile illudersi  -  sottolinea l’ad -: le vendite di appena qualche anno fa non torneranno o, almeno, non torneranno in tempi brevi. Ne devono prendere atto sia l’industria di produzione sia la distribuzione tutta”.

La verità, secondo Pugliese, è che l’industria dei consumi è arrivata ad un punto di non ritorno. In sostanza, o si cambia strategia o, altrimenti se si continua su questa strada, si muore. Si muore d’inerzia. “Per superare l’attuale fase recessiva  -  è l’appello di Pugliese – ognuno è chiamato a fare la propria parte, in tutti i settori. Nessuno escluso. Il rilancio dell’economica, dei consumi, dell’occupazione non è in sintonia con l’imperante “cultura del no”.

La ricetta anti-crisi di Pugliese è di “impegnarsi a fondo nella ricerca, nel promuovere innovazione, nell’alimentare idee che diventino capisaldi di un nuovo modello economico e sociale. Un modello  -  aggiunge – che non può essere delegato alle decisioni della finanza internazionale, dei governi locali o di quello europeo”.

Ma l’Italia può veramente cambiare? “Il nostro Paese ha imprese capaci, visioni positive di un futuro prossimo con cui affrontare le scelte dettate dai mercati mondiali, imprenditori con voglia e capacità di fare”, risponde l’ad. Che aggiunge: “Occorre, però, “liberare” da mille lacciuoli quella cultura imprenditoriale che è capace di interpretare l’innovazione come una traccia per lo sviluppo e coniugare le risorse disponibili con la capacità e la voglia di competere anche in un contesto sempre meno animato da spinte propositive”.

In questo scenario, la strada che Conad ha intrapreso da anni è “di lavorare quotidianamente per assicurare soluzioni efficaci ed efficienti alle proprie strutture, per cambiare ciò che è possibile nel Paese, tenuto conto del modello di società con cui siamo chiamati a confrontarci, per raggiungere obiettivi individuali in una cornice di valori globali, condivisi”.

E’ a questo punto che l’ad si auspica che in Italia venga definitivamente debellato quel clima di sfiducia imperante e diffuso tra i consumatori che è ormai diventato cronico. Tuttavia, per riuscire in tale impresa, Conad chiede al governo “di procedere ad una reale liberalizzazione dei mercati e snellisca una burocrazia kafkiana e dannosa al fine di incentivare la ripresa complessiva del Paese”.

Ma non solo. Pugliese chiude sottolineando che “tutti dobbiamo impegnarci per ri-costruire l’Italia usando il verbo del “fare” concreto, consapevoli che abbiamo meno risorse e siamo di fronte a famiglie che stanno facendo scelte di consapevole e sostenibile economia domestica e premiano le aziende che non solo hanno capito i loro bisogni, ma li soddisfano in modo significativo e innovativo”.

 

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