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La storia di Maiora Srl: “try and error” direbbero gli yankees

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In data 12 Gennaio 2014 pubblicammo un articolo “Il Fallimento: disgrazia o punto di partenza [..]” , tratto dal supplemento del Corriere della Sera “Letture”, che azzardava una teoria considerabile assurda in Italia ed in Europa, ma più che mai considerata negli Stati Uniti, relativamente al concetto di Fallimento.

L’articolo aveva questo incipit: “Esiste il fallimento ed esiste il «potere del fallimento». Thomas Edison li sperimentò entrambi. Diecimila volte — raccontò egli stesso — vide finire una sua idea nella sabbia; alla decimillesima volta e uno, accese la lampadina elettrica. Il risultato, oggi, sono la General Electric, una delle imprese mitiche d’America, e la fama perpetua. «Non ho fallito — riassunse poi —. Ho solo trovato diecimila modi che non avrebbero funzionato». I fallimenti lo aiutarono a correggere gli errori. Henry Ford affrontò due crac, poi fondò la Ford Motor Company. Un progetto di Steve Jobs fece flop e lui fu licenziato dalla sua Apple. Lo scivolone di Bill Gates si chiamò Traf-O-Data, una società che voleva ottimizzare i flussi di traffico attraverso l’analisi di dati. Da quei passi falsi hanno imparato come si fa.”

Parlando di Maiora Srl, ovvero all’alleanza ed unione tra Cannillo, Ipa Sud e di Gam bisogna prima di tutto specificare che non si parla tecnicamente di fallimento di alcune aziende, si parla invero di una situazione debitoria delle medesime verso terzi che forse non avrebbero trovato soluzione rimanendo negli status quo precedenti all’aggregazione (o forse sì) e che quindi si è trovata una soluzione che ha portato ad un accorpamento necessario ed indispensabile, permesso dalla legge, che ha come obiettivo da un lato una serie di accordi con i creditori che siano capaci di evitare situazioni di fallimento, dall’altro alla sopravvivenza di una quota della GDO non irrilevante con la confluenza dei punti di vendita sotto una nuova ed agglomerante ragione sociale. L’industria sottovoce grida allo scandalo, grida ad un colpo di mano che riesce a far sparire milioni di euro di debiti a danno di aziende e lavoratori con il supporto della Legge. Anche imprenditori virtuosi della GDO sottovoce (sempre sottovoce) rimangono scandalizzati da tali soluzioni, ma intanto Maiora Srl sopravvive assieme gli ex Punti vendita di Gam, di Ipa Sud e di Cannillo.

Per la nostra cultura questa unione può avere dell’incredibile, molti la possono vedere con occhio scandalizzato, come la sopravvivenza di chi non ha saputo far funzionare le proprie aziende, come l’ennesima violenza del Retailer di fronte al povero fornitore.

Ma a ben pensare: chi ha voluto tutto questo? Esistono sistemi per evitare l’esistenza di un soggetto nuovo nella GDO nato da passate esperienze che avrebbero potuto portare al fallimento senza esserci arrivati?

Certo che esistono: quando si viene chiamati al tavolo della trattativa per il ripianamento dei debiti e si riceve una proposta di rientro del pagamento del credito accumulato in X anni e soprattutto di una Percentuale X dell’intero credito, si dice di NO.

Sarebbero sufficienti i NO di 5 Multinazionali ben conosciute ed il progetto probabilmente non partirebbe.

Siccome questo non è successo, il mercato (e non la Legge, e non Maiora) ha deciso che Maiora Srl debba esistere, sopravvivere e stare sul mercato, che piaccia o che non piaccia.

“l’Atlantico resta un lago che divide. Ancora oggi, se parlate con un vero uomo d’affari yankee, probabilmente vi racconterà che una delle differenze più profonde tra un businessman europeo e uno americano è che il primo non darebbe mai credito a una persona che nella vita è fallita, il secondo non presterebbe denaro a chi non è fallito almeno una volta.”

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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